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IL PREMIER ERDOGAN RACCONTA

DISCRIMINAZIONE A CAUSA
 D
EL VELO

Foto  archivio Internet


Lo sfogo - nel corso di una intervista - del Primo Ministro turco che ha voluto ricordare quello che era successo tre anni fa a sua moglie Emine respinta dall'ospedale militare di Gata (Ankara) solo perché indossava il classico turbante annodato al collo. La sentenza della Corte costituzionale

Infuria sui quotidiani turchi la polemica dopo che domenica scorsa il premier turco Recep Tayyip Erdogan, durante un'intervista televisiva, ha ricordato un episodio riguardante la moglie Emine, per dimostrare come chi porti il velo in Turchia sia soggetto a limitazioni. Il Primo Ministro ha raccontato che tre anni fa la consorte voleva accompagnarlo a trovare Nejat Uygur, attore teatrale turco, che si trovava all'ospedale militare di Gata, ad Ankara. Peccato il luogo di cura ha fatto sapere al protocollo del premier di non poter accettare sua moglie perché con il capo coperto. La reazione di Emine Erdogan in quell'occasione si dimostrò molto dispiaciuta, perché affezionata all'artista che si trovava in ospedale, ma anche furiosa per la sua esclusione. "Se ci fossero stati mio padre o mia madre - disse - che cosa avrebbero fatto?" Il divieto di indossare il velo nei palazzi pubblici risale a una sentenza della Corte Costituzionale del 1989. L'attuale Governo cercò di cambiare il regolamento nel 2008, ma la legge che consentiva l'uso del Turban, il velo islamico della tradizione turca, nelle università fu annullata pochi mesi dopo sempre dalla Corte Costituzionale. (02 febbraio 2010 Virgilio-Apcom)

QUANDO C'E' DI MEZZO
IL VELO

RISSA IN PARLAMENTO

Una polemica scoppiata sui giornali turchi dopo che domenica il premier Recep Tayyip Erdogan, durante un'intervista Tv, aveva parlato di un episodio riguardante sua moglie Emine per dimostrare come le donne che portano il velo in Turchia siano discriminate, è finita in una scazzottata in Parlamento fra deputati del partito di radici islamiche Giustizia e Sviluppo (Akp) al governo e quelli dell'opposizione.
L'episodio, le cui immagini sono stamani sulle prime pagine di tutti i giornali e sulle Tv, è avvenuto ieri sera e tutto e' cominciato quando il deputato Osman Durmush del Partito di Azione Nazionalista (Mhp, estrema destra) si è sarcasticamente domandato ''come hai osato (rivolto all'ospedale militare Gata di Ankara, ndr) non consentire l'ingresso alla moglie del primo ministro che e' un discendente del profeta?'', riferendosi a Maometto, il fondatore dell'Islam.
La vicenda cui Durmush si riferiva era avvenuta circa tre anni fa. La moglie di Erdogan, Emine, intendeva recarsi a far visita all'attore Nejat Uygur, un amico di famiglia che era ricoverato nell'ospedale militare di Gata, ma non era stata fatta entrare perché aveva il capo coperto dal 'turban', il tradizionale velo islamico, indumento che e' vietato indossare nelle universita' e in tutti gli altri edifici governativi.
Visibilmente irritato, Erdogan ha replicato che ''i nostri amici forse non sanno che la catena dei profeti si e' conclusa con il nostro ultimo profeta (Maometto) e nessuno che mi attribuisca questo appellativo può rimanere nel nostro partito''. Poi, rivolto a Durmush, ha aggiunto: ''Non puoi insultare mia moglie. Questo è volgare e immorale''.
Subito dopo numerosi deputati di vari partiti hanno lasciato i loro posti e si sono azzuffati dandosele di santa ragione. Nel corso dei tafferugli il deputato dell'Akp Ali Koyuncu ha avuto un malore ed e' stato portato in ospedale. (03 febbraio 2010 Ansa)

 

 



 
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