Accadeva Oggi

9 marzo

     
9 MARZO

L'AUTO DEL BOOM Cinquecentonovantamila lire. Non erano poche. Non chiedeteci quante potrebbero essere oggi con il cambio in euro, ma nel 1955 erano veramente tante. Gli strascichi della seconda Guerra Mondiale si facevano ancora sentire e gli stipendi viaggiavano sui quattro zeri. Certo gli italiani non potevano permettersi un'automobile, non tutti per lo meno. Anche ricorrendo alla cessione del quinto e sperando che il tanto sospirato aumento alla fine arrivasse, una somma così era alta. Eppure....
Sì, la <Fiat 600> era troppo bella per non farci un pensierino. Quando fu presentata il 9 marzo a Ginevra al Salone delle Esposizioni era già stata accolta positivamente e la stampa mondiale ne aveva parlato in termini lusinghieri. Ma vederla lì, negli autosaloni, a portata di mano, così nuova, così diversa, era per l'italiano borghese qualcosa di eccitante. Bisognava averla, guidarla, andarsene in giro per farsi vedere, poter dire appena appena con un sorriso: "Vedete, ho anch'io la <600>!".
Ecco allora di sera le riunioni di famiglia, dopo cena. "Si potrebbe anche...", diceva il gran capo e tutti intorno ad ascoltarlo. "Però - poi aggiungeva - occorre fare alcuni sacrifici. Tu, esempio....". Era quello il momento in cui si rivolgeva alla moglie, quindi ai figli, alla suocera. Tutti ad annuire, a rispondere sì, che avrebbero fatto sacrifici, avrebbero fatto tutto quello che voleva, ma si andasse poi ad acquistarla questa benedetta auto. E così fatti i debiti conti - dopo aver moltiplicato, sottratto, aggiunto, diviso, facendo a meno di questo e di quest'altro, risparmiando sulla spesa e sulle sigarette - finalmente il quadro era chiaro. "Bene - concludeva ancora una volta il gran capo - domani possiamo andare a sentire".
Adesso non immaginate che una simile scenetta sia stato l'incipit in ogni casa italiana per l'acquisto della <600>. Ma è fuor di dubbio che la vettura - nata come vettura popolare - fece così furore che, per la consegna, bisognava attendere dalla <Fiat> molti mesi. Nemmeno la Casa di Mirafiori si aspettava un così strabiliante successo, al punto che il tempo di attesa per averla supererà addirittura un intero anno considerato che la catena di montaggio non ce la faceva a produrne più di tante.
La <600> - motore posteriore erogante una potenza di 21 cavalli vapore in grado di spingerla fino a 95 k/m, due portiere, con una abitabilità per quattro persone - era figlia di un vecchio progetto di Dante Giacosa che, riprendendo gli studi  d'anteguerra ed in sintonia con la proprietà che voleva una macchina popolare, con una equipe di validi collaboratori in pochissimo tempo dette vita alla vettura. Già agli inizi del 1953 si può dire che l'auto fosse pronta con tutte quelle soluzioni moderne per farne una degna concorrente con le rivali francese e tedesca: a cominciare dalle forme arrotondate, al sistema di aspirazione integrato, alle valvole in testa etc. etc. Insomma una macchina ed un motore per tutte le stagioni adatto per le famiglie che finalmente avevano un mezzo per muoversi la domenica, per andare al mare o in montagna ed anche per fare qualche viaggetto più lungo.
Simbolo del miracolo economico, al pari del frigorifero e della televisione, la <600> è rimasta in circolazione fino al 1969 quando fu sostituita prima dalla <850> e successivamente dalla <127>. Vederla passare per strada, tutta piena di sé mentre lentamente si avvia ai rituali raduni, confessiamo che fa ancora tenerezza. E fa pure piacere, sapendo che c'è qualcuno che la sa conservare. (Veronica Incagliati)