UNA META AL GIORNO 

          BURSA HOSAP
AYDER E RIZE ERZURUM TOKAT GOKCEADA E
 BOZCAADA
SILIFKE TROIA
TLOS ANI KARAMAN
KERTI HOYUK
BURSA ESKISEHIR SUMELA
ISTANBUL
(GLI YALI)
ISTANBUL
(BEYLERBEYI)
ISTANBUL
(DOLMABAHCE)
ISTANBUL
(ORIENT-EXPRESS)
ISTANBUL
(IL PARCO DI YILDIZ)
ISTANBUL
(POLONEZKOY)
ISTANBUL
(LUNGO IL BOSFORO)
ISTANBUL
(KAPALI KARSI)
ISTANBUL
(BALIK PAZAR)
AMASYA SAFRAMBOLU KARATAY HANI
KAYSERI DOGUBAYAZIT ELAIUSSA SEBASTE AFYON ANTAKYA ASSOS E AYVACIK
SARDI BOGAZKOY SIDE MILETO HARRAN EDIRNE
NEMRUT DAGI KUTAHYA TRABZON GORDIO KAUNOS AFRODISIA DI CARIA

 

BURSA

Una_veduta_di_BursaUno_scorcio_della_città_di_BursaBursa. Il nome antico era Prusa, proprio così. A fondarla infatti, attorno al 185 a. C. era stato Prusas I re di Bitinia. Solo che adesso, se provate a chiedere ad un turco dove si trovi Prusa, quello ti guarderà con tanto di occhi sgranati da farti capire che è meglio mettere da parte riferimenti storici e guide turistiche e puntare invece su qualcosa di più pratico. Qualcosa, ad esempio, che faccia un riferimento principalmente a due cose; vale a dire le fabbriche di cotone e della seta  e, naturalmente, quelle di <Fiat-Tofas> e <Renault>. E già perché Bursa, sesta città della Turchia, è la capitale sia del tessuto che dell'auto. Volendo poi aggiungere qualche altro indicatore che la renda economicamente ancora più interessante, non bisogna allora dimenticare che non solo a Bursa vi sono acque termali tra le più famose e curative del Paese della Mezzaluna ma che non lontano la meta sciistica dell'Uludag è quanto di meglio per trascorrervi vacanze sia invernali che estive.
Ma torniamo a Bursa, una meta che si può raggiungere da Istanbul - via Yalova - con un mezzo privato (tre ore) o facendo ricorso ad un pullman di linea (quattro ore). Niente in confronto al tempo che sicuramente avrà impiegato Plinio il Giovane, nella sua qualità di governatore della regione, quando voleva raggiungere Bisanzio per trascorrervi qualche ora piacevole. Le cronache di questi spostamenti sono riportate nella corrispondenza epistolare con l'imperatore Traiano là dove lo storico romano accennava, tra l'altro, all'avanzamento dei lavori di una costruenda biblioteca e ai nuovi impianti termali a Cekirge. Di quell'epoca, come del resto di tutto quello che fa riferimento a Giustiniano e a sua moglie Teodora, nonché a bizantini, arabi e crociati rimane ben poco. Eppure - tanto per ricordare il citato Giustiniano - era stato proprio questi a fare di Bursa il centro del commercio e dell'industria della seta. Una importanza - come accennato - ancor oggi di primo piano.
Qualcuno paragona Bursa - per la rilevanza del patrimonio artistico ed ambientale, come per la finezza del vivere e l'eleganza discreta - ad una Firenze turca. Noi troviamo che vi sia dell'esagerato. E pur vero, però, che la città - già capitale degli ottomani sotto il sultano Orhan - merita di essere visitata attentamente per quel fascino che emana dai suoi colori dominati dal verde, per le moschee di indubbio pregio artistico, soprattutto per la sua struttura urbanistica che - nonostante la recente espansione edilizia e gli orrendi edifici periferici - mantiene inalterato il nucleo storico. Un nucleo - si legge in <La turchia più bella> - che ha conservato "la sua omogeneità, sottolineata dagli edifici a due-tre piani con tetti di tegole rosse, dalle verande aggettanti tipiche dell'architettura ottomana, dalle strade strette e tortuose fino a minuti particolari dell'arredo urbano, come la presenza quasi ad ogni angolo di grazie fontane".
Eh sì! Bursa è una città piena di charme, dove è gradevole passeggiare, cogliendo a pretesto i monumenti antichi e gli acquisti nel bazar o il semplice gusto del vedere, anche per una intera giornata. E a proposito di edifici monumentali, per lo più sono le moschee quelle che attirano l'attenzione: come ad esempio la Emir Sultan Camii o la Yesil Cami o ad ancora la Yesil Turbe, la Yildirim Beyazit Camii, la Ulu Cami, la Sultan Murat II, la Hudavendigar. Beninteso la città non è solo fatta di minareti. Per chi è disposto a mettere mano al portafogli i mercati sono quanto di meglio per alleggerirli sia che entriate in quello delle "oche"  sia che vi affacciate a quello dei commercianti di ferramenta. Se poi il Bat Pazari non vi basta ed avete altro denaro niente di meglio che portarvi al Mercato coperto (Kapali Carsi) circondato da un reticolo di viuzze piene di negozi il cui cuore è il Bedestern. Datato XIV, era stato voluto da Yildirim Beyazit. Un violento sisma lo rase a terra nel 1855. Nel suo aspetto odierno ha mantenuto però l'aspetto e l'atmosfera originaria, la stessa che si respira all'Eski Aynali Carsi anche questo un mercato pur se era nato nel 1335 come bagno turco (Orhangazi Haman).
La visita a Bursa - che non va dimenticato è da sempre considerato il luogo natale del teatro turco delle ombre (Karagoz) - si può considerare terminata. Se però vi trovate a compiere il viaggio in aprile è il momento di dare una occhiata all'Emir Han, caravanserraglio usato dagli agenti di vendita che trattano la seta. L'allevamento dei bachi è ancor oggi un lavoro che viene praticato a domicilio. Gli abitanti li acquistano presso le loro cooperative, se li portano a casa e li allevano nutrendoli con foglie di gelso. Scrive in proposito <Lonely Planet>: "Dopo un mese i bachi fanno il bozzolo e sono pronti per raggiungere il Koza Han (o Caravanserraglio di Bozzoli di Seta), situato nei pressi dell'ingresso orientale del Bedesten. Visitando il Koza si vedranno alcuni dei circa 14.000 allevatori che contrattano il prezzo...).
Stanchi? Niente di meglio che un bagno termale. Niente di meglio, poi, che l'Eski Kaplica. Ma, attenzione! Uomini separati dalle donne. Non si transige. (Veronica Incagliati)
08.06.2007