Curiosità

di Alex

 Se vi capitasse di passare dalle parti di Galata, nel quartiere di Beyoglu, ci sarà sempre qualcuno pronto a raccontarvi la storia di Saffiyyed bellissima persiana che era stata venduta in un mercato di Hamadan per finire in una casa di piacere, sposare un ricco mercante e diventare una delle donne più pie e dolci di Costantinopoli.
   La narrazione ci porta un po’ indietro nel tempo sotto Selim II, tra il 1566 e il 1574, in un’epoca in cui l’Impero ottomano era al massimo della sua potenza. "Possa tu vivere tra splendori e diamanti come la moglie del sultano", aveva cantato come in una sorta di ninnananna la madre a Saffiyyed fin da quando era piccola. E la fanciulla, ansiosa di seguire il consiglio materno, si era offerta gratuitamente – appena quindicenne – ai mercanti di schiavi con l’occhio ricolto all’harem imperiale della Sublime Porta. Ma invece che nel "Palazzo delle donne"- dove amava ritirarsi molto spesso Solimano il Magnifico, uomo di "grande lussuria" – Saffiyyed finì nelle mani di una vecchia megera, non lontano dalla torre fatta costruire dai genovesi. Non furono giorni allegri, no di certo! Finché una sera a richiederla fu un mercante di nome Ibrahim, piuttosto rozzo e volgare, che offrì alla tenutaria poche monete per qualche ora di piacere da trascorrere con la fanciulla. Nonostante il ribrezzo, Saffiyyed dovette cedere. Poi, poco a poco, prolungandosi le sedute nel tempo, la giovane cominciò ad affezionarsi ad Ibrahim e a scoprire in lui i lati buoni del carattere che all’apparenza non si notavano. "Quando sono nelle tue braccia – gli diceva – non farmi soffrire. Lì è il paradiso, non trasformarlo in inferno": Successe così che Ibrahim volle sposare la ragazza e portarla nella sua ricca casa, proprio dalle parti di Galata. Ebbero dei figli. Saffiyyed si conquistò non solo l’affetto del marito ma di tutti qulli che le stavano attorno, grazie soprattutto alle sue opere caritatevoli. Liberava le schiave e forniva loro la dote e l’alloggio perché potessero sposarsi; curava gli infermi; provvedeva a far rilasciare di prigione i debitori. Morì – pare- ancora in età fiorente avendo contratto un’infezione mentre assisteva un bambino

La morte la miseria e il fico  Lo sapevate... La favola I pomi di venere
Oasi di piacere Saffiyyed LA FUMANTE "ACQUA NERA"