Curiosità
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Tutto quello che avvenne a Teos, antico centro dell’Egeo dove erano nati Anacreonte e Apelliconte | di Alex |
Se non siete mai stati in Turchia non potete capire
cosa siano di buono i fichi locali. Sono un po’ diversi da quelli italiani:
più piccoli, ma soprattutto più dolci. Naturalmente ci sono, come in ogni
parte del mondo, fichi bianchi e fichi scuri a seconda della stagione. Se si
passa dalle parti di Izmir ( Smirne), lungo la strada che porta a sud verso
Mileto, è una distesa di alberi che aspettano solo che ci si fermi per una
breve sosta e carpire così dai rami almeno uno di questi frutti prelibati.
Quello che capitò un giorno alla Morte. Sì, avete capito bene. Sembra infatti
che la "signora" dal mantello nero si lasciasse tentare – in un
tempo ormai lontano – proprio dai fichi di Izmir pagandone poi le conseguenze
per la gola.
Secondo
la leggenda – ripresa anche dall’abate Stoppani durante uno dei suoi viaggi
in Turchia – la Morte, stanca di correre da un capo all’altro della terra
per mietere vittime, decise di riposarsi un po’. Oltre tutto si trovava vicino
a Teos, un antico e ricco centro dell’Egeo dove erano nati Anacreonte e
Apelliconte. Non lontano, tra l’altro, abitava la Miseria per cui era anche
opportuno farle una visita. "Anzi – ragionò tra sé e sé la Morte –
è meglio che vada subito da lei così mi tolgo il pensiero. Mi riposerò
dopo". E così fece. A nulla valsero le preghiere della Miseria per non
essere portata via, la Morte era irremovibile. "Va bene, ti seguirò –
disse la Miseria – ma lasciami almeno mettere qualcosa addosso. Tu intanto
perché non vai a mangiarti qualche fico? Guarda come sono belli quelli che
pendono dai rami di quell’albero!".
Sì, erano veramente belli pensò la Morte che – dopo qualche tentennamento – si portò sotto il fico e stese la mano per prendere un frutto. Ma come toccò una ramo rimase attaccata e più cercava di liberarsi, più rimaneva avvinta al fusto. Allora cominciò a gridare: "Miseria, Miseria, dove sei? Liberami". Ma la Miseria si guardò bene dal farlo e fece finta di non sentire.
Passò del tempo. Per la gente furono però anni tristi pieni di dolori e sofferenze dato che ormai a comandare era solo la Miseria. Nessuno moriva più. Alla fine il popolo si recò dalla Miseria per pregarla di lasciare libera la Morte. "Lo farò solo se la Morte mi promette che non mi porterà via con sé". La Morte promise. Allora la Miseria stese la mano verso il fico che, da grande che era, diventò piccolo piccolo e la Morte fu liberata. Di colpo falciò la vita a tutti quelli che avevano voluto la sua liberazione ma mantenne la promessa. Non toccò la Miseria. Ecco perché nel mondo ce n’è tanta.