Tradizioni

I tappeti più pregiati sono quelli di Hereke. 
I bellissimi colori del tappeto di Kars. I kilim

di Nicola Quattrini

Dire Turchia è come dire tappeti. Sono bellissimi, una affermazione che non ha nulla di esagerato. Sono grandi, piccoli, da preghiera, da campagna. Sono di tutti i prezzi e per tutte le tasche. Si possono ammirare nei musei di arte islamica, ad Istanbul e a Konya, o più comunemente nel bazar. Di certo, ritornando da un viaggio, è molto improbabile che il turista non abbia un piccolo souvenir 2x2; debitamente denunciato per evitare guai alla dogana italiana. I turchi asseriscono di essere stati gli inventori del tappeto "annodato" detto d’Anatolia. Riscontri non ce ne sono, ma tant’è. Credere a quel che si dice non costa nulla. Nessun dubbio, invece, è che già dal XVI secolo i prodotti dell’artigianato locale iniziarono ad essere esportati in tutta Europa in quantità piuttosto rilevanti. Come cita "Guide Apa", Enrico VIII d’Inghilterra era riuscito ad accaparrarsene addirittura quattrocento.
Il tipo di lavorazione, il disegno ed i colori sono tutti fattori che servono per stabilire la provenienza dei tappeti che, a grandi linee, si possono suddividere in quattro gruppi: quelli del centro-nord che si rifanno al tradizionale modello persiano sviluppandone gli stessi motivi (medaglione centrale e cantonali), quelli della zona confinante con la Russia, quelli da preghiera, frutto di un’arte colta e raffinata, ed infine quelli legati alla tradizione nomada come i kilim. I tappeti più pregiati sono quelli di Hereke, cittadina costiera nei pressi di Istanbul. Ancora oggi sono tessuti con lana e seta e gli esclusivi disegni vengono realizzati dapprima su cartone. Abili operaie riescono ad intrecciare perfino trenta nodi al minuto. Altr iluoghi di produzione sono Kula, Bergama, Yagcibedir, Canakkale, Ezine e Koza. Morbidissimi, anche perché molto folti, i tappeti di Kars che ricordano quelli del Caucaso per la predominanza dell’azzurro su altri colori. Stupendi i tappeti di Dosemealti che vengono lavorati dai nomadi delle montagne del Tauro. In quanto ai kilim, prodotti nelle province orientali di Hakkari e di Van, fino a due decenni fa non erano molto valutati. Oggi il loro prezzo è salito notevolmente sul mercato e questo lo si deve al fatto che l’armoniosità della composizione nonché l’efficacia dei disegni astratti li ha avvicinati all’arte moderna. E già che si parla di tappeti! Sembra che quello più antico risalga addirittura al V secolo a. C. Fu trovato a Rudenko, in Siberia. Il suo motivo decorativo è identico a quello raffigurante una cerimonia selgiuchide del XII secolo che si trova nel museo di Istanbul. Lo stesso disegno persiano, pensate! A dimostrazione che proprio la terra dei Pavoni era stata il centro di irradiamento del tappeto nell’antichità.
Un avvertimento: prima di comprare un tappeto o un kilim controllate la lavorazione. Meglio se vi affidate ad un esperto. E non date mai retta alla vostra guida turistica quando vi vuole portare in un negozio di sua fiducia.

 

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OVVERO IL GUADAGNO DELLA GIOVENTU'
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