Economia

ICE Come abbiamo riportato di recente, in un breve take, il catastrofico terremoto che ha colpito un anno fa la Turchia causando migliaia e migliaia di morti ha inciso pesantemente sull’economia di un Paese che stava facendo ogni sforzo per rispettare gli impegni di Bruxelles. In questo trend negativo ci sono state anche altre concause (vedi i riflessi della crisi asiatica e successivamente di quella russa) ma di certo il sisma è quello che avuto un ruolo determinante. Ciò nondimeno la Turchia è già pronta a risollevarsi, e se ne vedono i segnali. La nota congiunturale dell’ICE di Istanbul (Italian trade commission) naturalmente si riferisce al 1999. Vale la pena – così come si era fatto per il’98 – riportare nei suoi passaggi più salienti il senso del grande movimento che agita questo Paese. Si parte intanto dalla premessa dell’esistenza di interessanti opportunità di business per le aziende italiane. "La Turchia – si legge infatti nella nota ICE – è mercato strategico sia per le imprese grandi che per le piccole e medie. A conferma di ciò un dato è molto significativo: nel 1999 l’Ufficio ha assistito 1623 aziende italiane, quasi tutte piccole e medie, e 3713 aziende turche interessate ad avviare rapporti con l’Italia". Riguardo gli scambi tra Italia e Turchia, nel periodo gennaio/dicembre ’99, le esportazioni italiane sono state per 6.382 miliardi di lire (italiane) e le importazioni dalla Turchia per 3.370 miliardi di lire, con un saldo positivo per il nostro Paese di 3.012 miliardi di lire ed un interscambio globale di 9.752 miliardi di lire. Rispetto al 1998 c’è stato un calo ma la visita nel settembre ’99 del ministro degli Esteri italiano Lamberto Dini, quella successiva (febbraio 2000) dell’ex ministro per il Commercio con l’Estero, Piero Fassino, e da ultimo quella fatta a Izmir nel maggio scorso dal sottosegretario all’Industria, Mauro Fabris, creano fin d’ora le basi per una maggiore collaborazione economico-politica tra i due Paesi. La notevole attività promozionale realizzata dall’Ufficio ICE nel periodo ‘96/2000 (oltre 90 iniziative per il comparto della meccanica) è stata determinante in quanto ha contribuito a far conoscere la tecnologia italiana. Nel settore della meccanica strumentale, nel periodo febbraio 2000/2003, sono previste oltre 92 manifestazioni promozionali per 18 settori industriali. In particolare:

-Macchine per calzature, pelletteria
-Macchine ed attrezz. per imballaggio
-Macchine ed attrezz. per la lavorazione dei metalli
-Macchine ed attrezz. per pasta, biscotti etc
-Macchine ed attrezz. per frutta e verdura
-Macchine tessili
-Pelletteria ed accessori
-Macchine agricole e trattori
-Strumenti ed attrezz. medicali e per dentisti
-Macchine ed attrezz. per garage
-Macchine ed attrezzz. Per ricostruzione pneumatici
-Macchine ed attrezz. per pietre e marmi
-Marmo
-Tessile (filati e tessuti)
-Calzature ed accessori
-Abbigliamento
-Attrezzature
alberghiere

ORIGINE GNP 99

Agricoltura e foreste,pesca

15.4 %

Industria

28.7 %

Servizi

55.9 %

TOTALE

100 %

Origine GNP 99

PRINCIPALI ESPORTAZIONI 1999

US $ MILIONI

Tessile abbigliamento

8,200

Acciaio e metalli

2,100

Vegetali, frutta e frutta secca

500

Alimentari e tabacco

1,930

Minerali

980

Autoveicoli e parti

1,340

Principali esportazioni 1999

PRINCIPALI IMPORTAZIONI 1999

US $ MILIONI

Beni d’investimento e macchinari

10.500

Minerali

4.700

Prodotti siderurgici

3.700

Prodotti chimici

3.900

Prodotti tessili

1.200

Principali Importazioni 1999

PRINCIPALI PAESI CLIENTI 1999

%

GERMANIA

20,6

USA

9,2

U.K.

6,9

ITALIA

6,3

FRANCIA

5,9

RUSSIA

2,2

U.E. (complessivo)

57,1

PRINCIPALI PAESI FORNITORI 1999

%

GERMANIA

15,9

ITALIA

9,2

USA

8,8

FRANCIA

6,6

U.K.

