Accadeva Oggi

30 marzo

    30 MARZO

FRANKIE LANE Bruce Springsteen, Michael Jackson, Madonna, Rolling Stones, Ramazzotti, Battiato, Zucchero, Jovanotti, De Gregori, Pausini, Gioergia, Nannini.....
La sfilza di cantanti italiani e stranieri è troppo lunga per citarne tutti i nomi pure se si va negli indici dei siti Internet è difficile trovarvi quello di Frankie Laine. Proprio così. La stessa cosa capita se si entra in un negozio di dischi e si chiede ad un commesso un Cd con le canzoni di questo artista. Magari saprà anche chi sia ma il Cd, statene certi, non ve lo potrà dare perché - questa la risposta - l'emporio ne è "momentaneamente" sprovvisto. Bugia. Non c'è, perché le canzoni di Franklie Laine non sono richieste. Eppure Laine - nato a Chicago il 30 marzo 1913 da genitori italiani (il suo vero nome era infatti Francesco Paolo LoVecchio) - è stato uno dei cantanti americani più famosi, alla stregua di un Frank Sinatra o di un Dean Martin.  Come questi, aveva una bellissima voce, calda, che ti entrava dentro trascinandoti in un mondo fatto ora di avventure, ora di passione, ora di semplici sentimenti: Bastava ascoltare That's may Desiree o That Lucky Old Sun o ancora Cry of the Wild Goose e Mule Train per sentirsi dentro una sorta di struggimento che ti faceva sognare.
Come accennato, Laine era nato a Chicago. Il padre era un barbiere siciliano che per tenere lontano il ragazzo dalla strada e dai guai lo spedì dal nonno titolare di una drogheria. Purtroppo per lui  - ma soprattutto per il nonno - il vecchio venne fatto fuori, forse dalla mafia. Scriverà il cantante nella sua autobiografia: "Non so chi sia stato ad ucciderlo ma quella era la dura vita della Chicago anni Venti". Per non rimanere invischiato nelle spire della delinquenza Frankie dapprima si dette al canto nelle chiese, quindi si buttò nelle maratone di ballo. Era talmente bravo che ne vinse parecchie battendo una volta il record, assieme alla partner Ruthie Smith, dei 145 giorni consecutivi (una descrizione del genere la si trova nel film "Non si uccidono così anche i cavalli?").
Finalmente la svolta, ad Hollywood. In un locale (il mitico Billy Berg's Club), mentre cantava Rocking Chair, fu notato da Hoagy Carmichael, una autorità in fatto di musica e come scopritore di talenti. Era il 1946. Da quel momento la vita di Laine fu tutta in discesa. Le sue canzoni - un mix di blues, jazz e country - fecero il giro del mondo e non c'era giovane che non fischiasse i motivi di I Believe, High Noon diventato famoso nel film "Mezzogiorno di fuoco", Jezebel, Granada, Rider in the Sky e tantissimi altri.
Nel 1964 - era il periodo d'oro del cantante - prese parte al Festival di San Remo interpretando Che me ne importa a me in coppia con Domenico Modugno e Una lacrima sul viso assieme a Bobby solo.
Frankie Laine è morto nel 2007 per infarto a novantaquattro anni. I suoi successi gli permisero vendite di ben 250 milioni di album. (Veronica Incagliati)