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Negli
anni venti il fondatore della Repubblica di Turchia, Mustafa Kemal Atatürk,
fissò i sei principi fondamentali su cui si sarebbe fondato il nuovo
ordinamento costituzionale.
Il primo è la laicità dello stato, che costituiva un netto distacco con il
passato ed escludeva posizioni e leggi confessionali.
Il secondo è l’ordinamento repubblicano.
Il terzo è l’unità nazionale.
Seguivano i principi dello statalismo, del populismo e della rivoluzione.
La laicità dello stato turco ha la sua origine nel 1922 con la deposizione del
sultano Maometto VI e la fine dell’impero ottomano. Mustafa Kemal, detto
Atatürk ("padre della Turchia"), guidò la trasformazione di questo
in paese moderno, laico e democratico.
Nel 1923 divenne il primo presidente della Repubblica; l’anno seguente abolì
il califfato, cioè il titolo amministrativo dei capi dell’islam successori di
Maometto che si dividevano il governo dell’impero. Le riforme di Atatürk
portarono alla rigida separazione fra stato e religione mussulmana, alla
libertà di culto, alla laicizzazione dell’istruzione, alla fine dell’abbigliamento
dettato dalle regole maomettane, al rispetto dei diritti delle donne e all’introduzione
del calendario e dell’alfabeto latini. L’affermarsi della democrazia -
benché essa sia stata interrotta da tre colpi di stato: nel 1960, nel 1971 e
nel 1980 - ha gradatamente diminuito l’incidenza di alcuni dei principi
fondamentali come lo statalismo, che sta per essere un pò alla volta sostituito
dall’iniziativa privata e da una politica delle privatizzazioni la quale ha
corretto positivamente le tendenze interventiste dello stato in campo economico.
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