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Età del jazz, anni Venti, lost
generation, giovani usciti indenni dalla Grande guerra, smarrimento ma
anche spensieratezza e danze indiavolate, alcool facile, donne bellissime
e il charleston. Tutto questo è "Il Grande Gatby" –
capolavoro di Francis Scott Fitzgerald – che il Corpo da Ballo del
Teatro alla Scala di Milano porta il 20 giugno ad Izmir (Smirne). Balletto
in due atti di André Prokovsky, orchestrazione e selezione musicale di
Gunther Schuller, costumi di Enrico Coveri, scene di Leila Fteita. E’ a
tutto questo che si affida "Il Grande Gatsby", ovvero la storia
tragica di un gangster romantico, animato dal sogno di un impossibile
riscatto, che nell’estate 1922 vive in una villa di Long Island e vi
organizza feste favolose. Lo fa per impressionare una sua ex fidanzata,
sposata ad un miliardario.
Le
musiche: sono tante e bellissime; cominciando da "Happy Feet"
di Milton Ager (Warner Bros. Music Inc.,Publisher), a "Funny Face
Ouverture" di George Gershwin (courtesy of George Gershwin Family
Trust), a "Symphony in Black" di Duke Ellington (Mills
Music Inc., Publischer). Ed ancora: "Three Shades of Blue"
di Ferde Grofé (SBK Robbins Catalog Inc., Publisher), "Black-Tan
Fantasy" di George Ellington (Mills Music Inc., Publisher),
"Mal de Amores" di Pedro Laurenz, "Softly, as in
a Morning Sunrise" musica di Sigmund Romberg, versi di Oscar
Hammerstein II (Warner Bros. Music Inc., Publisher), "You Took
Advantage of Me" musica di Richard Rodgers, versi di Lorenz Hart
(courtesy of the Estate of Richard Roodgers and the Estate Lorenz hart),
"Cuban Ouverture" di George Gershwin (Warner Bros, Inc.,
Publisher), "Diversion I", "Diversion III"
di Louis Gruenberg (GunMar Music Inc., Publischer), "White Lilacs"
di Louis Gruenberg (GunMar Inc., Publisher), "Ain’t We Got Fun"
musica di Richard A. Whiting, versi di Gus Kahn e Raymond B.Egan (Warner
Bros Music Inc., and Gilbert Keyes Music, Publishers), "Girl Crazy
Overture" di George Gershwin (courtesy of George Gershwin Family
Trust), "Sweet Sue" di Victor Young (Shapiro, Bernstein
& Co.Inc., Publisher), "Metropoli" di Fere Grofé (SBK
Robbins Catalog In., Pubblisher), "Makin’ Whoopee"
musica di Walter Donaldson, versi di Gus Kahn (Donaldson Pubblishing Co.
and Gilbert Keyes Music, Publisher), "Concerto in Fa per
pianoforte e orchestra 2° Movement" di George Geshwin (courtesy
of George Gershwin Family Trust), "Nearer My God to Thee"
traditional, "Pleyel’s Hymn", traditional. Le musiche,
dunque. Ma perché tanti compositori?. La risposta viene dallo stesso
coreografo.
Dal
catalogo alla Scala di Milano, per gentile concessione, riprendiamo un
passo dell’intervista-colloquio che Marinella Guatterini ha avuto
proprio con Prokovsky: "La musica del mio Grande Gatsby è un
collage di tanti autori jazz degli anni Venti, motivato dal fatto che
quasi tutti quei compositori, salvo eccezioni, come George Gershwin,
creavano pezzi lunghi tre minuti perché tale era la durata richiesta
dalle registrazioni. Per riempire un’ora e quarantacinque minuti di
danza sono serviti molti pezzi…". Il romanzo di Fitzgerald,
cominciato a lavorare quando il grande scrittore americano aveva 27 anni,
vide la luce il 10 aprile 1925. Ma fu inizialmente un "fiasco".
Furono vendute infatti inizialmente appena 20 mila copie. A salvare lo
scrittore anche da guai a carattere finanziario fu la riduzione teatrale
che de "Il Grande Gatsby" fece Owen Davis. Arrivederci allora ad
Izmir, nell’Anfiteatro del Parco della Cultura, dove è già un tutto
esaurito per vedere il Corpo di Ballo della Scala diretto da Patricia
Ruanne.
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