Accadeva Oggi

4 marzo

    4 MARZO

IL SOGNO INFRANTO Ci aveva provato anche lui, come in tanti prima e come in tanti dopo. Ma non poteva funzionare. E difatti non funzionò. Però il sogno se lo portò dietro fino alla morte, quando aveva già perduto tutte le speranze: il sogno di ricomporre l'Impero romano, su basi nuove, con un Europa Unita.
L'illusione di Federico I detto il Barbarossa si era frantumata a Legnano con la disastrosa sconfitta, ad opera della Lega, nel maggio del 1176. Eppure, a quel sogno, lo svevo di StauferWaiblingen ci aveva creduto. Già nel momento in cui gli avevano cinto la testa con la corona per proclamarlo re di Germania (4 marzo 1152), Barbarossa aveva manifestato ai più stretti vassalli che era venuto il tempo di rompere con il passato, di farla finita con i dissidi tra potere temporale e potere spirituale, di dire basta alle guerre, di aprire invece le frontiere per un confronto diretto tra popoli, tra culture, tra religioni. Via pertanto i Comuni, via i Regni, via tutto quello che sapeva di lotte intestine e di feudatari, via, via, per dar vita invece ad un impero universale. Un programma niente male che dovrebbero rileggersi quanti oggi vogliono il federalismo in Italia, per non parlare poi di quei popoli in Europa che - rinnegando la madrepatria - soffiano per una assurda indipendenza ricorrendo se ce n'è bisogno pure a metodi per nulla ortodossi.
Lì per lì per Barbarossa sembrò che tutto procedesse per il verso giusto. Le novità - è assodato - inizialmente sono viste sempre bene. Federico I potette quindi giocare sul facile. Grazie alla simpatia che riscosse subito, sia in Germania che in Italia, dispose un saldo controllo su tutti i territori della Corona, intanto utilizzando funzionari di provata fedeltà (ministeriales), quindi recuperando i diritti del potere regio che erano una buona amministrazione della giustizia e la  riscossione dei contributi. Dalla sua, inizialmente, ebbe anche il Papa il quale aveva tutto l'interesse di averselo amico per togliersi di mezzo Arnaldo da Brescia che aveva instaurato un regime comunale romano.
Incoronato imperatore dal Pontefice Adriano IV nel 1155, Barbarossa scese in Italia per ben cinque volte e, ad ogni sua calata alla testa di eserciti ora piccoli ora grandi, seguirono sempre battaglie e successivi trattati di pace. Alla base dei conflitti l'autonomia dei Comuni, Milano in testa, che non volevano certo sottomettersi ad un tedesco, ma soprattutto la diversa concezione del potere, se fosse superiore quello dell'imperatore sull'autorità della Chiesa, o viceversa se dovesse essere questa a primeggiare sull'imperatore. Con tali premesse poteva andare in porto l'idea di una Europa Unita? Fatto si è che che il Papa riuscì a coalizzare intorno a sé un bel po' di Comuni, senza contare il Regno di Sicilia e persino l'Impero bizantina. La Lega (lombarda) l'ebbe così vinta.Il trattato di Costanza (25 giugno 1183) cercò un po' di accomodare le cose, non scontentando né i Comuni, nè il Pontefice, né Federico I°. Questi si rassegnò  a lasciar perdere con l'agognato progetto di Europa Unita, buttandosi nella terza crociata al fianco di Riccardo Cuor di Leone. Sembra che non ne fosse del tutto convinto, quasi avesse avuto un presagio di morte. La fine, per uno strano destino, avvenne in Cilicia nel sud-est anatolico mentre, a cavallo, attraversava il fiume Saleph. A causa dello scarto dell'animale, cadde in acqua annegando. Riporta il famoso cronista arabo Ibn al-Athir nel suo "al-Kamil fi ta 'rikh" (La perfezione della storia) che ad impedirgli di salvarsi era stata l'armatura pur non essendo molto pesante. Era il 10 giugno 1190 e Federico I aveva 69 anni, (Veronica Incagliati)