Accadeva Oggi

1 aprile

          1 APRILE IL PUTSCH DELLA BIRRERIA Quante volte sentiamo ripetere "Se Tizio non avesse fatto, se Caio non avesse detto, se Sempronio non...". Se, se. Ma la storia non si fa con i se, questo è risaputo. Eppure - di fronte ad avvenimenti che hanno impresso proprio al corso della storia conseguenze drammatiche per l'intero mondo sociale - viene normale chiedersi cosa sarebbe successo se....Oddio, ci risiamo con i se. Ma permetteteci la domanda: cosa sarebbe successo, ad esempio, se Adolf Hitler - condannato il 1 aprile 1924 a cinque anni di detenzione per il putsch della birreria - invece di essere rinchiuso nel carcere di Landsberg in Baviera fosse stato spedito in una prigione il più lontano possibile da Monaco? Sarebbe successo, probabilmente, che il turbolento capo del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori tedeschi (Nsdap) non sarebbe stato liberato neppure dopo nove mesi di detenzione. Chissà, qualche anno di galera in più non solo avrebbero calmato le velleità folli del futuro fuhrer, ma cosa più importante - uscendo di prigione nel 1929 invece che nel '25 - Hitler avrebbe trovato un'Europa diversa, magari meno disposta ad accettare le sue megalomanie razziste, contro gli ebrei e di dominio del mondo. E dire - quando fu letta la sentenza quel 1 aprile - che il presidente del Tribunale aveva raccomandato estrema severità a chi prendeva in consegna il condannato per condurlo in galera. Non si era minimamente lasciato abbagliare nei 24 giorni di dibattito processuale dalla dialettica - mista a populismo ed argomentazioni patriottiche - dell'imputato che in più di una occasione aveva inscenato veri e propri comizi che avevano strappato gli applausi del pubblico. Ma si era - non scordiamolo - a Monaco di Baviera, un land della Germania in aperto contrasto con il Governo centrale di Berlino mettendolo anzi sovente in difficoltà. No, il presidente non si era lasciato abbagliare per nulla nemmeno quando i giornali locali - con in testa il <Voelkischer Beobachter>  - chiesero apertamente la liberazione di Hitler ormai alla stregua di un "patriota".
'L'affaire della birreria (per la cronaca, la Burgerbraukeller nell'omonima strada alla periferia della città), fu più il frutto di una improvvisazione che di un colpo di Stato. Era successo infatti che Hitler - convinto che il triunvirato di Gustav von Kahr (un estremista di destra), Otto von Lossow (comandante dell'esercito bavarese) e Hans von Seiller (colonnello) puntasse all'indipendenza della Baviera e alla restaurazione del principe Ruprech Wittelsbach ostacolando pertando il suo progetto di una Germania "possente, libera, grande e splendida" - decidesse di prendere in mano la situazione. La sera dell'8 novembre - forte dell'appoggio, sia del generale Erich Ludendorff (uno degli eroi della I° Guerra Mondiale) sia di quello di Herman Goring (decorazione al merito), sia ancora di Julius Streicher uno dei primi terorizzatori antisemiti - Hitler dava inizio alla rivoluzione nazionale facendo circondare la birreria dove irrompeva un attimo dopo all'interno pistola in pugno. Il fatto - ricostruito da più di uno storico - fu in parte tragicomico con un Hitler che gesticolava a tutto spazio ("Attenzione, la rivoluzione nazionale è cominciata. Abbiamo circondato il palazzo con 600 uomini armati di tutto punto. Il Governo bavarese e del Reich è stato rovesciato. Le caserme dell'esercito e della polizia sono occupate, gli uomini si sono schierati con noi e marciano sulla città con le nostre bandiere della svastica. Stresemen non è più Cancelliere. Io ho assunto la direzione politica del nuvo Governo"), un Goring ferito, un Ludendorff spaesato, un triunvirato dapprima propenso ad allearsi con Hitler e successivamente doppiogiochista. Fatto si è che l'intervento plateale fallì. La polizia riuscì nel frattempo ad aver ragione di un gruppo di tremila aderenti al "manifesto" hitleriano con cariche e quant'altro. Nel conflitto a fuoco rimasero per terra 14 nazisti e tre poliziotti. Benché fuggiasco assieme a Goring, Hitler venne arrestato. Ma forse era quello che voleva perché riuscì ancora di più ad attirare l'attenzione pubblica sulla sua persona e sulle sue idee. Diventava un martire. Per l'Europa si preparavano tempi molto bui. (Veronica Incagliati)