RICORRENZE RELIGIOSE

 

Tutto fermo in Turchia come in tutti i Paesi musulmani. Si celebra il Kurban Bayrami o <festa del sacrificio>. Questa festa è strettamente unita al pellegrinaggio (Hajj) che è uno dei cinque <pilastri> dell’Islam. Compiere il pellegrinaggio, almeno una volta nella vita, è un obbligo religioso per chiunque ne abbia la possibilità. Annota Giampiero Alberti: "L’<Hajj> comprende una serie di riti legati a momenti e luoghi precisi, attraverso i quali i pellegrini rivivono gesti compiuti da Abramo e da Muhàmmad (Maometto), il profeta dell’islam. Secondo la tradizione islamica, infatti, il piccolo Ismaele e la madre Agar, scacciati da Sara, furono condotti da Dio fino alla vallata desertica dove sarebbe sorta in seguito la città della Mecca. Ismaele era destinato ad essere il padre del popolo arabo, Isacco di quello ebraico. In seguito, ispirato da Dio, Abramo raggiunse il figlio per edificare con lui la Caba, quel piccolo edificio squadrato che è la meta del pellegrinaggio e verso la quale i musulmani del mondo intero si orientano per le cinque preghiere quotidiane". Il tradizionale pellegrinaggio a Mena per la <festa del sacrificio> prevede che i fedeli sfilino sul monte Jamarat ed ognuno colpisca con sette pietre ciascuno dei tre pilastri eretti dove i musulmani ritengono che il diavolo sia apparso al profeta. In questo modo dimostrano di non avere ceduto alle tentazioni di Satana. Ma quante sono queste festività? Andiamo con ordine e, per non sbagliare, riprendiamo di sana pianta quello che scrive Tom Brosnahan per <Guide cdt>:

"Il calendario ufficiale in Turchia è quello gregoriano, come in Europa, tuttavia le festività religiose, due delle quali sono anche feste nazionali, vengono stabilite in base al calendario lunare musulmano dell’Hijri. Quest’ultimo ha undici giorni in meno rispetto al calendario gregoriano, pertanto le festività musulmane vengono anticipate ogni anno più o meno di undici giorni. Esse non ricorrono secondo un criterio rigoroso: dopo le necessarie osservazioni astronomiche e i relativi calcoli le autorità religiose comunicano le date alle autorità civili che poi decidono quanti giorni saranno proclamati festa nazionale. Per i musulmani, come per gli ebrei, il nuovo giorno inizia con il tramonto. La festa del venerdì, quindi, comincia giovedì al calar del sole e termina all’imbrunire del giorno dopo. Nel caso delle principali feste religiose e civili è prevista anche una mezza giornata di <preparazione> alla ricorrenza, detta arife, che precede l’inizio della festività vera e propria: uffici e negozi chiudono verso mezzogiorno e la festa inizia al tramonto. Il venerdì è la domenica musulmana, ma non è considerato un giorno festivo. Moschee e bagni pubblici, infatti, sono particolarmente affollati, soprattutto la mattina. Il giorno dedicato al riposo è la domenica, dunque una giornata <laica>. Soltanto due festività religiose sono feste nazionali: <Seker Bayrami> e <Kurban Bayrami>.

Seker Bayrami – Detta anche Ramazan Bayrami o Id es-Segir, questa festa inizia al termine del Ramazan e dura per tre giorni. Con essa si festeggia la fine del digiuno (seker infatti significa zucchero o candito), e i bambini si recano da porta a porta chiedendo dolci in regalo. In questa occasione i musulmani si scambiano biglietti di auguri e visite reciproche. Dopo il lungo periodo di astinenza, ci si diletta bevendo tè (cay) a volontà alla luce del sole. Tutti i tre giorni sono dichiarati festa nazionale, le banche e gli uffici rimangono chiusi, gli alberghi sono spesso al completo e i posti su aerei, treni ed autobus quasi tutti prenotati.