5,7

GIAPPONE

4,5

U.E. (complessivo)

42,9

Si è accennato alle ripercussioni del terremoto. Ma se i più importanti settori industriali turchi del tessile, dell’auto e dell’edilizia inevitabilmente ne hanno risentito, positiva – per la crescita ordinata del Paese – è stata nel ’99 la diminuzione dell’inflazione al 55% contro il 102% del ’97 e il 70.2% del ’98 mentre la svalutazione con il $ Usa è stata del 42.1% rispetto al ’98 (51.2%). E’ ancora forte invece il debito estero anche se il governo di Bulen Ecevit ha dato l’avvio ad un serio programma di privatizzazioni Un esempio viene dalla cessione della telefonia cellulare a due gestori privati e alla vendita del 12.5% della Banca pubblica "Isbank" (Banca del lavoro). Da evidenziare nel 1° semestre 2000 la gara vinta da "Telecom Italia" insieme a "Is Bank" per l’assegnazione della terza banda di telefonia mobile (importo per 2.5 miliardi di dollari Usa).

Sono previste le privatizzazioni sia di:
Petkim -Petrolchimica
Turktelecom -Telefonia (49%)
Turkish Airlines -Trasporto aereo (30%)
sia di altre 15 società in numerosi settori industriali e servizi. Previsione d’entrata, 4 miliardi di dollari Usa.

E’ interessante evidenziare che, malgrado la crisi in numerosi Paesi, la Turchia ha mantenuto ritmi esportativi invariati nei mercati di destinazione. Fanno eccezione Russia, Ucraina e Paesi Arabi mentre incrementi si sono avuto con l’Italia (+12.1%), Usa (+9.7%), Olanda (+13.7%). Per quanto riguarda poi le importazioni di beni di investimento e macchinari, si è avuto in media un aumento delle importazioni del 7%. Questo dato conferma che gli investimenti vengono effettuati anche se a ritmi più contenuti. L’Italia è al secondo posto come fornitore della Turchia, preceduta dalla Germania e seguita dagli Usa.
L’interscambio globale nel ’99 è stato di 10.239 miliardi di lire (italiane). Nella fattispecie, l’export verso la Turchia si è attestato sui 6.701 miliardi, l’import sui 3.585 miliardi.
La crisi finanziaria mondiale ha avuto ripercussioni anche in Turchia ma in modo lieve. Rispetto al ’97 la diminuzione è stata infatti di appena uno 0.4% . Complessivamente nel ’99 sono stati effettuati ed autorizzati investimenti per 1.4 miliardi di dollari Usa. Dal 1980 al 1998 hanno investito in Turchia 4.533 aziende straniere per un importo complessivo di 23.8 miliardi di dollari. Gli investimenti esteri sono in crescita nei settori: auto, componenti e pezzi di ricambio, industria alimentare, tessile, chimica, elettronica, prodotti per l’edilizia, acciaio, vetro, plastica.
Entrando nel merito dell’Italia, aumenta l’interesse delle nostre aziende nei confronti della Turchia per la posizione che occupa questo Paese. La Turchia – come rileva ancora la nota congiunturale dell’ICE - si trova strategicamente al centro di un triangolo: Euroasia, (Repubbliche ex Urss, Azerbaycan, Turkmenistan, Ozbekistan, Kazakistan, Kirgizistan, Romania e Bulgaria), Medio Oriente e Nord Africa. In totale nel ’97 la Turchia, in quest’area, ha avuto un interscambio di 15 miliardi di dollari Usa dei quali un ben 90% riguardava prodotti industriali. Inoltre nelle aree circostanti la Turchia (Mar Nero e Centro Asia) si trovano ricchi giacimenti di petrolio e gas. Tali risorse troveranno il loro utilizzo nel prossimo futuro ad opera dei vari consorzi internazionali che si sono formati per il loro sfruttamento ed il trasporto. I principali mercati di sbocco saranno i Paesi occidentali, mediterranei, nord europei e la stessa Turchia. Quest’ultima trarrà tutti i benefici dalla costruzione dell’oleodotto di Baku (Azerbaycan) e di Ceyhan (Turchia mediterranea).
Moltissime sono pertanto le opportunità di affari in Turchia ed in prospettiva lo sono per le aziende italiane che dovranno attivarsi per conoscere con largo anticipo le problematiche di penetrazione commerciale dei propri prodotti in rapporto alla concorrenza. Nel periodo 1989-99 le aziende italiane che hanno effettuato investimenti in Turchia sono triplicate, passando da 44 a 151. Nella graduatoria dei Paesi Ocse, L’Italia è al 7° posto mentre è al 5° posto tra i Paesi dell’UE. In base ai dati disponibili – sempre forniti dall’ICE di Istanbul - nel ’99 è stata concessa l’autorizzazione a 65 ditte italiane già presenti, nonché ad alcune nuove, ad investire 128.6 milioni di dollari Usa. Nel mese di maggio ’99 il Gruppo Pirelli, già presente in Turchia sin dal 1962, ha annunciato che raddoppierà l’attività produttiva dello stabilimento con un investimento di 250 milioni di dollari Usa nei prossimi due anni.

