Tradizioni

RES ORIENTIS SACCASU, IL VENDITORE D'ACQUA DELL'HAMAM, 
OVVERO IL GUADAGNO DELLA GIOVENTU'
Il Caffè Loti

KIRKPINAR

Moena la piccola Turchia Belli...bellissimi Un vero Orient-Express

 

Pierre Loti (1850-1923) romanziere e viaggiatore

Pierre Loti, uno dei più noti romanzieri strappalacrime vissuto tra la fine dell’ ‘800 e gli inizi del ‘900, aveva fatto del "kahve" il luogo preferito della sua lunga residenza a Costantinopoli. Mai città aveva affascinato lo scrittore quanto la capitale degli ottomani e - più ancora che da questa – Loti era rimasto colpito da un piccolo centro che sta all’imbocco del Corno d’Oro, Eyup, dove tra l’altro si può ammirare la splendida moschea dedicata al profeta che fu seguace di Maometto.
Di certo, tra i tanti motivi di richiamo di Eyup, ce n’era uno comprensibilissimo. Loti si era innamorato, ricambiato, di una bellissima donna turca, Aziyadé. Ma Aziyadé purtroppo era sposata. I due amanti dovevano vedersi di nascosto e – come in ogni storia che si rispetti, di carezze furtive e di baci rubati – a fare da sfondo agli incontri fedifraghi era un Caffè in cima alla collina, nascosto da un pergolato di viti. Chissà quante dolci parole si saranno scambiati lo scrittore e la bella fanciulla, quante lacrime disperse lungo Karyadgi Sokak! Poi la tragica fine di Aziyadé alla quale il marito non aveva perdonato il tradimento. Dicono che in certe notti di inverno, quando soffia il vento del nord, nel Caffè si senta il pianto della donna, quasi un lamento. Che sia poi un’immaginazione, non fa nulla.
Nulla è cambiato, del resto, di quella atmosfera fatta di tendine ricamate alle finestre, di tavolini stile impero, di porcellane smaltate dove viene servito il cay, di stampe d’epoca, di stufe in maiolica, insomma di un insieme di decadenza. Ancora oggi – seduti a sorseggiare la bevanda dorata - si osserva la città dall’alto fin dove può arrivare lo sguardo, incerti se continuare il giro dei "gazino", così si chiamano per l’appunto i Caffè con giardino; e, in Turchia, sono tanti. Solo ad Istanbul ce n’è un numero sufficiente a perdere intere giornate nel caso si volessero visitare tutti; a cominciare dal Kusluk bahcesi ("giardino degli uccelli") nel palazzo Dolmabahçe, all’Aya Sofya nel cortile di Santa Sophia, al Turk kavesi a Sultanahmet, al Kariye di fronte a San Salvatore in Chora, al Sark kahvesi, all’Asi Pasa dove si fuma il narghilè.
Il Caffè, in Turchia, è d’altra parte una istituzione sociale. Serve non solo per riposare ma per chiacchierare. In questo caso ogni angolo va bene. Se poi all’ozio si aggiunge un buon dolce, niente di meglio che fare uno "stop" al Divan o al Pera Palas, tra i locali più esclusivi di Istanbul , dove viene servita una pasticceria da sognarsela la notte.

 

RES ORIENTIS SACCASU, IL VENDITORE D'ACQUA DELL'HAMAM, 
OVVERO IL GUADAGNO DELLA GIOVENTU'
Il Caffè Loti

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