Accadeva Oggi

5 marzo

    5 MARZO   I MORTI DI KATYN Un colpo alla nuca e via, un colpo e via, dall'alba al tramonto senza interruzione per giorni e giorni fino ad esaurimento della "merce".
La merce...! Si trattava di 22 mila persone, polacchi per l'esattezza, di cui una parte ufficiali ed i rimanenti civili, finiti in un programma di "soluzione finale" firmato da Giuseppe Stalin il 5 marzo 1940 nel corso di una riunione del Politbjuro dei Soviet al quale avevano preso parte - oltre al "Piccolo Padre" - Vyacheslav Lolotov, Lazar Kaganov ich, Mikhail Kalinin, Kliment Vorosilov e Lavrentij Beria. Anzi era stato proprio quest'ultimo - in qualità di capo della polizia segreta - a preparare il rapporto con i nomi di tutte le persone da eliminare che si trovavano nelle prigioni di Kozielsk, Starobielsk e Ostashkov (Bielorussia ed Ucraina) nonché in quelle di Kalinin e Kharkov (Urss). L'eccidio  - che prese il nome di Katyn, da una foresta che si trovava a poca distanza dal villaggio di Gnezdovo - fu scoperto nell'aprile 1943 dai soldati della Wehrmacht e risolse il mistero della scomparsa di una parte della intellighentzia polacca di cui non si sapeva più nulla. Per decenni la Controinformazione di Mosca accreditò la versione che il massacro - vero e proprio genocidio - fosse stato opera dei nazisti che in fatto di eliminazione di prigionieri erano maestri. Ma fin dall'inizio era parso chiaro a tutti che la verità era ben diversa, e ciò nonostante che gli alleati - nella fattispecie il Primo ministro britannico Winston Churchill ed il presidente Usa Franklin Delano Roosevelt - per non scontentare l'amico Stalin avessero fatto finta di accettare per buono quanto affermava il Kremlino. In proposito è rimasto famoso quello che affermò a Churchill l'ambasciatore sovietico a Londra, Ivan Maisky, a detta del quale non era il caso di preoccuparsi troppo della Polonia e dei suoi morti giacché il suo destino era quello di essere una nazione di 20 milioni di abitanti confinante con un'altra di 200 milioni". Di fatto Stalin, Churchill e Roosevelt anticipavano Yalta. E dire che proprio a Roosevelt un capitano americano dell'Ufficio di informazioni di guerra, tale George Earle, aveva confermato le responsabilità dei sovietici: Senonchè il Capo della Casa Bianca non vi aveva creduto dando disposizione perché il rapporto fosse distrutto.
Per coprire l'eccidio di Katyn, Mosca nell'immediato dopoguerra  adoperò ogni mezzo non ultimo quello di sostenere che, se c'era stato un eccidio, questo non doveva riferirsi a Katyn bensì ad Hatyn, una località della Bielorussia a nord di Minsk. Eccidio - accreditò il Kremlino - che andava attribuito ai tedeschi. E' vero,la strage ad Hatyn c'era stata, ma i morti portavano la firma ucraina a quell'epoca alleata del Terzo Reich. Insomma, per anni ed anni l'Urss fece il possibile per scaricare sui nazisti i suoi crimini. Questo fino al 1989 quando Mikhail Gorbachev porse le scuse ufficiali alla Polonia confermando che il massacro di Katyn era stata opera della Nkvd sovietica. Ancora oggi però non tutte le carte sono uscite dagli archivi di Mosca. C'è una certa reticenza a che la verità venga fuori completamente. Tra l'altro, mentre Varsavia insiste perché venga riconosciuto il genocidio, Mosca non ne vuole far sapere.
Genocidio o no, non è certo una parola che cambia la storia e la storia non si può dimenticare. Riandare con la memoria a quei fatti è un flash back che fa ancora inorridire. I prigionieri erano stati presi dai campi di detenzione inizialmente a 390 alla volta ma erano troppi per ucciderli ad uno con pistole Walther PPk. Si passò allora a 250. "Il colpo - riporta <Wikipedia> - veniva mascherato tramite l'azionamento di macchine rumorose. Il corpo veniva quindi trasferito all'aperto passando da una porta posteriore e poi veniva caricato su uno dei sei camion appositamente predisposti per il trasporto. A questo punto toccava alla vittima seguente. Questa procedura venne ripetuta ogni notte, ad eccezione della festa del primo maggio". Avete capito? Il giorno dei lavoratori andava rispettato. (Veronica Incagliati)