Cultura/Arte

La basilica di Siponto tra metafisica ed astrazione

13 ottobre 2018 Giulia Mura/Artribune Foto: Repubblica Bari

ISTANBUL - Il 9 ottobre Edoardo Tresoldi, talentuoso artista nostrano (classe 1987) ormai noto nel sistema dell’arte contemporanea internazionale, ha tenuto uno speech all’Istanbul Technical University Macka Campus dal nome From the Absent Matter to the Metaphysical Ruin.
L’evento Design Explorers Beyond Time #6, sponsorizzato da Geberit, è organizzato dall’ Arkitera Architecture Center “un centro di architettura indipendente a Istanbul dedicato a sostenere una migliore pratica architettonica, migliorare la cultura architettonica e la qualità dell’ambiente costruito in Turchia”. In veste di promotore culturale il Centro ha creato l’Arkimeet, format composto da una serie di conferenze in cui architetti di fama internazionale sono invitati a Istanbul, per condividere le loro opere recenti e le loro riflessioni con progettisti, studiosi e studenti turchi. Questi incontri hanno un’importante missione: quella di essere un ponte tra l’architettura nazionale e internazionale, portando il dibattito in Turchia.
Negli anni passati l’Arkitera ha ospitato diversi architetti di fama internazionale. Tra questi, ad esempio: Richard Rogers, Eduardo Souto de Moura, Zaha Hadid, Will Alsop, Paulo Mendes da Rocha, Thom Mayne di Morphosis, Bjarke Ingels, Jacob van Rijs di MVRDV, Rem Koolhaas, Daniel Libeskind, Massimiliano Fuksas, Ben van Berkel di UNStudio, Wolf Prix di Coop Himmelb(l)au, Dominique Perrault, Luis M. Mansilla e Emilio Tuñón Alvarez, Matthias Sauerbruch.
Primo non architetto a prendere parte al format, durante il suo speech Edoardo Tresoldi ha trattato i concept principali della sua ricerca, la Materia Assente e la Rovina Metafisica, che, seppur in via collaterale, toccano temi cari al mondo dell’architettura. Il primo, la Materia Assente, è “la rappresentazione di una proiezione mentale, filtro e forma attraverso cui raccontare luoghi, istanti, enti. Innesca dialoghi ininterrotti con lo spazio e la storia, proietta la sostanza dell’oggetto in relazione a un’inedita estensione temporale; [..] La Materia Assente […] rende plastica la negazione della materia e rivela il risultato di una mancanza, quindi l’astrazione della realtà e la sua identità visiva senza riferimenti nel tempo.” Il secondo, invece, presentato ufficialmente alla Business of Design Week di Hong Kong a dicembre 2017, è l’applicazione della materia assente sul substrato storico contenuto nella Basilica di Siponto, sua opera più famosa. “La Rovina Metafisica entra in gioco come ulteriore stadio del ciclo vitale architettonico, racconta gli ingombri e i linguaggi dell’architettura originaria, riaccende la memoria, ma nel medesimo attimo accompagna in un’autentica esperienza emotiva e onirica dello spazio contaminandosi con il paesaggio contemporaneo e il contesto circostante”.