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Oggi come ieri e come domani, è il rapporto di osmosi profonda tra le due civiltà – riccamente connotate da antichissime identità culturali – che può contribuire infatti a dare alle giovani generazioni una formazione completa; che apra al dialogo, nonché al positivo confronto, gli uomini appartenenti a diverse realtà geografiche e linguistiche, i cui problemi e le cui ambizioni di pace e di democrazia sono simili in tutto il mondo. La Turchia, grande Paese europeo, cerniera tra l’est e l’ovest dell’Europa, è il punto di contatto tra culture, religioni, tradizioni, diverse del nostro continente: una peculiarità questa, che certo non è sfuggita a livello europeo. Quindi, il Liceo italiano di Istanbul non è un "presidio della cultura e della lingua italiana" in Turchia, bensì un ideale luogo di confronto e di interscambio culturale e linguistico tra i due Paesi, una vera e propria "finestra" dell’occidente apertasi in Turchia. Ma non basta. Il Liceo italiano – che conta più di 400 allievi (per lo più turchi ma anche italiani e di altre nazionalità) e un numero non insignificante di insegnanti (italiani e turchi) tutti altamente selezionati – offre un programma di studi articolato in otto anni (uno preparatorio, tre di scuola media, quattro di liceo). Fin dal primo anno, gli studenti hanno la possibilità di partecipare a numerosi attività collaterali: sport, mistica, folklore, scacchi, biblioteca, giornale della scuola, cultura turca, ecologia, fotografia, eccetera. Nel corso degli ultimi anni, molteplici iniziative di carattere culturale e didattico hanno contribuito a mantenere vivo il tradizionale patrimonio di collaborazione e di amicizia esistente tra l’Italia e la Turchia. In tal modo si è consentito alle giovani generazioni di gettare un ponte attraverso il Mediterraneo. La più che centenaria storia del Liceo italiano di Istanbul è ricca di avvenimenti e costellata di personaggi la cui opera ha reso sempre più unita la grande comunità italo-turca. Una storia che può essere riassunta come segue. Sotto l’impero ottomano, genovesi, veneziani e siciliani avevano ottenuto dal sultano il permesso di esercitare i loro commerci sulle rive del Corno d’oro e nel quartiere di Galata. Il dialetto più utilizzato dalla collettività italiana – insediata in quei luoghi – era però il genovese; l’istruzione dei figli delle famiglie ricche era affidata a insegnanti privati, quella dei poveri ai religiosi cattolici. Nel 1861, grazie all’interessamento dei diplomatici italiani, venne aperta una scuola serale per la collettività italiana di Costantinopoli. Peraltro, alcuni corsi – quali quelli di italiano, aritmetica e geometria – erano tenuti nella chiesa di S. Maria Draperis.
L’attività della Scuola italiana fu interrotta durante la guerra italo-turca. Benché l’insegnamento fosse ripreso nel 1913-14, essa venne nuovamente chiusa il 30 aprile 1915 a causa dello scoppio della prima Guerra Mondiale. Finito il conflitto, Scuola Media e Liceo italiano si trasferirono nel 1919 nell’odierno edificio in Tom Tom Kaptan Sokak, allora sede della scuola austriaca. Nel 1920 funzionava ad Istanbul, non più Costantinopoli, il Liceo con insegnamento di latino, una prima forma del Liceo scientifico, il Regio istituto commerciale, un corso quadriennale di secondo grado e una classe preparatoria per gli allievi provenienti da scuole elementari non italiane. Ma siamo già nel 1923. Con la riforma Gentile furono incluse nel sistema scolastico anche le Scuole italiane di Istanbul che, qualche anno dopo (1941-42), con la riforma Bottai, furono riordinate in Classe preparatoria, Scuole Medie di 4 anni, Liceo Scientifico di tre anni o, a scelta, Liceo commerciale di tre anni. Tale sistema è rimasto in vigore fino al dicembre 1961. La Scuola media commerciale fu abolita cinque anni dopo.
Dodici anni fa Andreotti
Da quel momento l’attenzione e la cura del ministero degli Affari Esteri non sono mai venute meno, nonostante le alterne vicende internazionali, ed hanno permesso alla Scuola di evolversi con i tempi e con le mutate realtà. A partire dal 1929, infatti, con la formazione di una classe preparatoria che permettesse l’inserimento di alunni turchi e stranieri provenienti da scuole elementari non italiane, essa ha subito progressivi, profondi cambiamenti, che l’hanno portata lentamente a trasformarsi in una istituzione multiculturale in cui la presenza turca è diventata sempre più rilevante. Anche nel corso degli ultimi anni, molteplici e feconde iniziative di carattere culturale e didattico hanno contribuito a mantenere vivo questo tradizionale patrimonio di collaborazione ed amicizia esistente tra Italia e Turchia. |