Principali Paesi clienti

Principali Paesi fornitori

Classifica maggiori Paesi investitori e numero di aziende

U.E

Germania

628

Gran Bretagna

237

Francia

193

Olanda

177

Italia

151

Belgio

41

OCSE

Germania

628

Usa

247

Gran Bretagna

237

Francia

193

Olanda

177

Svizzera

153

Italia

151

Giappone

46

Classifica licenze di investimento

U.E

Germania

169

Olanda

56

G.B

51

Francia

45

Italia

31

Austria

18

Belgio

17

Svezia

9

OCSE

Germania

169

Olanda

56

Usa

51

G.B

51

Francia

45

Italia

31

Svizzera

31

Austria

18

Belgio

17

Svezia

9

 

La ripartizione, per raggruppamenti di Paesi, degli investimenti effettivamente realizzati a tutto il ’99 è la seguente:
-Paesi Ocse 2434 di cui 1875 ad opera di Paesi U.E
-Paesi islamici 862
-Paesi dell’Est europeo di cui 245 ad opera di Paesi C.S.I
-Altri Paesi 441

I dati, come si può facilmente dedurre, illustrano la crescente integrazione della Turchia nell’economia mondiale. L’intensificazione dei rapporti di collaborazione industriale e tecnologica con i maggiori Paesi industriali, ed in particolare, con i Paesi dell’UE, da cui proviene circa il 60% degli investimenti effettuati, si accompagna infatti ad un incremento delle iniziative coinvolgenti i Paesi del Medio Oriente, della CSI e del sud-est asiatico. Da tali Paesi proviene circa il 28% del totale degli investimenti. La ripartizione di questi illustra una prevalenza del terziario su quello manifatturiero.

-2.923 nel settore dei servizi (di cui 1.650 per attività commerciali)
- 995 nel settore manifatturiero (di cui 201 nel comparto tessile/abb. E 120 in quello agro-alimentare)
- 96 nel settore agricolo
- 54 nel settore minerario

In definitiva, i dati confermano che la Turchia viene sempre più considerata un Paese a forte industrializzazione, in cui investire a causa del minor costo della manodopera, delle buone infrastrutture esistenti in loco nonché del crescente ruolo strategico di "cerniera" tra Oriente e Occidente. Ciò è pertanto di buon auspico per uno sfruttamento futuro delle opportunità che il Paese offre. 

PRINCIPALI PRODOTTI SCAMBIATI NELL’ANNO 1999 (VALORI IN MILIONI DI LIRE)

PRINCIPALI PRODOTTI ESPORTATI IN TURCHIA

ESPORTAZIONI

IMPORTAZIONI

SALDO

Altre macchine e apparecchi

397.100,18

63.569,04

333.531,14

Prodotti della petrolchimica e carbochimica

346.320,21

58.858,06

287.462,15

Apparecchi elettronici, radio-tv

339.363,02

60.354,53

279.008,50

Pezzi di ricambio per autoveicoli

278.807,44

122.291,48

156.515,96

Macchine per l’industria alimentari e chimica

227.074,83

12.343,09

214.731,74

Tessili, veli

218.592,88

162.174,20

56.418,68

Macchine utensili

183.705,95

14.561,63

169.144,33

Elettrodomestici

164.952,22

24.470,68

140.481,54

Altri prodotti chimici

163.869,29

3.612,59

160.256,70

 

