Accadeva Oggi

7 marzo

    7 MARZO MATILDE SERAO Non me ne vogliano i napoletani se ho forti dubbi su una Serao scrittice e non me ne voglia mia padre che ha lavorato per tanti anni come redattore de "Il Mattino", quotidiano fondato da donna Matilde nel 1892 assieme ad Edoardo Scarfoglio. Semmai devo riconoscere che la Serao è stata una grandissima giornalista e di ciò, sopratutto noi donne dobbiamo esserne orgogliose. Magari ce ne fossero ancora come lei a denunciare pubblicamente - per mezzo della stampa - corruzione, soprusi, miserie,  vergogne di una città come quella partenopea. Magari ci fosse ancora qualcuno a fare della cronaca spicciola, sui rifiuti ad esempio. Ma non solo su questi, anche su cose banali come culle, lutti, caldo, freddo, feste di quartiere, novità, usi e costumi, occasioni del vivere quotidiano. Niente in fondo è cambiato da allora a Napoli, se non i personaggi. Il teatro e lo sfondo sono sempre gli stessi.
Greca per metà, Matilde Serao vide i natali a Patrasso il 7 marzo 1856. Nella città di Ferdinando II vi si trasferì che aveva appena cinque anni. La rivedremo, già grande, impiegata ai Telegrafi di Stato ma già incline a raccontare per un quotidiano locale (<Corriere del Mattino>) l'esistenza spicciola della gente, vissuta giorno per giorno nei bassi e nei vicoli cittadini. Si firmava allora Tuffolina, pseudonimo che cambierà in Cinquita quando con il padre - un avvocato decaduto - partirà per Roma dove comincerà ben presto a frequentare i salotti grazie ad una rubrica che aveva ottenuto dal direttore di <Capitan Fracassa>.
Affermare che la Serao fosse bella sarebbe farle un complimento. E quel che peggio, non era neppure aggraziata. Però, a supplire a questi difetti, aveva un carattere forte nonché la determinazione e la voglia di affermarsi, e non tanto per ambizione  - cosa più che naturale in una donna intelligente - quanto perché solo se fosse stata qualcuno avrebbe potuto accreditare le sue denunce contro l'emarginazione e la miseria delle classi più basse della società. E se il linguaggio agli inizi della sua carriera  era quello che era, appassionato, sofferto, sognatore ma il più delle volte anche confuso, il risultato fu ugualmente positivo. Poi l'incontro con Scafoglio ed il matrimonio con un uomo che le avrebbe dato tante soddisfazioni e pure tanti dolori. Perché direttore de <Il Mattino> era sì il personaggio di genio che tutti conosciamo, ma anche un donnaiolo impenitente con avventure extraconiugali da scriverci un romanzo sopra. La Serao sapeva e lasciava correre per la buona quiete della famiglia e dei figli ma certo non poteva neppure abbozzare all'infinito. E se pure perdonò il marito per la sua relazione con la cantante Gabrielle Bessard, allevando persino la bambina che i due avevano avuto dalla loro unione, se pure lo perdonò quando la donna andò a suicidarsi sull'uscio della sua casa, alla fine stanca di tutto decise di separarsi. Nel frattempo però una inchiesta per corruzione su Napoli e più in particolare sulle fognature e sull'acquedotto del Serino avevano chiamato in causa tanto Scarfoglio che la Serao accusata di avere avuto soldi in cambio di raccomandazione. Tutte menzogne  che però la prostrarono parecchio, tenuto conto oltretutto che, se in un primo tempo il marito l'aveva difesa con calore sulle pagine de <Il Mattino>, successivamente l'aveva estromessa di forza dal quotidiano nonostante che ne fosse stata la co-fondatrice. Una umiliazione che donna Matilde riuscì comunque a superare dando vita ad un nuovo giornale, <Il Giorno> diretta emanazione della sua personalità e del suo pensiero. Morirà  a Napoli nel 1927 dieci anni dopo Scarfoglio. (Veronica Incagliati)