Cronaca

Condannato all'ergastolo

mercoledì 16 febbraio 2018 Emamuela Longo/ilSussidiario.it Foto: Arabpress

ISTANBUL - Si è concluso oggi ad Ankara il processo a carico dello scrittore Ahmet Altan e di altri cinque giornalisti tra cui il fratello Mehmet accusati di aver tentato di "sovvertire l’ordine costituzionale" e tutti condannati alla pena dell'ergastolo.
Le accuse hanno riguardato anche i cronisti Nazli Ilicak, Fevzi Yazici, Yakup Simsek e Sukru Tugrul Ozsengul, anche loro condannati al carcere a vita per decisione di un tribunale penale turco. E' quanto riporta Il Corriere della Sera nell'edizione online: secondo quanto stabilito dai giudici, i sei sarebbero stati connessi alla rete golpista del predicatore Fetullah Gulen, considerata responsabile del fallito colpo di Stato del 15 luglio 2016.
Nel dettaglio, la giornalista Ilicak e i fratelli Altan avrebbero fatto riferimento ad un potenziale golpe durante un programma tv attraverso "messaggi subliminali", due giorni prima del fallito colpo di stato. La notizia dei sei ergastoli arriva a distanza di poche ore da quella, al contrario molto lieta per l'intera libertà di stampa, secondo la quale al corrispondente di Die Welt, il turco-tedesco Deniz Yucel accusato di propaganda terroristica e istigazione al suicidio è stata concessa la libertà condizionata dopo un anno di carcere.
In merito allo scrittore Altan, al fratello e agli altri 4 giornalisti, nei mesi scorsi era stata avviata la campagna liberazione da Free Turkey Media, che rappresenta anche gli altri Reporters Sans Frontieres, gli italiani di Articolo 21 e l’associazione dei Cento Autori. A nulla però sarebbe valsa la grande mobilitazione internazionale né la sentenza della Suprema Corte che ne aveva disposto la scarcerazione alla luce della violazione dei loro diritti umani. Antonella Napoli, coordinatrice di Free Turkey Media dopo aver appreso delle sei condanne all'ergastolo è subito intervenuta su Twitter asserendo: "Oggi è morto lo stato di diritto in Turchia". Lo scrittore Altan si era difeso dalle accise nel suo libro dal titolo "Ritratto dell’atto d’accusa come pornografia giudiziaria" scrivendo: "A parte qualche mio articolo e un’unica apparizione in tv, l’imputazione di golpismo nei nostri riguardi si basa sulla seguente asserzione: si ritiene che noi conoscessimo gli uomini accusati di conoscere gli uomini accusati di essere a capo del colpo di Stato".