PRINCIPALI PRODOTTI ESPORTATI IN TURCHIA

ESPORTAZIONI

IMPORTAZIONI

SALDO

Macchine per miniere,metalli,edilizia

141.115,20

8.160,08

132.955,12

Utensili ed articoli finiti in metallo

136.205,62

77.481,17

58.724,45

Apparecchi elettrici

133.343,98

37.279,52

96.064,46

Autoveicoli,motori, Carrozzeria,accessori

132.337,06

227.073,93

- 94.736,87

Macchine tessili e da cucire

130.898,88

2.970,89

127.927,99

Articoli e materiali plastici

129.466,09

15.336,55

114.129,55

Fibre tessili e abbigliamento

107.738,77

227.675,75

-119.936,99

Prodotti petroliferi raffinati

98.744,32

140.422,39

- 41.678,07

Macchine per legno, carta,cuoi,lavaggio

96.853,76

4.872,43

91.981,34

Fibre artificiali e sintetiche

91.337,69

106.744,18

- 15.406,49

Materiale elettrico industriale,pile accumul.

90.583,08

9.545,75

81.037,33

 

I principali settori economici

La Turchia - come sottolinea l’ICE - ha avuto nell’ultimo decennio un profondo processo di trasformazione, passando da una economia essenzialmente agricola ad una industrializzata. L’industria ha raggiunto e superato l’agricoltura sia come contribuzione al Pil che come quota all’export. Tuttavia, allo stato attuale, il Governo ritiene che gli investimenti pubblici nell’industria dovrebbero essere tagliati o ridotti e che un certo numero di SEE (State Economic Enterprises) dovrebbero essere privatizzate mentre lo Stato dovrebbe assicurare all’industria e al Paese in generale le infrastrutture di cui hanno bisogno. Gli investimenti quindi sono concentrati sui progetti per la costruzione di strade, ponti, telecomunicazioni e nell’assicurare che il Paese produca il sempre crescente fabbisogno di energia elettrica.

 

I maggiori progetti prevedono

-un intenso programma di costruzione di autostrade per 1700 km nei prossimi anni;
-il Gap /South Eastern Anatolian Project) che aumenterà del 40% il totale dell’area irrigata ed include la costruzione di centrali idroelettriche con una capacità di 7.561 MW (è’ stato già appaltato il sistema di irrigazione);
- la costruzione della metropolitana ad Ankara e di nuovi rami ad Istanbul;
-un tunnel ferroviario sotto il Bosforo;
-la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità tra Ankara ed Istanbul;
-l’attivazione di altre unità dell’impianto idroelettrico sulla diga di Ataturk e degli impianti di Catalan, Adiguzel, Gezende, Menzelet e Karacaoren.

PROPOSTE ATTIVITA' PROMOZIONALE 2001 / 2003
(Valori in Milioni di LIT.)

SETTORI

2001

2002

2003

TOTALI

MACCHINE TESSILI

275

90

130

495

ATTREZZ. MEDICALI

150

60

95

305

ELETTRONICA ED ELETTROTECNICA

100

170

165

435

MACC. ED ATT. PER FRUTTA E VERDURA

135

20

95

250

MACC. ED ATT. PER PASTA E BISCOTTI

 

60

95

155

MACC. PER CALZATURE – PELLETTERIA

100

150

165

415

MACC. ED ATT. PER IMBALLAGGIO

150

90

90

330

MACC. ED ATT. PER LAVORAZ. METALLI

60

140

80

280

MACC. ED ATT. PER PIETRE E MARMI

155

110

115

380

MACC. AGRICOLE E TRATTORI

95

20

25

140

MACC. ED ATT. PER GARAGE

65

60

95

220

PELLETERIA ED ACCESSORI

110

80

150

340

TESSILI (FILATI E TESSUTI)

60

600

90

750

ABBIGLIAMENTO

60

150

80

290

CALZATURE E COMPONENTI

300

70

150

520

MARMO

15

 

25

40

MACC. LAVORAZIONE LEGNO

85

80

 

165

MACC. LAVORAZIONE PLASTICA

 

600

100

700

 

TOTALE SETTORI N. 18

1915

2550

1745

6210

 

TOTALE INIZIATIVE

30

26

25

81

 

INIZIATIVE

2001/2003

INDAGINE DI MERCATO

12

PUNTO ITALIA

10

SEMINARIO / WORKSHOP

9

MISSIONE OPERATORI ALLE FIERE SPEC.

