Unione di amicizia Italia Turchia
 
» Homepage
» Ambiente
» Azerbaijan
» Blob
» Confronti Istanbul
» FLASH2
» Flash
» Il Punto
» In Evidenza
» Speciale
» Turismo e viaggi
» Zoom
» Tweets
» Curiosità
» Scienza e medicina
» Accadeva Oggi
» Attualità
» Notiziario d'ambasciata
» Cultura/Arte
» In primo piano
» Musica
» Società
» Economia/agricoltura
» Spettacoli/Cinema
» Moda
» Cronaca
» Sport
» Istituto Italiano di Cultura
» Roma Basin Musavirligi
Istanbul cafè
All news

Turkish Press
Scavi
Musei
» Angoli nascosti
» Libro degli ospiti
» Perle
» Accadeva oggi
(ARCHIVIO)
Meteo
Change
Turchia com'era

“E- Turchia” - a parte la documentazione dell’Ambasciata di Italia ad Ankara e dell’ICE di Istanbul- si avvale per le notizie e gli articoli riportati sul suo web, e naturalmetne relative alla Turchia, delle NEWS già apparse in altri siti o già pubblicate su altri quotidiani e riviste. Non fa altro che assemblare, nella convizione che siano di maggiore utilità per quanti hanno su qualche interesse per questo paese. “E-turchia”, ad ogni modo, è sempre a vostra disposizione







LE BARCHE DI GALATA”


Foto Istambul

La maggior parte dei narratori che visitarono Istanbul quando, in periodo ottomano, veniva ancora chiamata Costantinopoli o Stambùl (con la m e l’accento sulla u) si soffermò nella descrizione del ponte e della sua gente: vivacissimi ed entusiastici gli schizzi dei personaggi tratteggiati dal De Amicis; meravigliate e commosse le espressioni di Le Curbusier; estasiato dalla babele del ponte, Theophile Gautier. Ma nessuno, se non sommariamente, accennò ai traffici delle navi a vela e a vapore fra il Corno d’Oro ed il Bosforo, dei quali il Ponte di Galata segna lo spartiacque: neppure Pierre Loti con le sue nostalgiche e colorite descrizioni, egli che fu anche ufficiale della marina francese.Solo uno, Blasco Ibañez, appoggiato alla sponda del ponte in un tiepido settembre del 1907, osservò con cura il mare e così lo descrisse: "…dal centro del ponte si abbraccia in tutto il suo splendore lo spettacolo del Corno d’oro, grandioso porto che porta questo nome per la sua forma e per le ricchezze incalcolabili che sbarcano in esso. Navi di tutti i paesi formano una seconda città galleggiante da entrambi i lati del ponte. All’alba si apre una parte di questo per dar passaggio verso il Bosforo alle grandi navi da guerra ed ai vapori mercantili che ancorano in fondo al Corno d’oro. I vaporetti a ruote per i paesi del Bosforo, le isole dei Principi o Brussa, partono con grande frequenza…con la duplice coperta piena zeppa di fez. Urlano le sirene, fumicano le ciminiere, tremano i pontoni al cozzo degli scafi, e sopra le acque verdognole, agitate dalle correnti e dal continuo movimento delle ruote e delle eliche, passano i caicchi, veloci come frecce, danzando follemente a rischio di rovesciarsi. I brigantini turchi, di forma arcaica, che ricordano le galere della pirateria, issano le vele giallognole e se ne vanno beccheggiando…le barche greche spiegano le loro vele triangolari verso i porti del Marmara; le navi dell’Occidente europeo vanno verso il mar Nero in cerca di grano e di petrolio...Per essere capitani di nave o semplice rematore di caicco nel Corno d’Oro o nel Bosforo ci vuole tanta abilità, quanta per essere cocchiere a Costantinopoli… La prima volta che si naviga per le suddette vie marittime, l’anima sembra che salga alla gola. Il caicco, misero guscio che a mala pena può sostenersi, si attacca con la più grande impassibilità alle ruote od alle eliche dei vapori che lo fanno danzare follemente. Altre volte i caicchi passano davanti alla prua di una grande nave in moto con precisa esattezza, per non essere investiti. Un istante di più e scomparirebbero nel gorgo. I vaporetti sfiorano le barche a vela senza capovolgersi. Le navi, tanto a vela che a vapore, debbono marciare a zig-zag, superando ostacoli ad ogni istante…il capitano vede chiusa la sua rotta da altre navi che vengono verso di lui o che gli tagliano il passo; a questo bisogna aggiungere lo sciame di caicchi che trasportono passeggeri da una riva all’altra, i vaporini "mosca" con bandiere di tutte le nazioni, le gondole lunghe bianche e dorate con rematori negri, a poppa delle quali siedono dame misteriose, coperte da veli e da cappucci e che solo hanno visibili gli occhi dipinti. E così avanti, con questa coloratissima descrizione, per altre pagine. Ma prima di abbandonare Ibañez, merita riportare un altro suo brano sulla "Gente del Ponte", brano che mirava a far chiarezza sulle idee preconcette e distorte, che gli occidentali avevano dei turchi: "Di quando in quando tra questa folla che passa per il Gran Ponte si vedono occhi neri dallo sguardo inquietante, profili di uccello di rapina, sorrisi melati che fanno portare istintivamente le mani alle tasche, gente cortese che infonde paura. Costantinopoli è il grande smaltitoio del continente. Qui si nascondono e si disperdono i più temibili avventurieri. La Turchia è un pane fresco in cui affondono i denti i lupi più feroci del mondo. Questi turchi d’aspetto inquietante, che solo sono turchi per il fez che portano in testa, ispirano paura con giustificato motivo: sono europei, e l’europeo è l’essere peggiore di Turchia


GianFranco Cortelli gfcortelli@hotmail.com Trieste, 17 agosto 2004


» Galleria di immagini


»   L’Ultimo Califfo
» La fine del Sultanato e la nuova Turchia
» Mehmet V ed i tre Pasha
» Abdul Hamit II, la fine dell’impero
» La fine dei governi turchi
» Le barche di Galata
» Images d’Empire
» Fotografie di Costantinopoli

 
TURCHIA OGGI
Redazione - Via dei Boschetti, 53 00187 Borgo Maggiore (san Marino)
SITO INTERNET: www.e-turchia.com E- Mail: informazionesanmarino@gmail.com
Editore: Carlo Filippini Via dei Boschetti, 53 Borgo Maggiore (San Marino) E-Mail: informazione@omniway.sm
Sede legale - San Marino E-Mail: info@e-turchia.com
Registrazione presso il Tribunale di San Marino
Nota della redazione