Accadeva Oggi

17 marzo

    17 MARZO

  LE LISTE DEL VENERABILE   Ottantanove anni sono una bella età, specialmente se fin da giovanissimi la vita in fatto di avventura ti ha dato tutto; anche la prigione. Tutto comunque sarebbe andato secondo le più comuni delle esistenze - per  la risonanza dei fatti, naturalmente - se un giorno in una villa di Castiglion Fibocchi, vicino ad Arezzo, non avesse bussato un gruppo di finanzieri con regolare mandato di perquisizione nell'ambito dell'inchiesta Sindona. La villa era - e lo è tuttora - di Licio Gelli, all'epoca Maestro venerabile della Loggia Massonica P2, meglio conosciuta come Propaganda 2. In quanto al materiale sequestrato, sorpresa sorpresa, venne fuori l'elenco completo degli appartenenti alla P 2.  La data è rimasta memorabile: 17 marzo 1981.
Cosa aveva da dire il signor Gelli? 
Niente - rispose tout court il Maestro Venerabile - i nomi che trovate inseriti sono di persone regolarmente iscritte alla massoneria.Sarà stato anche vero, solo che quella loggia era segreta. Non solo, ma vi faceva parte il fior fiore della noblesse oblige sia del mondo politico sia di quello economico, militare, giornalistico e giudiziario. Uno scandalo per persone che, se qualcuno in precedenza avesse chiesto loro se erano massoni, avrebbero giurato e spergiurato di non avere mai avuto a che fare con squadre, compassi e cappucci. Davanti alle carte però nessuno potette più negare l'evidenza ed allora fu un susseguirsi di abiure come all'epoca della carboneria con gli editti pontifici. Tutto questo mentre i giudici dettero l'inizio a tutta una serie di altre indagini giudiziarie e mentre i cronisti - soprattutto della carta stampata - cominciarono a scavare sulla vita degli iscritti e su Licio Gelli.Ah, quante cose avrebbe da dire ancora l'ex Maestro Venerabile sull'affaire del secolo (secondo solo all'attentato a Giovanni Paolo II)! Ma lui se la ride nella sua villa dove deve scontare gli arresti domiciliari. Ridicolo perché - se ci eccettuano le conclusione della Commissione parlamentare P2, politicizzata al massimo e finalizzata a dichiarare che la loggia era una amalgama di loschi figuri dediti all'abbattimento delle istituzioni democratiche oltre che per propri interessi - la stessa inchiesta giudiziaria non provò nulla di penalmente rilevante nella P2. Lo stesso Gelli se poi fu condannato, lo fu per altre questioni.
Fascista prima, antifascista poi, repubblichino, partigiano, democristiano, l'ex Venerabile è stato uno di quegli uomini che ha saputo trarre il miglior vantaggio da ogni situazione avvicinandosi ogni qual volta a chi poteva essergli più utile. Descriverlo come hanno fatto i media, negli anni caldi delle inchieste, come un individuo dedico ad attività sovversive, implicato - secondo alcuni - addirittura nel sequestro Moro - è fuorviante della serenità di giudizio. Certo Licio Gelli non è stato mai un santo, questo nessuno lo può negare, se non altro per la sua amicizia con il bancarottiere Sindona e per depistaggio nell'inchiesta per la strage di Bologna. Qualche volta, però, è risultato anche simpatico come ad esempio quando riuscì ad evadere da un carcere svizzero, semplicemente uscendo dalla porta carraia. E poi pure lui ha avuto i suoi dispiaceri ed i suoi dolori, il più grande dei quali quando gli annunciarono la morte della figlia in un incidente.
Sembra che sia in preparazione un film sulla sua figura che Gelli vorrebbe interpretata da George Clonney. A noi, fans dell'attore americano, migliore scelta non potrebbe essere fatta. (Veronica Incagliati)