20

CATALOGO PRODUTTORI ITALIANI

7

WORKSHOP

20

PARTECIPAZIONE COLL. ALLE FIERE

2

MOSTRA AUTONOMA c/o HOTEL

1

TOTALI

81

Agricoltura

La Turchia ha la più estesa area coltivabile dell’Europa occidentale ed è uno dei pochi Paesi al mondo che godono dell’autosufficienza alimentare, oltre ad essere un esportatore di prodotti agricoli. Anche se l’impulso economico continua ad essere diretto verso il settore industriale, l’agricoltura, la cui quota nella composizione del Pil si è ridotta negli ultimi anni, rappresenta ancora una primaria componente dell’economia turca. Resta il principale datore di lavoro giacché impiega circa il 45% della manodopera, mentre assicura quasi un quinto dell’export totale. Inoltre, buona parte dell’industria locale ruota intorno all’agricoltura e ai suoi prodotti. Un incremento considerevole nel settore agricolo si avrò quando saranno completati i maggiori progetti in corso e cioè. Il progetto di bonifica ed irrigazione nel sud-est anatolico (Gap- Guney Anadolu Projesi) nonché quello relativo al recupero delle terre a maggese. Ciononostante la produzione agricola non ha ancora raggiunto livelli ottimali: si stima che essa potrebbe addirittura raddoppiare, se non triplicare, con l’introduzione di migliori tecniche adatte alle più diverse climatologie, tipi e condizioni del suolo. Tra i principali prodotti agricoli coltivati vanno citati le nocciole (primo produttore con il 75% della produzione mondiale), lenticchie (principale produttore mondiale), cotone (settimo produttore mondiale), tea (sesto produttore mondiale), cereali, frutta, legumi, ortaggi, tuberi, etc.

 

Industria

L’industrializzazione è sempre stata la grande aspirazione dei governi succedutisi alla guida del Paese: Negli ultimi anni si è notato quasi una frenesia di voler bruciare le tappe per mettersi alla pari con i Paesi più progrediti nel settore. Lo Stato è ancora responsabile per circa il 40% del valore aggiunto nel manifatturiero, con attività concentrate prevalentemente nella produzione di beni primari ed intermedi. Tuttavia l’industria ha raggiunto e superato l’agricoltura sia come contribuzione al Pil che come quota all’export.

 

Tessile

Il tessile si è sviluppato molto rapidamente negli ultimi anni fino ad arrivare ad essere uno dei settori più importanti dell’economia e delle esportazioni contribuendo rispettivamente all’11% e al 27% della produzione industriale e delle esportazioni totali turche. In questo settore la Turchia è diventato il primo Paese fornitore della Comunità Europea. Il settore impiega circa il 20% della forza lavoro.

 

Motoveicolistica

E’ nata negli anni 50 come semplice industria di assemblaggio e si è sviluppata negli anni 60. Tutte le società coinvolte in questo settore lavorano su licenza straniera. Vanno citate tra le più importanti la "Tofas-Fiat" e la "Oyak-Renault". Nel settore dei mezzi di trasporto sono coinvolte inoltre altre società in joint-venture quali "Iveco-Otoyol", "Mercedfes-Otomarsan", "MAN", "Magirus Deutz-Otokar", "Chrysler", "Anadolu-Honda", "Anadolu-Isuzu", "Hyundai-Assan", "Ford-Oto San", "Opel-General Motors", "Toyota-Sabanci". Per i trattori e macchine agricole operano su licenza la "Turk Traktor-Fiat", "Uzel-Massay Ferguson", TZDK-Stayewr". Fiat e Renault hanno annunciato investimenti rispettivamente per 250 milioni di dollari Usa e per 350 milioni di dollari. Sono previste, infatti, buone possibilità nei mercati vicini (Paesi di lingua turca) Turkmenistam, Azerbaycan, Kirgizistan, etc.

 

Elettronica

L’industria elettrotecnica e elettronica ha attraversato un momento difficile. Quello che fa forte è il mercato dei computer che negli ultimi tre anni ha avuto una crescita del 30% (la più forte in Europa). Questo ha fatto sì che molti investitori stranieri ne siano maggiormente attratti come prova il flusso costante di operatori che hanno aperto in Turchia proprie sedi oppure si sono appoggiati ad un distributore del posto. Le previsioni sono del resto piuttosto buone. Si pensa chele vendite (settore Information Tecnology) per la fine di quest’anno possano superare di gran lunga i 1.015 milioni di dollari Usa. Molti operatori di software (Microsoft, Sap, Oracle e Baan) stanno lavorando direttamente in Turchia cercando di accaparrarsi la più ampia quota di mercato di vendita. Altri operatori( Inm, Hp, Digital, Compaq e Siemens-Nixdorf) stanno invece facendo fronte per imporsi nel mercato dell’hardware. Punti strategici per imporsi sono stati, e lo sono, Istanbul, Ankara ed Izmir. Ma già le nuove strategie di vendita puntano su Antalya, Samsun, Bursa, Kaysei, Trabzon ed Ankara.

