Economia

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-Macchine per calzature, pelletteria
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Si è accennato alle ripercussioni del terremoto. Ma se i più importanti settori industriali turchi del tessile, dell’auto e dell’edilizia inevitabilmente ne hanno risentito, positiva – per la crescita ordinata del Paese – è stata nel ’99 la diminuzione dell’inflazione al 55% contro il 102% del ’97 e il 70.2% del ’98 mentre la svalutazione con il $ Usa è stata del 42.1% rispetto al ’98 (51.2%). E’ ancora forte invece il debito estero anche se il governo di Bulen Ecevit ha dato l’avvio ad un serio programma di privatizzazioni Un esempio viene dalla cessione della telefonia cellulare a due gestori privati e alla vendita del 12.5% della Banca pubblica "Isbank" (Banca del lavoro). Da evidenziare nel 1° semestre 2000 la gara vinta da "Telecom Italia" insieme a "Is Bank" per l’assegnazione della terza banda di telefonia mobile (importo per 2.5 miliardi di dollari Usa). Sono previste le privatizzazioni sia di:
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Classifica maggiori Paesi investitori e numero di aziende
La ripartizione, per raggruppamenti di Paesi, degli
investimenti effettivamente realizzati a tutto il ’99 è la seguente: I dati, come si può facilmente dedurre, illustrano la crescente integrazione della Turchia nell’economia mondiale. L’intensificazione dei rapporti di collaborazione industriale e tecnologica con i maggiori Paesi industriali, ed in particolare, con i Paesi dell’UE, da cui proviene circa il 60% degli investimenti effettuati, si accompagna infatti ad un incremento delle iniziative coinvolgenti i Paesi del Medio Oriente, della CSI e del sud-est asiatico. Da tali Paesi proviene circa il 28% del totale degli investimenti. La ripartizione di questi illustra una prevalenza del terziario su quello manifatturiero. -2.923 nel settore dei servizi (di cui 1.650 per
attività commerciali) In definitiva, i dati confermano che la Turchia viene sempre più considerata un Paese a forte industrializzazione, in cui investire a causa del minor costo della manodopera, delle buone infrastrutture esistenti in loco nonché del crescente ruolo strategico di "cerniera" tra Oriente e Occidente. Ciò è pertanto di buon auspico per uno sfruttamento futuro delle opportunità che il Paese offre. PRINCIPALI PRODOTTI SCAMBIATI NELL’ANNO 1999 (VALORI IN MILIONI DI LIRE)
I principali settori economici La Turchia - come sottolinea l’ICE - ha avuto nell’ultimo decennio un profondo processo di trasformazione, passando da una economia essenzialmente agricola ad una industrializzata. L’industria ha raggiunto e superato l’agricoltura sia come contribuzione al Pil che come quota all’export. Tuttavia, allo stato attuale, il Governo ritiene che gli investimenti pubblici nell’industria dovrebbero essere tagliati o ridotti e che un certo numero di SEE (State Economic Enterprises) dovrebbero essere privatizzate mentre lo Stato dovrebbe assicurare all’industria e al Paese in generale le infrastrutture di cui hanno bisogno. Gli investimenti quindi sono concentrati sui progetti per la costruzione di strade, ponti, telecomunicazioni e nell’assicurare che il Paese produca il sempre crescente fabbisogno di energia elettrica.
