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Sulla lingua
italiana in Turchia il nostro lettore, se lo desidera, può apprendere
qualche particolare su "Istanbul
café" alla voce <cultura> e alla voce <attualità>.
Troverà di che soddisfare la sua curiosità. Per rimanere più sul terreno
pratico, consigliamo invece un articolo comparso a ottobre su "La
Gazzetta di Istanbul" – che offre notizie molto attinenti con la
realtà. Questo il testo integrale.
L’Italiano in scuole non italiane
 "Sono
quattro gli istituti non italiani in Turchia dove dall’anno ’99-2000 si
studia l’italiano: due scuole francesi (Pierre Loti e Galatasaray Lisesi)
e due scuole turche (Ozel Kultur Lisesi e Ozel Orta Dogu Ilkogretim Okulu.
Si tratta di corsi facoltativi che gli studenti seguono per più anni con un
orario settimanale che varia da scuola a scuola. Il ministero degli Affari
esteri italiano – sulla base di un provvedimento di spesa per reclutare i
docenti e per reperire il materiale didattico – interviene annualmente con
contributi previsti per la promozione della lingua italiana all’estero. Al
Pierre Loti si studia italiano nelle classi liceali per tre ore settimanali
e il docente è italiano. Al Galatasaray Lisesi, in sei classi di liceo.
Anche qui il docente è italiano. All’Ozel Kultur, situato nei pressi dell’aeroporto,
si insegna l’italiano nella scuola media e al liceo per 16 ore
settimanali. Il docente è un professore turco diplomato al dipartimento di
italianistica dell’Università di Istanbul. All’Ozel Orta Dogu
Ilkogretim Okulu l’insegnamento sta per partire quest’anno (n.d.r:
dovrebbe essere partito), con un po’ di ritardo per le difficoltà
incontrate nel reperire un docente disposto a recarsi a Yakacik, nella parte
asiatica di Istanbul"
Il "chi è" dello studente di italiano ad
Istanbul
"Tra i sintomi dell’antica prossimità di questa
metropoli all’Italia c’è l’interesse alla nostra lingua. Solo un
censimento (non facile) esteso a tutte le accademie private, scuole statali
e non, facoltà universitarie, centri aziendali, istituzioni varie in cui si
insegna l’italiano, potrebbe fornire dati certi sul fenomeno. In ogni
caso, le due sedi tradizionali in cui si attua la più ampia promozione e
diffusione dell’italiano, continuano ad essere le locali benemerite scuole
italiane, di cui una più che secolare, e l’Istituto di cultura(Iic).
Questo, negli ultimi trenta mesi, ha immatricolato 7.000 cittadini turchi ai
propri corsi di lingua. In media, 2.800 studenti ogni anno con punte di
3.200 e più iscrizioni (vedi l’anno scorso). Si è a livelli di
incremento, rispetto ad andamenti precorsi, pari al doppio e al triplo. Un
servizio imponente, che la collettività può, dovrebbe, considerare
patrimonio morale anche proprio".
"Circa le motivazioni che inducono tanta massa a
bussare alle porte dell’Iic, non si hanno ancora risposte convincenti.
Resta che – al quesito: perché studi l’italiano? – è data l’ossessiva
risposta: perché mi piace. E a chi osa insistere, tocca per lo più
la reiterazione del concetto: mi piace perché mi piace. Sulla
tipologia, invece, dello studente istanbuliota che frequenta l’Iic per
studiarvi l’italiano, vari elementi sono già disponibili".
"Si sa, per esempio, che:
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più che di studente, dovrebbe parlarsi di studentessa. Solo il 32%
dei <corsisti> proviene dal sesso forte.
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rari le ragazze e i ragazzi, l’età media è di 31 anni.
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la quasi totalità dei frequentanti l’Iic è di cittadinanza turca.
Gli anglofoni, francofoni, ispanofoni - impegnati come saranno a
studiare il turco – non vengono all’Iic per apprendere l’italiano.
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l’italiano è per loro la terza lingua. Quasi il 100% dichiara di
conoscere già l’inglese. Pochissimi il francese, tedesco, spagnolo,
etc.
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quanto alle attività lavorative da loro espletate, prevalgono gli
studenti universitari (51%), seguiti dai liberi professionisti (34%).
Nel restante 15% rientrano scarse unità di commercianti, insegnanti
(esclusivamente quelli delle scuole italiane), casalinghe e persone che
non dichiarano la propria professione.
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la maggioritaria provenienza dall’università e dal mondo del lavoro
spiega la prevalente opzione per i corsi in orario post ed extra
lavoro da parte del 67% degli studenti. A fronte di 381 frequentanti i
corsi antimeridiani, ci sono infatti 771 studenti del pomeriggio e sera
(dati relativi al 4° trim. 2000).
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ben accolti quindi, perché rispondenti a reali esigenze, i corsi dei
3-4 mesi estivi e quelli dei sabato e delle domeniche. Nel 4° trimestre
2000 sono 282 i frequentanti i corsi del sabato, 155 quelli della
domenica.
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l’abbandono – patologia che si sta studiando per contrastarla –
si concentra nei primi e negli ultimi livelli. Degli attuali 561
iscritti al I° livello, forse la metà o poco più si iscriverà al
secondo. Molto contenuta, quasi nulla, la <mortalità> tra gli
studenti lavoratori del sabato e della domenica.
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la densità media di ciascuna delle 229 classi in cui sono stati
ripartiti i 3.200 studenti del 2000, è stata di 13/14 unità per
classe. Sotto il profilo didattico la situazione è ottimale.
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anche lo studente italiano dell’Iic, come i suoi omologhi dei locali
Inst Français, Goethe, British C. e Cervantes,
è interessato allo studio della sola lingua.
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dice qualcosa in proposito la circostanza per cui solo 12 studenti
(meno dello 0,4%) è attualmente iscritto al 7° livello di cultura
italiana".
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