Accadeva Oggi

18 aprile

    18 APRILE LUCREZIA FIGLIA DEL TEMPO Per circa cinque secoli gliene hanno dette di tutti i colori: che era stata una avvelenatrice, che aveva ceduto alle voglie del fratello e del padre (un pontefice), che con quest'ultimo avesse organizzato sabba satanici, che fosse stata complice in complotti e nell'assassinio del suo secondo marito. E poi tante altre quisquillie perché questa era l'aureola nera - che da sempre l'ha circondata - di donna perfida e crudele. Altro che gossip! Nemmeno una Elsa Marxwell - se ne avesse dovuto parlare nei suoi giornali - sarebbe arrivata a tanto con la sua mala lingua. Ci volle solo la tenacia e la serenità di giudizio della scrittrice Maria Bellonci per ridare a Lucrezia Borgia, figlia dei suoi tempi foschi quanto malvagi, la giusta connotazione o meglio quella dignità che le era stata tolta in quanto condannata al peso di appartenere ad una famiglia controversa. Ma intanto, povera Lucrezia, quante ne ha dovute subire in vita e da morta!
In vita perché soggetta ai capricci dei familiari che si erano serviti della congiunta per le loro ambizioni politiche, ora facendola sposare con l'uno, ora con l'altro salvo poi far sciogliere i matrimoni con l'annullamento pontificio o con l'omicidio. Da morta a causa di storici ignoranti e bigotti che avevano vista in lei l'incarnazione della femmina corrotta e senza scrupoli. Soprattutto depravata. Si, povera Lucrezia!
Era nata nel a Subiaco il 18 aprile 1480 da Vannozza Cattanei, cortigiana-amante per 15 anni di Rodrigo Borgia, alias Papa Alessandro VI. Bellissima, così come ce la mostra un ritratto di Bartolomeo Veneziano, Lucrezia raccoglieva nella sua persona l'esuberanza della madre - una nobildonna di piccolo lignaggio piombata a Roma da Mantova - e l'alterigia spagnolesco-araba del padre, Rodreric de Borja i Borja, arcivescovo di Valencia diventato nel 1492 Papa con il nome di Alessandro VI. Questi, pur molto affezionato alla figlia, non ebbe il benché minimo scrupolo nello sfruttarla per i suoi fini. Oggi nel gergo romano lo chiameremmo tranquillamente, e con tutto il rispetto, un pappa.
Lucrezia non aveva ancora che undici anni che il padre l'aveva già promessa in moglie due volte con regolare fidanzamento. Poi nel 1493 il matrimonio con Giovanni Sforza, signore di Pesaro della potente famiglia milanese. Il Pontefice in persona volle assistere, la prima notte, alla consumazione delle nozze. Ciò non tolse che - allorquando Alessandro VI per i mutati venti politici - capì che l'alleanza con gli Sforza non gli tornava più utile e che bisognava spaziare verso altro orizzonti, decise che era giunto il momento di far annullare il matrimonio adducendo che non era stato consumato. Cosa assolutamente non vera perché di lì a poco a Lucrezia sarebbe nato un bambino, ma tant'è! Per la verità in un primo momento aveva tentato anche di far uccidere il genero da alcuni sicari ma il piano era fallito per cui si era ricorso alle carte bollate.Toltosi di mezzo lo Sforza, che non solo si tenne tutta la dote di Lucrezia ma mise in giro chiacchiere su un presunto incesto nella famiglia Borgia, il Pontefice pensò che valeva la pena offrire la figlia in moglie al diciassette Alfonso d'Aragona, principe di Bisceglie e figlio naturale del re di Napoli; già becco in partenza, il ragazzo, giacché la sposa aveva avuto appena da poco due relazioni: una con il cavaliere spagnolo Pedro Galdes, fatto uccidere da Cesare Borgia, l'altro con tal Perrotto messaggero di Alessandro Sforza. Ma anche questo matrimonio non durerà molto, nonostante che i due giovani si amassero perdutamente e la nascita di un figlio. Alfonso stava diventando un intralcio, soprattutto per Cesare il quale convinse la sorella a far rientrare il marito a Roma dove una notte (15 luglio 1500) lo fece aggredire vicino San Pietro da finti pellegrini. Il principe stette due mesi tra la vita e la morte e, ormai in via di guarigioni per le amorevoli cure di Lucrezia, fu definitivamente eliminato. Strangolato da dall'uomo di fiducia di Cesare.
Ma ecco un vista il terzo matrimonio, questa volta con il Granduca d'Este Alfonso I. Il 30 gennaio 1502 Lucrezia varcava la soglia di una Corte considerata allora tra le più ricche ed umanistiche. Furono diciassette anni di tranquillità, allietatati dalla nascita di ben sei figli uno dei quali diventerà il futuro cardinal Ippolito II d'Este; anni in cui - fino alla morte avvenuta nel 1519 per un ennesimo parto.- Lucrezia seppe comportarsi come protettrice delle arti e della cultura. La sua bellezza e la sua intelligenza ne fecero il centro dell'intellighentzia del tempo tanto che il Bembo le dedicherà "Gli Asolani" e l'Ariosto la celebrerà per le sue virtù in una stanza dell' "Orlando furioso". Quando morirono - tra il 1503 ed il 1507 -  il padre Alessandro VI ed il fratello Cesare, ne soffrirà in silenzio. E soffrirà ugualmente quando si misero in giro alcune voci che il marito Alfonso avesse fatto assassinare, perché geloso, il letterato ferrarese Ercole Strozzi. Terziaria francescana, si era fatta la fama di santa. Ma anche questo un falso. La gente, ieri come oggi, passa facilmente da un estremo all'altro trascinata come sempre dai primi "si dice" che corrono per le strade del mondo. (Veronica Incagliati)