I maggiori progetti prevedono -un intenso programma di costruzione di autostrade
per 1700 km nei prossimi anni;
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Agricoltura La Turchia ha la più estesa area coltivabile dell’Europa occidentale ed è uno dei pochi Paesi al mondo che godono dell’autosufficienza alimentare, oltre ad essere un esportatore di prodotti agricoli. Anche se l’impulso economico continua ad essere diretto verso il settore industriale, l’agricoltura, la cui quota nella composizione del Pil si è ridotta negli ultimi anni, rappresenta ancora una primaria componente dell’economia turca. Resta il principale datore di lavoro giacché impiega circa il 45% della manodopera, mentre assicura quasi un quinto dell’export totale. Inoltre, buona parte dell’industria locale ruota intorno all’agricoltura e ai suoi prodotti. Un incremento considerevole nel settore agricolo si avrò quando saranno completati i maggiori progetti in corso e cioè. Il progetto di bonifica ed irrigazione nel sud-est anatolico (Gap- Guney Anadolu Projesi) nonché quello relativo al recupero delle terre a maggese. Ciononostante la produzione agricola non ha ancora raggiunto livelli ottimali: si stima che essa potrebbe addirittura raddoppiare, se non triplicare, con l’introduzione di migliori tecniche adatte alle più diverse climatologie, tipi e condizioni del suolo. Tra i principali prodotti agricoli coltivati vanno citati le nocciole (primo produttore con il 75% della produzione mondiale), lenticchie (principale produttore mondiale), cotone (settimo produttore mondiale), tea (sesto produttore mondiale), cereali, frutta, legumi, ortaggi, tuberi, etc.
Industria L’industrializzazione è sempre stata la grande aspirazione dei governi succedutisi alla guida del Paese: Negli ultimi anni si è notato quasi una frenesia di voler bruciare le tappe per mettersi alla pari con i Paesi più progrediti nel settore. Lo Stato è ancora responsabile per circa il 40% del valore aggiunto nel manifatturiero, con attività concentrate prevalentemente nella produzione di beni primari ed intermedi. Tuttavia l’industria ha raggiunto e superato l’agricoltura sia come contribuzione al Pil che come quota all’export.
Tessile Il tessile si è sviluppato molto rapidamente negli ultimi anni fino ad arrivare ad essere uno dei settori più importanti dell’economia e delle esportazioni contribuendo rispettivamente all’11% e al 27% della produzione industriale e delle esportazioni totali turche. In questo settore la Turchia è diventato il primo Paese fornitore della Comunità Europea. Il settore impiega circa il 20% della forza lavoro.
Motoveicolistica E’ nata negli anni 50 come semplice industria di assemblaggio e si è sviluppata negli anni 60. Tutte le società coinvolte in questo settore lavorano su licenza straniera. Vanno citate tra le più importanti la "Tofas-Fiat" e la "Oyak-Renault". Nel settore dei mezzi di trasporto sono coinvolte inoltre altre società in joint-venture quali "Iveco-Otoyol", "Mercedfes-Otomarsan", "MAN", "Magirus Deutz-Otokar", "Chrysler", "Anadolu-Honda", "Anadolu-Isuzu", "Hyundai-Assan", "Ford-Oto San", "Opel-General Motors", "Toyota-Sabanci". Per i trattori e macchine agricole operano su licenza la "Turk Traktor-Fiat", "Uzel-Massay Ferguson", TZDK-Stayewr". Fiat e Renault hanno annunciato investimenti rispettivamente per 250 milioni di dollari Usa e per 350 milioni di dollari. Sono previste, infatti, buone possibilità nei mercati vicini (Paesi di lingua turca) Turkmenistam, Azerbaycan, Kirgizistan, etc.
Elettronica L’industria elettrotecnica e elettronica ha attraversato un momento difficile. Quello che fa forte è il mercato dei computer che negli ultimi tre anni ha avuto una crescita del 30% (la più forte in Europa). Questo ha fatto sì che molti investitori stranieri ne siano maggiormente attratti come prova il flusso costante di operatori che hanno aperto in Turchia proprie sedi oppure si sono appoggiati ad un distributore del posto. Le previsioni sono del resto piuttosto buone. Si pensa chele vendite (settore Information Tecnology) per la fine di quest’anno possano superare di gran lunga i 1.015 milioni di dollari Usa. Molti operatori di software (Microsoft, Sap, Oracle e Baan) stanno lavorando direttamente in Turchia cercando di accaparrarsi la più ampia quota di mercato di vendita. Altri operatori( Inm, Hp, Digital, Compaq e Siemens-Nixdorf) stanno invece facendo fronte per imporsi nel mercato dell’hardware. Punti strategici per imporsi sono stati, e lo sono, Istanbul, Ankara ed Izmir. Ma già le nuove strategie di vendita puntano su Antalya, Samsun, Bursa, Kaysei, Trabzon ed Ankara.
