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Ferito gravemente in un attentato l'assassino di Don Andrea Santoro

6 novembre 2018 Marco Ansaldo/R.it Foto: Make Me Feed

ISTANBUL - E' stato ferito gravemente in Turchia, a colpi di pistola, l’assassino di don Andrea Santoro, il sacerdote italiano “fidei donum”, cioè in servizio temporaneo in terra di missione, ucciso a Trebisonda, sul Mar Nero, il 5 febbraio 2006.
L’omicida, che nel processo venne poi condannato a 18 anni e 10 mesi di carcere, era ormai libero ed è stato vittima di un tentato omicidio avvenuto lunedì sera a Bodrum, la città sul Mar Egeo nota come luogo di vacanze.
Si ignorano al momento i motivi dell’agguato e gli aggressori. Per il sito online del quotidiano Hurriyet, Akdil è stato raggiunto da alcuni colpi di arma da fuoco mentre si trovava assieme a un parente. Risultano entrambi feriti gravemente.
Ouzhan Akdil, oggi 28enne (ne aveva 16 al momento dell’omicidio), aveva raggiunto don Santoro con due colpi alla schiena mentre il prete stava pregando, la domenica pomeriggio, sull’ultimo banco nella chiesa di Santa Maria. Il sacerdote morì subito.
L’attentato, secondo le indagini, era nato negli ambienti nazionalistici e ultrareligiosi, a cui non apparivano estranei alcuni istigatori di giovani che frequentavano locali per navigare sul web. Era maturato nel periodo seguente alle feroci proteste anticattoliche per le vignette raffiguranti Maometto, pubblicate su un quotidiano danese.
Akdil era stato liberato nella seconda parte del 2016, dopo un indulto voluto dal governo turco per sgomberare le celle necessarie a fare posto ai golpisti arrestati con l’accusa di avere legami con gli organizzatori del colpo di Stato. Il putsch fallì in poche ore, la notte del 15 luglio, con almeno 250 morti.
Il presidente Recep Tayyip Erdogan ordinò una repressione durissima, che raggiunse ogni settore della società. Circa 35 mila persone vennero arrestate, e più di 30 mila detenuti furono allora rimessi in circolazione. L’assassino di don Andrea Santoro era tra questi.