Kurban BayramiSi tratta della più importante festività religiosa e civile dell’anno, paragonabile al Natale nei Paesi occidentali. Kurban significa <sacrificio> e la festa commemora il sacrificio che Abramo stava per compiere sul monte Moriah quando fu sul punto di uccidere Isacco (Genesi 22; Corano sura 37). Il racconto è noto a tutti: Dio dice ad Abramo di condurre suo figlio sul monte Moriah, dove gli ordina di sacrificarlo. Preparato un altare e legatovi Isacco, Abramo viene fermato all’ultimo momento da Dio che, riconosciuta la sua fede, gli ordina di sacrificare al posto del figlio un montone impigliatosi in un cespuglio vicino. Abramo obbedisce. Seguendo la tradizione, in Turchia vengono al giorno d’oggi sacrificati ogni anno due milioni e mezzo di montoni in occasione del Kurban Bayrami. Durante i giorni che precedono questa ricorrenza si vedono greggi di pecore sfilare lungo le strade o sostare nei mercati. Ogni capofamiglia che se lo può permettere compra una pecora e se la porta a casa. Arrivato il primo giorno di festa, subito dopo le prime preghiere del mattino, il capofamiglia prende la pecora e le taglia la gola. La bestia viene poi scuoiata e macellata, mentre amici e parenti imbandiscono un banchetto. Un’abbondante porzione di carne viene distribuita alle persone bisognose, mentre la pelle spesso viene donata ad un istituto di carità che, a sua volta, la vende ad una conceria. Molta gente si riserva sulle strade, va a far visita ad amici e parenti e si scambia bigliettini di auguri. Il Kurban Bayrami è una festa nazionale che dura quattro giorni: i viaggiatori devono tenerlo presente e regolarsi in anticipo. Le banche, per esempio, chiudono per una intera settimana anche se nelle grandi città rimangono aperte una o due filiali proprio per gli stranieri.

Festività minori - In occasione delle feste religiose di minore importanza, le moschee vengono decorate con festoni di lampadine e si preparano tipiche specialità culinarie.

Regaip KandiliCon questa festa si celebra la data, tradizionalmente stabilita, del concepimento del profeta Maometto. Per la strada è possibile vedere bancherelle che vendono pacchetti di simit, piccoli anelli di pane dolciastro, avvolti in carta colorata.

Miraç KandiliSi celebra il miracoloso viaggio notturno di Maometto dalla Mecca a Gerusalemme e in Paradiso, compiuto in sella ad un cavallo alato di nome Burak.

Berat KandiliQuesta festa ha significati diversi in ogni Paese islamico.

Mevlid-i NebiIl 12° giorno del mese di Rebi ul-evvel si festeggia l’anniversario della nascita del Profeta (avvenuta nel 570 d.C). Per l’occasione le moschee vengono illuminate a festa, si recitano preghiere particolari e si preparano cibi speciali.

RamazanIl mese sacro, che in altri Paesi musulmani chiamano Ramadan, per certi versi è simile alla quaresima cristiana. Per tutti i 30 giorni del Ramazan, durante le ore del giorno un buon musulmano non fa passare nulla attraverso le sue labbra: non mangia, non beve e non fuma, non lecca nemmeno un francobollo. Un colpo di cannone (oggi giorno un annuncio alla radio e alla Tv) segnalava un tempo il termine del digiuno all’ora del tramonto. Tradizionalmente il digiuno si interrompe mangiando il pide, il caratteristico pane di forma piatta e rotonda. Seguono poi dei fastosi banchetti che a volte si protraggono fino a notte fonda. Più tardi, prima dell’alba, circolano per le strade dei tamburini che svegliano i fedeli affinché possano mangiare qualcosa prima del sorgere del sole. Durante il Ramazan, molti ristoranti rimangono chiusi dall’alba al tramonto e, nelle città più conservatrici, è abitudine per tutti, anche per i non musulmani, fumare, sgranocchiare spuntini o bere qualcosa in pubblico. Gli orari di ufficio possono essere modificati o ridotti. E’ chiaro che, se non si è musulmani, sarà servito da bere e da mangiare a qualsiasi ora. Il 27° giorno dal Ramazan, detto anche <la notte della potenza>, corrisponde alla rivelazione del Corano e alla designazione di Maometto quale messaggero di Dio. Considerato dai fedeli come una benedizione, il digiuno del Ramazan è una pratica sacra e degna di essere rispettata. Se non se la sentono di astenersi dal cibo, sono esonerati dal digiuno, come stabilisce il Corano, le donne incinte e quelle che allattano, le persone anziane, i malati e coloro che stanno viaggiando.

