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L'interesse della Mezzaluna

9 maggio 2017 Francesc o Gastaldi/Corriere della Sera Foto: YoyTube

MILANO - Un gigante del cartone ondulato, pronto a investire fino a 650 milioni di euro nei prossimi otto anni e a realizzare una cartiera immensa ma sostenibile dal punto di vista ambientale.
I turchi hanno messo gli occhi sul Lodigiano. E non turchi qualsiasi. Eren Holding è un colosso da 3 miliardi di dollari di patrimonio, 2.2 miliardi di dollari di ricavi e 2.5 miliardi di dollari di investimenti in previsione entro i prossimi tre anni, con interessi nei campi dell’energia, del cemento, dei porti, del packaging e del turismo.
Non a caso il presidente della divisione carta e packaging Hamdullah Eren ha siglato un accordo con le società private titolari delle aree per opzionare per un anno 647 mila metri quadrati dell’area dismessa ex Sarni-Gulf a Bertonico. L’intenzione è costruire un impianto di produzione della carta per una capacità di 500 mila tonnellate all’anno entro i prossimi tre anni utilizzando esclusivamente materiale di riciclo. Nei successivi cinque anni la multinazionale turca sarebbe inoltre pronta a mettere sul piatto una seconda linea di produzione. L’investimento iniziale previsto è di 350 milioni di euro (esclusa l’acquisizione delle aree che dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 milioni) a salire fino a 650 milioni complessivi per un totale di due linee di produzione e circa seicento addetti.
A dare la notizia è stato il presidente della Provincia di Lodi Mauro Soldati(Pd), a margine della visita nel territorio del governatore Roberto Maroni. L’accordo era nell’aria dallo scorso autunno, ma il preliminare di vendita con le società Kumosar e Sviluppo industriale del Basso Lodigiano è arrivato solo giovedì sera. Nell’ultimo anno l’offerta dei turchi di Eren ha superato quella iniziale del gruppo spagnolo Saica di Saragozza, i primi ad aver ipotizzato una cartiera all’interno dell’ex raffineria, ma con un impatto superiore, tra cui un by-pass sotto il fiume Adda e un impianto di termovalorizzazione. «I dodici mesi di opzione — chiarisce Soldati — serviranno ad avviare le pratiche per le autorizzazioni da ottenere prima di dare il via al closing dell’operazione. I turchi hanno chiarito di voler accelerare il più possibile i tempi della burocrazia e trattandosi di un intervento molto complesso gli enti locali faranno il possibile per sostenerli. Ho già informato anche il governatore Maroni. Per il Lodigiano e la Lombardia è un investimento importante».
La notizia dell’arrivo dei turchi è una boccata d’ossigeno per un Lodigiano da tempo in fase di deindustrializzazione e con un tasso di disoccupazione del 7,42%. Solo due mesi fa il miraggio di 300 posti di lavoro promessi dal colosso della logistica francese Fm a Ospedaletto Lodigiano si era volatilizzato con un improvviso dietrofront dei transalpini. «A regime — conferma Soldati —, Eren Group è arrivato a ipotizzare 600 posti di lavoro da ricercarsi esclusivamente nel territorio e con prospettive importanti sia per le categorie più deboli sia per i giovani, che potrebbero anche essere coinvolti in tirocini formativi nella cartiera “gemella” che il colosso turco possiede a Çorlu nelle vicinanze di Istanbul».
Eren Group presenterà un progetto preliminare entro le prossime due settimane, poi scatterà il conto alla rovescia. Una volta ottenute le autorizzazioni, fra i 9 e i 12 mesi di attesa, occorreranno altri 24 mesi per realizzare la prima linea di produzione di cartone ondulato, che conterà circa 400 addetti, sei pozzi per l’approvvigionamento dell’acqua e 1400 motori, e uno scalo ferroviario interno ricavato sfruttando il binario che dalla linea Milano-Piacenza termina all’interno dell’area industriale. La cartiera occuperà 647 mila metri quadrati con una superficie coperta di 65 mila metri quadrati ed edifici multipiano alti 28 metri. Tutti gli scarti della lavorazione, assicura Soldati, verranno conferiti a impianti di termovalorizzazione esterni al Lodigiano.