UNA META AL GIORNO 

Kaunos_Paesaggio

KAUNOS

Kaunos_Necropoli(Turchia Oggi) – Volete trascorrere una bella giornata, alternando sole, bagni nel mare azzurro e scoperte archeologiche? Se sì, non vi resta che imbarcarvi su uno dei tanti caicchi o mezzi similari attraccati lungo la passeggiata di Marmaris e dirigervi verso KAUNOS. Tra andata e ritorno ci vogliono alcune ore ma ne vale la pena dato che avrete la possibilità non solo di ammirare una natura incontaminata, montagne che precipitano sul mare, grotte nascoste, delfini che vi saltano attorno ma anche perché è una occasione per rilassarvi, lontano dagli assilli quotidiani. E vedrete che, alla fine, troverete simpatico anche il modo di mangiare il pesce tirato su lì per lì con una lenza improvvisata, mettendovi in fila con altri turisti, ordinatamente e senza spingere. Certo, non è la ouvette ma – dopotutto – questa è la vera vacanza. E quando arriverete sul posto e sarete costretti a sbarcare, calandovi in una imbarcazione più piccola, capirete allora a quali piacevoli sorprese andrete incontro. Kaunos, dunque! La sua identificazione è del 1842, attraverso il ritrovamento di una epigrafe. Ai suoi tempi l’abitato sorgeva sulla riva del mare ma per il continuo processo di interramento alluvionale oggi le rovine si trovano a 3 km dalla costa. Ci si arriva per l’appunto servendosi di battellini che navigano lungo un sistema acquitrinoso - fatto di canneti ed erbe palustri - che ricorda un po’ la regione del Comacchio. Risalendo lungo l’emissario del Koylegiz Golu, il Dalyan Cayi, si possono già notare le famose tombe rupestri. L’immagine che del posto dà la guida <Turbaitalia> è delle migliori: "Il bacino è occupato dal Suluku Golu (lago delle sanguisughe), Si sbarca a poche centinaia di metri dal sito, raggiungibile con una lunga passerella che scavalca una zona melmosa. Un sentiero conduce poi ai piedi dell’acropoli. Disponendo di poco tempo, si consiglia di utilizzare il percorso di destra, che porta direttamente al teatro in 30 minuti; quello a sinistra, invece, discende al lago e consente una vista più approfondita, della durata di un’ora circa. La salita alla sommità dell’acropoli, difficile e faticosa, richiede almeno un’ulteriore ora di cammino, ma consente di avere una superba visione panoramica dell’area". Siamo ai limiti tra la Caria e la Licia. Le tombe, scavate nel mezzo di una parete rocciosa, sono del IV sec. a. C. Sono riconducibili a parvenza di templi con la sala interna entro la quale su tre baldacchini si depositavano le salme. Scrive ClubGuide: "E doveva essere davvero la città dei morti se Stratonico, visitando la città, aveva tratteggiato l’aspetto cadaverico dei suoi abitanti, ostinati a vivere in un ambiente infestato dalla malaria, lavorando il sale dedicandosi alla pesca. Forse per questo avevano riservato ai loro defunti quelle incredibili case di pietra scolpite nella roccia, angustiandosi nella vita in miserabili case di fango e paglia".

Tornando indietro – prima di ripartire per Marmaris – vale la pena fermarsi a fare un bagno in mare. La spiaggia di Iztuzu è molto bella ed è di sabbia fine. Qui, da maggio a settembre, le tartarughe vengono di notte a deporre le uova. Ciò spiega perché, in questo periodo dalle 22.00 alle 8.00 di mattina, la spiaggia venga chiusa ai turisti e ai visitatori.  (Veronica Incagliati)
17.11.2006