E sempre a proposito del Ramadam riprendiamo quanto è riportato su Google:

RAMADAM ON THE NET

Ramadan is the ninth month of the Muslim calendar. It is during this month that Muslims observe the Fast of Ramadan. Lasting for the entire month, Muslims fast during the daylight hours and in the evening eat small meals and visit with friends and family. It is a time of worship and contemplation. A time to strengthen family and community ties.

According to the Islamic Society of North America the first day of fasting for Ramadan is expected to be November 17, 2001.

We've got stories of Ramadan, and Muhammad the Prophet. So bring your kids and tell your friends. And please stop by again. Don't forget to sign our Guestbook before you leave.

The Fast of Ramadan

Ramadan is the ninth month of the Muslim calendar. The Month of Ramadan is also when it is believed the Holy Quran "was sent down from heaven, a guidance unto men, a declaration of direction, and a means of Salvation"

It is during this month that Muslims fast. It is called the Fast of Ramadan and lasts the entire month. Ramadan is a time when Muslims concentrate on their faith and spend less time on the concerns of their everyday lives. It is a time of worship and contemplation

During the Fast of Ramadan strict restraints are placed on the daily lives of Muslims. They are not allowed to eat or drink during the daylight hours. Smoking and sexual relations are also forbidden during fasting. At the end of the day the fast is broken with prayer and a meal called the iftar. In the evening following the iftar it is customary for Muslims to go out visiting family and friends. The fast is resumed the next morning

According to the Holy Quran:

One may eat and drink at any time during the night "until you can plainly distinguish a white thread from a black thread by the daylight: then keep the fast until night"


The good that is acquired through the fast can be destroyed by five things -

the telling of a lie
slander
denouncing someone behind his back
a false oath
greed or covetousness

These are considered offensive at all times, but are most offensive during the Fast of Ramadan

During Ramadan, it is common for Muslims to go to the Masjid (Mosque) and spend several hours praying and studying the Quran. In addition to the five daily prayers, during Ramadan Muslims recite a special prayer called the Taraweeh prayer (Night Prayer). The length of this prayer is usually 2-3 times as long as the daily prayers. Some Muslims spend the entire night in prayer

On the evening of the 27th day of the month, Muslims celebrate the Laylat-al-Qadr (the Night of Power). It is believed that on this night Muhammad first received the revelation of the Holy Quran. And according to the Quran, this is when God determines the course of the world for the following year

When the fast ends (the first day of the month of Shawwal) it is celebrated for three days in a holiday called Id-al-Fitr (the Feast of Fast Breaking). Gifts are exchanged. Friends and family gather to pray in congregation and for large meals. In some cities fairs are held to celebrate the end of the Fast of Ramadan.

Muhammad and the Holy Quran

Muslims believe that during the ninth month of the Muslim calender, the month of Ramadan, the Holy Quran (Koran) "was sent down from heaven, a guidance unto men, a declaration of direction, and a means of Salvation"

One day Muhammad was sitting alone in the wilderness near Mecca when the Angel Gabriel appeared to him. The Angel commanded Muhammad to read. Muhammad responded "I am not a reader." The Angel Gabriel then taught Muhammad some verses from the Quran, which Muhammad memorized

These revelations continued for 10 days. Islamic scholars believe that the first revelation occurred on the night of the 27th day of Ramadan. This night is called the Laylat-al-Qadr (Night of Power). And according to the Quran, this is when God determines the course of the world for the following year.

