Accadeva Oggi

11 aprile

    11 APRILE
QUEL GIORNO, A NEW ORLEANS Quel giorno, a New Orleans, la Francia si disfece della Luisiana. Oberato di debiti per le continue campagne militari di Napoleone Bonaparte, il Paese non sapeva più come finanziare le spese dello Stato ragion per cui colse al volo il suggerimento del suo ministro Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord, più semplicemente conosciuto come Talleyrand per disfarsi della lontana regione americana. Napoleone - che non aveva alcuna simpatia per il nuovo continente - dette il suo avvallo. Probabilmente se quell'atto non fosse stato firmato, gli Stati Uniti avrebbero trovato un duro ostacolo nel loro cammino per l'allargamento dei confini. Probabilmente.....
Di certo il grande artefice del Congresso di Vienna non si era reso conto dell'importanza della Luisiana. Eppure avrebbe dovuto essere più accorto se non altro perché - quando nel 1794 andò esule negli Stati Uniti per sfuggire ad un ordine di cattura del Governo rivoluzionario francese - quale agente immobiliare si era spostato più volte da Fidadelfia al Massachusetss fin nel sud-est del Paese servendosi in molti casi dei piroscafi che navigavano lungo il Mississipi. Era proprio attraverso questo fiume che si svolgeva la maggior parte del commercio dal nord al porto di New Orleans.
Chi invece aveva visto giusto, da bravo yankee pragmatico, era stato Thomas Jefferson terzo presidente americano il quale - dopo aver strappato alla Gran Bretagna gli ex possedimenti possedimenti francesi dell'Illinois, Wisconsin, Michigan ed Indiana - aveva compreso come  gli ostacoli al traffico delle merci potevano essere superati solo servendosi del Mississipi. Di qui l'incarico dato da Jefferson ad un membro del Congresso, tale Robert R. Livingstone, perché negoziasse con Parigi per l'acquisto di New Orleans, di una fetta della riva est del Mississipi e della libera navigazione del fiume. L'affaire poteva essere concluso - disse il presidente - sulla base di 2 milioni di dollari, non più. Senonché quella somma lievitò a 10 milioni di dollari per una serie di circostanze contingenti, non ultima quella che il porto di New Orleans stava per essere chiuso dai francesi per impedire il contrabbando.
Fortuna volle che, quando Livingstone incontrò l'emissario francese l'11 aprile del 1803 per proporgli l'offerta, sarà quest'ultimo a chiedergli se il Congresso americano fosse disposto a comprare tutta la Luisiana che a quel tempo aveva una estensione di terra infinitamente più grande di quella attuale. Il prezzo, 60 milioni di franchi. Al cambio 15 milioni di dollari. La sorpresa di Livingstone durò solo pochi minuti. Il tempo di rifletterci sopra e di capire che, se avesse fatto pervenire la richiesta a Washington per una eventuale approvazione, si sarebbe corso il rischio di perdere una occasione. Per cui accettò. Stretta di mano e ratifica dell'accordo il 30 aprile. Da quel momento la Luisiana diventava uno Stato a stelle e strisce.
Di bandiere, nel corso della sua non lontana storia, ne aveva cambiate già tre. A prescindere dai nativi americani che vivevano da quelle parti dalla notte dei secoli (ricordiamo le tribù dei Atakapa, Tangipahoa, Opelusa, Chitimacha, Acolapissam Yasati, Nakasa, Adai e tante altre tribù), il primo esploratore a mettere piede nel territorio della Luisiana fu nel 1528 lo spagnolo Pànfilo de Narvàez, seguito dal connazionale Hernando de Soto e dal francese René Robert Cavelier de La Slle che nel 1682 chiamò per l'appunto la regione con il nome che conosciamo in onore del re di Francia Luigi XIV. Da quel momento seguì una forte colonizzazione francese e la fondazione di New Orleans nel 1722. La guerra tra la Parigi e Madrid in quegli anni favorì l'Inghilterra che colse l'occasione per prendersi tutti i possedimenti francesi ad est del Mississipi fino alla pace del 1763. New Orleans ed una parte della Luisiana passavano alla Spagna per ritornare alla Francia nel 1800 grazie al Bonaparte che, diversamente da dopo, aveva ritenuto utile l'acquisto. Il resto l'abbiamo detto.
Curiosità: in Luisiana di sparlano due lingue, inglese e francese. Tra le religioni, la confessione a più largo seguito è quella cattolica. (Veronica Incagliati)