Turismo

 La baia di Kekova è l’ultima scoperta dei croceristi che ne hanno fatto la loro meta preferita per la trasparenza delle acque. E’ d’obbligo una puntata a Kas. Il porto di Andriake

 

Prendete un po’ di Sardegna, aggiungete un pizzico di Sicilia e di Puglia, qualche goccia di Calabria e poi mescolate bene. Il cocktail che ne uscirà fuori equivale a Kekova, nella Licia. Parlare di ultimo Paradiso forse è esagerato ma la costa che da Kalkan si spinge oltre Finike a sud e verso Fethiye a nord è quanto di più bello si possa immaginare. La natura vi ha profuso il meglio, il resto lo hanno fatto gli uomini (nessun riferimento alla civiltà moderna) che hanno lasciato in queste zone testimonianza di una cultura senza eguali. La baia di Kekova è una delle ultime scoperte dei croceristi che ne hanno fatto la loro meta preferita per la trasparenza delle acque che fanno intravedere rovine sommerse. Arrivarvi però non è molto facile giacché le montagne, che finiscono quasi a picco sul mare, impediscono un rapido accesso con la macchina per cui la via migliore rimane sempre quella per mezzo di un natante. Si può affittare una barca a prezzi che sono accessibili e spostarsi in tal modo da una baia all’altra.

Cosa vedere: ma tutto. Dall’antica Apollonia, alla necropoli di Teimiussa, a Kale sovrastata dai bastioni del vecchio castello, a Kalekoy. Ne vale la pena. Non bisogna comunque avere fretta. Si parte la mattina di buon’ora, magari dal porticciolo di Andriake, e si ritorna la sera. Pranzo in uno dei tanti ristorantini che non hanno alcuna pretesa. Però si mangia bene e il pesce, anche se non è di grande qualità, è veramente fresco. Dopo cena è d’obbligo una puntata a Kas, località dove la cultura ellenica ha influito notevolmente sulla architettura abitativa. Oggi è uno dei centri turistici più alla moda. Volendo, non è da disdegnare una visita nella parte orientale delle isole greche, a Kastellorizon. Altrimenti si può puntare verso Kalkan, un piccolo gioiello. Antiquari e boutique ad ogni angolo. Singolare il fenomeno delle acque che in alcuni punti sono più calde in profondità e più fredde in superficie.. E a proposito di acque, avendo tempo, come trascurare il mare di Patara. La spiaggia si estende per chilometri ed è di sabbia finissima. L’imperatore romano Adriano ne rimase tanto colpito (ce lo racconta il Gregorovius) che nei mesi invernali aveva fissato la sua dimora in questa località diventata famosa non solo per l’oracolo del dio Apollo ma anche perché, in epoca ellenistica, era stata una base utilizzata dai generali di Alessandro Magno. 

Un’avvertenza. Nessuno si immagini di trovare stabilimenti, discoteche o cose del genere per trascorrervi gli ozi estivi. Qui le estati alla Jerry Calà non esistono. Meglio lasciare perdere, allora. Patara (vi nacque San Nicola) è fatta per gli amanti della natura e dell’archeologia. Una delle testimonianze più interessanti è costituita infatti dalla costruzione dei "granai" risalenti proprio all’epoca di Adriano. Il complesso era destinato al deposito dei cereali per approvvigionare gli eserciti che combattevano in Oriente. (Pi.Fe)

 

 

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