Accadeva Oggi

28 febbraio

  28 FEBBRAIO

  LA MORTE DI CLARETTA Povera Claretta! chi glielo aveva fatto fare? Ma si sa, l'amore gioca di questi scherzi e lei era così presa dal suo "Ben" che volle dividere con lui la stessa sorte: una mitragliata e là, tutto finito. Data, 28 aprile 1945. Aveva appena trentatrè anni essendo nata il 28 febbraio 1912.
Avrete capito che stiamo parlando di Claretta Petacci, donna se non proprio bellissima con un fascino tutto suo, e comunque questo conta poco. Quel che conta è che seppe sacrificare la sua vita pur di rimanere vicino a Mussolini. Pare che ne fosse innamorata fin da quando era una ragazzina al punto di ritagliare le sue foto per poi incollarle in un album. Non solo, persino di inviargli a Palazzo Venezia lettere infuocate che puntualmente venivano intercettate dalla Segretaria particolare.
L'occasione per un incontro tra i due venne il 24 aprile 1932 nel corso di una gita in auto, alla rotonda di Ostia. Mussolini, cinquant'anni, era al massimo della popolarità. Piazze gremite, applausi, simpatia generale. La guerra di Etiopia era ancora lontana e ancor più lontano il conflitto mondiale. Quel giorno, chissà, Cupido ce la mise tutta nello scoccare il il dardo. Come andò esattamente non lo sappiamo, fatto si è che il duce rimase colpito dalla prorompente giovinezza di Claretta, allegra, spiritosa, soprattutto tutta presa dal suo idolo. Era stato un avvicinamento fortuito con le presentazioni di rito, ma ben presto seguirono le "udienze", prima nella sala del Mappamondo quindi in stanze più riservate. Mussolini - che in fatto di donne non si tirava certo indietro (i suoi trascorsi con Ida Dalser, Margherita Sarfatti e tante altre erano noti in tutti i salotti "bene") - prese all'inizio la cosa come una semplice avventura, considerato oltretutto che era molto legato alla famiglia e soprattutto alla sua Rachele (l'aveva sposata in Comune nel 1915 ed in chiesa nel 1925); poi però la relazione assunse un'altra piega, specie da parte di Claretta che mostrava di essere sempre più gelosa, sempre più possessiva, che lo voleva vicino a sè.
Ora immaginatevi il Duce con tutti i suoi grattacapi, il fascismo, le beghe di partito, l'alleanza con la Germania di Hitler, la rottura con la Gran Bretagna, la guerra, i primi rovesci. Ci mancava anche che gli sparlassero dietro, che chiacchierassero, che lo accusassero magari di insensibilità alla morale! E lei invece che continuava a scrivergli, pregandolo di raggiungerlo nella villa della Camilluccia. Gliela aveva regalata il Duce, dopo averla fatta costruire su disegno del noto architetto razionalista Ugo Luccichenti. Costo di allora, 350 mila lire. Non molto, se si pensa che era composta da 32 locali distribuiti su due piani, con rifugio anti-aereo, stanza da bagno uso vasche termali romane, parco, campo da tennis e....naturalmente con l'alcova per i due innamorati.
1941-42-43, anni trascorsi velocemente. Con il 25 luglio e la caduta del Fascismo, Claretta - che forse prima non aveva compreso bene gli eventi che incalzavano - viene arrestata. Sarà liberata l'8 settembre. Avrebbe potuto scappare anche lei, come avevano fatto il re e i tanti voltagabbana che da fascisti diventarono immediatamente accesi anti-fascisti. Preferì invece seguire il suo uomo al nord. E lì sarà la sua fine. L' "ultimo atto" per Mussolini, l'ultimo atto per la Petacci. A volere la  morte della donna, dopo la cattura a Dongo, fu in particolare Walter Audisio alias Valerio che l'ebbe vinta sugli altri partigiani: "E' stata consigliera di Mussolini, ha ispirato la sua politica per tutti questi anni. E' responsabile quanto lui".
Ra-ta-ta-ta: fa così il crepitio di un mitra?  "Io vado, io voglio morire con lui. Dove va il padrone, va il cane", queste le sue ultime parole prima di avviarsi incontro alla morte. (Veronica Incagliati)