Cultura/Arte

Istanbul stratificata, la scoperta archeologica

mercoledì 1 giugno 2018 Enrico Campofreda/Leonardo.it News Foto: Leonardo.it News

ISTANBUL - E’ una scoperta che l’archeologia ha rivelato in questi giorni. Conferma quanto la storia di Costantinopoli-Bisanzio-Istanbul ha insegnato per secoli. Secoli di guerre, sangue e dominazioni. Periodi, più o meno lunghi, di civiltà che si sono scontrate e  mescolate, come insegna la storia dell’umanità.
Accade a Fatih, quartiere islamissimo della città sul Bosforo, la cui denominazione indica il ruolo “conquistatore” avuto dagli ottomani del sultano Maometto II nel 1453, quando prese avvio l’impero della Sublime porta, un dominio che per 623 anni giungerà sino alla soglia del secolo breve. Fatih, dunque. Strade fitte di via vai e ogni sorta d’attività d’una metropoli che nella gestione politica dell’ultimo ventennio ha visto un ex sindaco, nato nel popolarissimo agglomerato urbano di Kasýmpaþa, passare dalle patrie galere per la repressione politica subìta, a rappresentare prima al Governo, ora alla presidenza della Repubblica il volto della Turchia del Terzo Millennio. Una ricerca di modernità nella tradizione.
Ma la tradizione che Erdoðan ricerca unicamente nella fede islamica, segnata a Fatih dai mille veli sui volti di donne e ragazze, il ventre di Istanbul che fu Bisanzio e fu Costantinopoli lo restituisce bizantino e romano. Romano cristiano e prima ancora pagano. Il dna sta tutto nel sottosuolo della moschea Þeyh Süleyman, nota anche come Zeyrek. La potrete trovare attraversando il grande ponte Atatürk, venendo dal mitico quartiere di Galata. Rispetto alla maestosità di altre moschee di quell’area di Istanbul, la stessa dove svetta la grande Moschea Blu, Zeyrek quasi si perde. E’ un edificio piccino, trasformato in luogo di culto musulmano sulle vestigia d’un monastero bizantino dedicato al Cristo Pantocrate. Lì, dicevano gli studiosi, doveva sorgere un precedente cimitero romano. Un arcosolio (sepolcro arcato), apparso in una fase di ristrutturazione, suffragava la tesi, e si pensava alla tipica zona di catacombe cristiane. I recenti ritrovamenti di ricerche iniziate nel 2013, decretano che nel luogo ci fosse un precedente cimitero pagano. Un percorso che fa da monito a chi va alle urne a fine giugno misurandosi col progetto presidenziale di azzeramento del passato: la Turchia è multiforme, come la sua storia.