SE INDUCE ISRAELE A RIPARARE GLI ERRORI
"GRATI A
BERLUSCONI...."
Foto ilVelino.it
I forti contrasti tra Tel Aviv ed Ankara sul tema dei palestinesi e di Gaza potrebbero essere risolti grazie ad un intervento del nostro presidente del Consiglio che però - come ha spiegato il portavoce del ministro degli Esteri turco - non dovrà svolgere alcuna opera di intermediazione
“Se Silvio ci può aiutare gli saremmo grati”. Lo ha affermato il portavoce del ministro degli Esteri turco, Burak Ozürgegin, a proposito dell’intenzione manifestata dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di tentare una mediazione per riavvicinare Turchia e Israele. “Non c’è bisogno di intermediari – ha chiarito Ozürgegin -, noi già parliamo con Israele. Ma se l’Italia, che è nostra amica, può convincere Israele a rimediare ai propri errori, non abbiamo niente in contrario”. “Le nostre critiche a Israele sono basate su ragioni concrete”, ha spiegato il funzionario nel corso di una conferenza stampa tenuta ad Ankara, riportata dal sito internet del quotidiano <Hürriyet>. “In Medio Oriente è emersa una nuova situazione e il percorso di pace è bloccato”, ha osservato il portavoce, secondo il quale per recuperare le relazioni tra la Turchia e lo Stato ebraico è necessario che migliorino le condizioni della Striscia di Gaza. Proprio l’offensiva militare israeliana a Gaza avvenuta tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009 è stata alla base dei dissidi tra i due Paesi, precedentemente legati da ottime relazioni politiche e commerciali. A creare ulteriori frizioni tra Ankara e Tel Aviv è stato poi il trattamento recentemente riservato all’ambasciatore turco in Israele, Oðuz Çelikkol, da parte dl vice ministro degli Esteri dello Stato ebraico, Danny Ayalon. Quest’ultimo, per manifestare l’indignazione del suo Paese per una serie Tv turca in cui gli agenti del Mossad (il servizio di controspionaggio israeliano) erano rappresentati in azioni riprovevoli, come ad esempio il rapimento di bambini, aveva costretto il diplomatico a farsi riprendere in Parlamento seduto in una sedia bassa in mezzo a lui e al suo consigliere con alle spalle una bandiera israeliana. Un comportamento definito “infantile” ad Ankara che aveva fatto paventare l’avvio di una grave crisi diplomatica tra i due Paesi. (03 febbraio 2010 il Velino.it)