The receiving of the Holy Quran is to the Muslims what the receiving of the Ten Commandments from Mount Sinai is to the Jews and Christians (see Shavuot on the Net)

Islam

Islam began in Arabia when the Prophet Muhammad (Mohammad, Mohammed) heard the word of God. Muhammad was born in Mecca in 570AD. When he was 40 he was called to become God's messenger. At a time when the Arabs had many beliefs and gods, Muhammad taught that there was only one god - Allah (which is God in Arabic)

The Angel Gabriel appeared to Muhammad and taught him the verses of Holy Quran (Koran), the Holy Book of Islam

The most important message of the Holy Quran is that God is the creator of the world and controls everything in it. Muslims are called upon to surrender to the will of God. They must live according to the rules of the Holy Quran and perform the five main duties of Islam - called the Five Pillars of Faith

The word Muslim (Moslem) means "one who gives himself to God" in Arabic. Islam means "submission or obedience to God"

Islam gives guidance to all aspects of life. Muslims cannot eat pork. Other meats must be halal (allowed) - the animals are slaughtered in a way that gives the least pain, and "In the name of God" is recited before it is killed. Muslims should not drink alcohol. They should not fight except for Islam. They must not gamble. Muslims should give to the poor and less fortunate and must be kind to strangers.

The Five Pillars of Faith

As part of their Islam religion Muslims have 5 duties they must perform, called the Five Pillars of Faith

  1. Shahada (affirmation)
  2. The duty to recite the creed:
    "There is nothing worthy of worship save Allah, and Muhammad is the Messenger of God"

  3. Salat (prayer)
  4. The duty to worship the One God in prayer five times each day

  5. Zakat (almsgiving)
  6. The duty to distribute alms and to help the needy

  7. Siyam (fasting)
  8. The duty to keep the Fast of Ramadan

  9. Hajj (pilgrimage)

The duty to make the pilgrimage to Mecca at least once in a lifetime

Islamic Calendar 2002 & 2003

Islamic Events 2002*

  • Waqfatul-Arafat (New Saudi Taqweem) February 21
  • Eid-al-Adha (10th Zul-Hijjah) February 23
  • Milad-un-Nabi (12th Rabi-al-Awwal) May 25
  • Isra/Me'raj (Night after 26th Rajab) October 3
  • Nisfu Sha'ban (15th Sha'ban) October 22
  • 1st Ramadan (Fasting Begins) November 6
  • Lailatul-Qadr (Night after 26th Ramadan) December 1
  • Eid-al-Fitr (1st Shawwal) December 6

 

Islamic Events 2003*

  • Waqfatul-Arafat (Saudi Taqweem) February 10
  • Eid-al-Adha (10th Zul-Hijjah) February 12
  • Milad-un-Nabi (12th Rabi-al-Awwal) May 14
  • Isra/Me'raj (Night after 26th Rajab) September 23
  • Nisfu Sha'ban (15th Sha'ban) October 12
  • 1st Ramadan (Fasting Begins) October 27
  • Lailatul-Qadr (Night after 26th Ramadan) November 21
  • Eid-al-Fitr (1st Shawwal) November 25

PONTIFICIUM CONSILIUM PRO DIALOGO INTER RELIGIONES

EDUCARE AL DIALOGO: 
UN DOVERE DEI CRISTIANI E DEI MUSULMANI  

MESSAGGIO PER LA FINE DEL RAMADAN  
‘ID AL-FITR 1421 EGIRA / 2000 A.D.

 

Cari Amici Musulmani,

1. Vorrei innanzitutto offrirvi i miei più fervidi auguri per ‘Id al-Fitr, con il quale concludete il mese di Ramadan.

Al pari delle altre pratiche religiose che lo accompagnano, quali la preghiera e l’elemosina, Ramadan è un tempo per passare in rassegna la relazione con Dio e i rapporti con gli uomini, per ritornare a Lui e ai fratelli. Il digiuno è uno dei modi di cui disponiamo per rendere un culto a Dio, soccorrere i poveri e rafforzare i legami familiari e di amicizia. Il digiuno costituisce una forma di educazione poiché esso ci mostra la nostra debolezza e ci apre a Dio, predisponendoci ad essere aperti gli uni agli altri.

Il vostro digiuno, secondo gli aspetti e le modalità che lo caratterizzano, partecipa ad una pratica comune al cristianesimo e alle altre religioni. Questo mese costituisce dunque un tempo propizio durante il quale noi, cristiani e musulmani, ricordiamo "i legami spirituali che ci uniscono", secondo le parole di Giovanni Paolo II.

