Storia
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La storia
dei Dardanelli
è fatta di conquiste
e di conflitti. |
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Soldati che siete qui caduti per difendere la vostra patria! Possano i vostri antenati discendere dai cieli e baciare le vostre pure fronti! Chi potrebbe mai scavare fosse che non vi stiano troppo strette, se perfino la storia stessa vi sta stretta?
Il Canakkale
Sehitleri Abidesi, gigantesco tavolato in pietra sorretto da quattro pilastri,
alto quasi 42 metri e circondato da giardini, commemora i soldati turchi che
combatterono e morirono a Gallipoli. Ma in realtà si rende onore a tutte le
vittime, non solo a quelle che riposano nei numerosi cimiteri della penisola.
La
storia dei Dardanelli è fatta di conflitti e di conquiste. E quindi di sangue.
Dal giorno in cui gli Achei decisero di attaccare i troiani per vendicare l’onore
di Menelao al quale Paride aveva sottratto la bella Elena. Lavare quell’affronto
con una guerra durata dieci anni non fu, infatti, che una scusa giacché semmai
furono le rivalità commerciali i principali motivi per i quali si scontrarono
due civiltà con l’inevitabile scomparsa di una di queste. La leggenda di
Elena però è ugualmente suggestiva, non fosse altro perché ispirò un poeta
come Omero condizionato ad inventarsi l’"Iliade" con tutto quel che
ne seguì: ovverosia battaglie, scontri epici, vendette e saccheggi. Suggestiva,
certo! Al pari di tante altre del resto – tutti retaggi di credenze
tramandateci da millenni – secondo cui mitologia e sentimento sono andate
sempre a braccetto. Come dimenticare quella della dea Elle che, caduta da un
ariete con le ali d’oro, sarebbe precipitata nelle acque dello stretto donde
il nome di Ellespondo; o quella di
Leandro,
malato d’amore, che tutte le notti sfidava le terribili correnti del mare per
raggiungere l’innamorata Ero finché Nettuno ebbe la meglio sulla sua
costanza; o quella infine di Dardano, figlio di Zeus e di Elettra, che fu
governatore di una delle prime città-stato. Dardania, per l’appunto.
Leggende! Non mancano però le storie, storie vere. I cosiddetti fatti di
cronaca, raccontati da uno dei primi e più bravi reporter; quell’Erodoto di
Alicarnasso il quale - a proposito del famoso ponte sui Dardanelli fatto
restaurare da Serse per farvi passare il suo esercito – ricorda come il re dei
Persiani, indignato dalla tempesta che ne ostacolava il passaggio, ordinasse che
le acque venissero punite con trecento colpi di sferza. Quasi che il mare fosse
un essere umano. George Byron rimase così colpito da questo particolare che
volle riprenderlo in un suo racconto in memoria della moglie dell’amico
Shelley, che era morta annegata.
E sempre a proposito di fatti di cronaca non ci si può dimenticare di quello
che ebbe come protagonista lo spartano Lisandro che, occupata l’antica
Lampsaca (oggi Lapseki) – apprezzata per i suoi vini che pare fossero
riservati agli dei dell’Olimpo – la utilizzò come base per le operazioni
contro la flotta ateniese di Conone. Non più flotta, ma vera e propria armata
di mare, fu tanti secoli dopo quella del catalano Ruggero di Flor chiamato in
Asia Minore dall’imperatore bizantino Andronico per combattere gli Ottomani.
Di certo tutta la zona dello stretto dei Dardanelli ha un fascino particolare.
Avendo del tempo a disposizione(due giorni sono più che sufficienti, sempre che
non si voglia visitare la mitica Troia), un consiglio: una volta che ci si trovi
a passare per Gallipoli, in turco Gelibu, vale la pena di fare un salto al porto
per assaggiare le sardine (sardaly). Sono tra le migliori che esistano sul
mercato, specie quelle che raffigurano sull’etichetta delle scatole una
ragazza bionda. (Veronica Incagliati)
14.02.2006