Petrolchimica L’industria chimica turca è relativamenteiovame e ancora fortemente dipendente dall’estero sebbene sia in fase di significativa espansione. La maggiore industria di petrolchimica è la "Petkim Petrokimya". La quota occupata dal capitale straniero negli investimenti supera il 75%. Le maggiori società sono : "Bayer", "Basf", "Ciba-Geigy", "Farbwerke Hochst", " Henkel", "Merck", "Pfizer", "Petrolchemical Industrie", "Roche", "Schering", "Sandoz".
Costruzioni L’industria delle costruzioni è stata nell’ultimo decennio un settore trainante dell’economia turca, con importanti successi di grandi lavoro in Medio Oriente e Libia. L’esperienza acquisita ed i capitali rimpatriati hanno contribuito allo sviluppo economico del Paese. Il settore vanta nomi di grande prestigio internazionale, quali "Dogus Stfa", "Enka", "Tekfen", "Kutlutas", "Gama", "Alarko". Delle circa 20 mila società di costruzioni registrate, circa il 95% sono di piccole dimensioni mentre circa 600 si sono aggiudicate tenders internazionali. Molte di queste grandi società di costruzioni hanno al proprio interno la divisione engineering-progettazione.
Cemento L’industria del cemento è uno di quei mercati nei quali la Turchia gioca un ruolo determinante. E’ stato raggiunto l’obiettivo di una capacità di 17 milioni di "clinker" l’anno. Si può ben affermare quindi che il Paese, in fatto di cemento, è decisamente autosufficiente.
Metalmeccanica Anche l’industria metalmeccanica si è notevolmente sviluppata e oggigiorno la produzione locale di macchinario ed attrezzature ha raggiunto un livello soddisfacente.
Energia Premesso chela Turchina ha una produzione petrolifera di circa 4.3 milioni di tonn/anno (quasi il 20% del fabbisogno) e che il ricorso al nucleare è per il momento solo una opzione, le risorge energetiche turche sono essenzialmente idroelettriche e basate su carbone, gas naturale e geotermia.
Turismo La Turchia è uno dei pochi Paesi in Europa che offra contemporaneamente grandi bellezze naturali, stagione turistica di sette mesi, mare non inquinato e tradizioni storico-artistiche di primo ordine. Ciononostante il turismo in Turchia rimane una grande risorsa potenziale, ancora sfruttata solo parzialmente- Tuttavia i recenti governi hanno considerato questo settore della massima importanza ed una delle maggiori fonti potenziali di entrate valutarie. Numerosi incentivi vengono offerti agli investitori ed il settore è aperto a quelli esteri. Un buon inizio è venuto dal "Club Mediterraneè",dal "Robinson Club" svizzero-tedesco, dalla "British Petroleum", dalle "United Breweries" danesi, dalla "Trust-House Forte" e dall’italiana "Valtur".
Previsione 2000/2001 Il nuovo governo ha avviato un programma economico complesso che verte su: -riforma fiscale La fiducia accordata alla Turchia dal Fondo Monetario
Internazionale e dalla Banca Mondiale che hanno concesso crediti di oltre
6 miliardi di dollari Usa, l’accettazione da parte dell’UE di
considerare la Turchia come "Paese candidato", creano le
premesse per maggiori sviluppo. Nell’anno in corso la crescita del Pil
è prevista intorno al 3.5%, Nel 2001 del 4.5%. |