2. Le Nazioni Unite hanno proclamato il 2001 "Anno Internazionale del Dialogo fra le Civiltà". Esso offrirà l’occasione di riflettere sui fondamenti del dialogo, le sue conseguenze, i benefici che l’umanità potrà trarne. Il dialogo delle religioni, il dialogo delle civiltà, il dialogo delle culture, non sono forse incontri di uomini che edificano una civiltà dell’amore e della pace ? Ciascuno di noi è chiamato a favorire questi dialoghi nei loro vari aspetti, in modo da apprezzare i valori delle altre culture e delle altre religioni.

3. Tutti coloro che svolgono un servizio a favore dei giovani, a livello educativo, sono certamente consapevoli della necessità di educare al dialogo. Il sostegno che si dà lungo i sentieri della vita dovrebbe prendere in considerazione quella preparazione che è necessaria per vivere in una società di pluralismo etnico, culturale e religioso. Una educazione così intesa ci richiede innanzitutto di ampliare la nostra propria visione aprendola ad una prospettiva sempre più ampia, che ci consenta di guardare al di là del nostro paese, della nostra etnia, della nostra tradizione culturale, e considerare l’umanità come una famiglia, nella sua diversità e nelle aspirazioni che essa condivide. È una educazione ai valori fondamentali della dignità umana, della pace, della libertà e della solidarietà. Essa ispira il desiderio di conoscere gli altri, di essere compassionevoli nei loro confronti, di comprendere i sentimenti più profondi che li animano. Educare al dialogo significa suscitare la speranza che sia possibile risolvere le situazioni di conflitto attraverso un impegno a livello personale e collettivo.

L’educazione al dialogo non riguarda soltanto i bambini o i giovani, ma anche gli adulti. Infatti, il dialogo vero è un continuo esercizio di apprendimento.

4. Nel mese di ottobre del 1999, una Assemblea interreligiosa, dedicata al tema "Alle soglie del terzo Millennio, la collaborazione tra le diverse religioni", ha riunito in Vaticano circa 200 persone in rappresentanza di una ventina di tradizioni religiose. Erano presenti 36 musulmani, provenienti da 21 paesi, che hanno preso parte attiva ai lavori dell’Assemblea e alla redazione del suo Messaggio conclusivo. Il Messaggio affermava l’importanza dell’educazione per promuovere la comprensione, la cooperazione ed il rispetto reciproco; esso enumerava anche le condizioni ed i mezzi di una tale educazione: il sostegno alla famiglia; l’aiuto da dare ai giovani nella formazione della loro coscienza; la diffusione di una informazione obiettiva sulle religioni, soprattutto per mezzo di manuali di educazione religiosa; la revisione dei libri di testo per l’insegnamento della storia; il rispetto delle religioni da parte dei mezzi di comunicazione sociale affinché ciascuno possa riconoscersi nell’immagine che essi rinviano.

5. Il Rapporto finale della stessa Assemblea si riferiva anch’esso all’educazione, chiave per promuovere l’armonia religiosa attraverso il rispetto delle varie tradizioni religiose. Sembra quasi superfluo ripetere ciò che i partecipanti hanno affermato a proposito dell’educazione. Essa è un processo che permette non soltanto di promuovere la conoscenza delle altre religioni, ma anche di apprezzare l’altro attraverso un autentico ascolto e una stima vera. L’arte più nobile non è forse quella che insegna a rispettare e ad amare la verità, la giustizia, la pace e la riconciliazione ?

6. La preghiera e il digiuno ci predispongono a svolgere meglio i nostri doveri, tra i quali l’educazione delle giovani generazioni al dialogo tra le civiltà e le religioni. Voglia Dio aiutarci a realizzare un tale obiettivo nel modo migliore. In questa circostanza, voglia Egli concedervi la grazia di una vita serena e prospera e vi ricolmi di benedizioni. Siamo certi che Dio ascolta la preghiera che si innalza a Lui con cuore sincero: per voi come per noi, Egli è il Dio generoso.  

Francis Cardinale Arinze  
Presidente