Turismo

SONO DI QUINDICI MA ANCHE DI TRENTA METRI, PER QUATTRO O PER DIECI PERSONE.
NATURALMENTE SONO DI LEGNO.
NELLA QUIETE DEL GOLFO DI GULLUK

di PIN

 

Caicchi dal turco quayk. Sono belli, agili, veloci. Provare per credere. Un’esperienza indimenticabile che rientra nello stereotipo di ogni buon vacanziere, un po’ come l’Irlanda in bicicletta. Pensate! se Ulisse ne avesse posseduto uno, non si sarebbe fermato alle colonne d’Ercole e chissà! Il mondo avrebbe potuto forse raccontare altre storie. Caicchi, allora; di 15 ma anche di 30 metri, per quattro o per dieci persone. Sono di legno, naturalmente, ma niente a che vedere con le piccole imbarcazioni descritte da Edmondo De Amicis o con quelle utilizzate dai pescatori di spugna. Quelli di oggi spazzano via le onde che è una meraviglia, e certo non a discapito dello standard di confortevolezza quale richiede una crociera tipo. L’abitabilità interna, infatti, è più che buona. Ottima poi quella esterna: ponti spaziosi, passaggi laterali ampi e sicuri, il tutto in quel clima di relax che vede sempre unita l’eleganza alla disinvoltura piratesca. Sole e brezza non sono del resto che il corollario di una piacevole avventura sul mare specie quando i "due alberi", armati di goletta, spengono i motori e navigano a vela verso quei lidi – già noti ai fenici – dove le navi di Alessandro Magno calarono l’ancora prima della spedizione in Anatolia. Caicchi, dunque!

Quello che più attrae, al risveglio di buon mattino sul ponte, è l’impasto della luce del cielo con la tinta del mare. E’ una lunga distesa, incantata dai ciuffi dei pini e da boschi ariosi che proiettano l’ombra della loro vegetazione sulle acque trasparenti. La costa, che dall’Egeo scivola sul Mediterraneo, è un rincorrersi di calette e di fiordi tra piccole spiagge di inusitata bellezza, montagne che sembrano schiacciarvi, villaggi, insediamenti archeologici. Difficile, allora, non rimanere sedotti dalla bellezza dei luoghi; magari mentre si fa il bagno tra le colonne greche che affiorano in superficie o di fronte ad un anfiteatro romano. Difficile soprattutto fare una scelta, se puntare verso la costa cariana o quella licia e quale delle due tradire giacché, scegliendo l’una, si fa torto all’altra. L’importante è non dimentiicare che da Kusadasi, a nord, fino a Phaselis ed Olimpos, a sud, si nascondono meraviglie che da sole sono la più grande testimonianza di quello che rappresentarono nella storia antiche civiltà. Dire infatti che Bodrum (Alicarnasso) sia splendida è troppo poco. Ne sapeva qualche cosa Erodoto che, giornalista ante-litteram, amava scrivere le sue cronache nella quiete del golfo di Gulluk quando non si spostava altre volte in quello di Gokova. Fate come lui e, come lui, sentirete sempre uno struggente richiamo per certe cale attorno a Bozrurum. Qualcuno diceva: "Il meglio si conquista, non si trova".

 

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