 

Petrolchimica

L’industria chimica turca è relativamenteiovame e ancora fortemente dipendente dall’estero sebbene sia in fase di significativa espansione. La maggiore industria di petrolchimica è la "Petkim Petrokimya". La quota occupata dal capitale straniero negli investimenti supera il 75%. Le maggiori società sono : "Bayer", "Basf", "Ciba-Geigy", "Farbwerke Hochst", " Henkel", "Merck", "Pfizer", "Petrolchemical Industrie", "Roche", "Schering", "Sandoz".

 

Costruzioni

L’industria delle costruzioni è stata nell’ultimo decennio un settore trainante dell’economia turca, con importanti successi di grandi lavoro in Medio Oriente e Libia. L’esperienza acquisita ed i capitali rimpatriati hanno contribuito allo sviluppo economico del Paese. Il settore vanta nomi di grande prestigio internazionale, quali "Dogus Stfa", "Enka", "Tekfen", "Kutlutas", "Gama", "Alarko". Delle circa 20 mila società di costruzioni registrate, circa il 95% sono di piccole dimensioni mentre circa 600 si sono aggiudicate tenders internazionali. Molte di queste grandi società di costruzioni hanno al proprio interno la divisione engineering-progettazione.

 

Cemento

L’industria del cemento è uno di quei mercati nei quali la Turchia gioca un ruolo determinante. E’ stato raggiunto l’obiettivo di una capacità di 17 milioni di "clinker" l’anno. Si può ben affermare quindi che il Paese, in fatto di cemento, è decisamente autosufficiente.

 

Metalmeccanica

Anche l’industria metalmeccanica si è notevolmente sviluppata e oggigiorno la produzione locale di macchinario ed attrezzature ha raggiunto un livello soddisfacente.

 

Energia

Premesso chela Turchina ha una produzione petrolifera di circa 4.3 milioni di tonn/anno (quasi il 20% del fabbisogno) e che il ricorso al nucleare è per il momento solo una opzione, le risorge energetiche turche sono essenzialmente idroelettriche e basate su carbone, gas naturale e geotermia.

 

Turismo

La Turchia è uno dei pochi Paesi in Europa che offra contemporaneamente grandi bellezze naturali, stagione turistica di sette mesi, mare non inquinato e tradizioni storico-artistiche di primo ordine. Ciononostante il turismo in Turchia rimane una grande risorsa potenziale, ancora sfruttata solo parzialmente- Tuttavia i recenti governi hanno considerato questo settore della massima importanza ed una delle maggiori fonti potenziali di entrate valutarie. Numerosi incentivi vengono offerti agli investitori ed il settore è aperto a quelli esteri. Un buon inizio è venuto dal "Club Mediterraneè",dal "Robinson Club" svizzero-tedesco, dalla "British Petroleum", dalle "United Breweries" danesi, dalla "Trust-House Forte" e dall’italiana "Valtur".

 

Previsione 2000/2001

Il nuovo governo ha avviato un programma economico complesso che verte su:

-riforma fiscale
-lotta all’inflazione (fine 2000=25%)
-riduzione deficit pubblico
-privatizzazione
-politica monetaria e dei cambi
-riforma politica agricola e graduale eliminazione del supporto statale ai prezzi dei prodotti
-riforma delle pensioni elevata a 58 anni per le donne e 60 per gli uomini
-riforma bancaria

La fiducia accordata alla Turchia dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale che hanno concesso crediti di oltre 6 miliardi di dollari Usa, l’accettazione da parte dell’UE di considerare la Turchia come "Paese candidato", creano le premesse per maggiori sviluppo. Nell’anno in corso la crescita del Pil è prevista intorno al 3.5%, Nel 2001 del 4.5%.
Come evidenziato, l’Italia da quest’anno realizzerà un consistente programma promozionale per le aziende italiane di oltre 18 settori industriali.

 

Intervista con Aldo Kaslowsky Rapporto ICE