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23 febbraio

  23 FEBBRAIO   L' IRRESISTIBILE STAN   L'irresistibile Stan ma dovremmo dire gli irresistibili Stan e Hardy, in Italia meglio conosciuti come Stanlio&Ollio e diventati famosi grazie al doppiaggio di Mauro Zambuto e di Alberto Sordi. A rivedere le loro comiche, Stanlio - all'anagrafe Arthur Stanley Jefferson - ripete il cliché diffuso del più sprovveduto dei due, quello che Valentino Rossi per una nota pubblicità chiamerebbe patacca. Vero invece che era lui la mente, quello che scriveva gag e copioni e che solo paradossalmente doveva fare sempre la parte della vittima.
Inglese di nascita (16 giugno 1890), Stanlio era già conosciuto al grosso pubblico quando nel 1927 cominciò a lavorare con Hardy. Il suo debutto in pubblico era avvenuto che aveva superato di poco i dieci anni. Già faceva ridere, naturale in un bambino che gioiva proprio per se stesso della risata. Stando alla biografia ne fa <Wikipedia>, la svolta avvenne nel 1907 durante un incontro che fece con Charlie Chaplin. Ne divenne il sostituto in alcune tournée teatrali negli Stati Uniti. Di scena, in scena, il successo avvenne per puro caso avendo Chaplin rifiutato di recitare per uno sketch. Da quel momento la carriera del piccolo Stan sarà tutta in discesa.
Come attori di coppia Stanlio ed Ollio, fecero il loro primo film nel 1927. Si intitolava "Dick Soup". Niente male. Da allora ne seguirono tantissimi, tra quelli muti e quelli in sonoro con una popolarità enorme, ancora più estesa in Europa che non negli Stati Uniti. Solo negli <anni cinquanta> gli States riscoprirono la grandezza comica di Stanlio, gratificato con un Premio Oscar alla carriera che Ollio, già morto, non potette ricevere.
Esistono tanti modi di divertire. Quello di Stan (e naturalmente di Hardy) è stato unico. Nei ripetuti schemi scenici, la sua stupidità ed ingenuità, quel suo gesto di arruffarsi i capelli nei momenti difficili, quel camminare a zig zag, quel piagnucolare davanti alle sfuriate del compagno è qualcosa di commovente. Non vi scandalizzi questa definizione. La commozione non è solo data da uno stato d'animo sensibile a determinate situazioni. Viene anche dalla simpatia che provocano le battute, semplici ed ingenue, viene dal divertimento fatto di torte in faccia, di inseguimenti, di vestiti strappati,  viene da uno schioppettio di trovate di cui Stan era l'artefice. Scrisse di lui Buster Keaton: "Chaplin non era il più divertente, io non ero il più divertente, quest'uomo era il più divertente". Muore a 74 anni, il 23 febbraio 1965. Nel nostro Paese almeno due generazioni avevano già riso di questo genio della comicità, capace - come annota sempre <Wikipedia> - di trarre da ogni spinto elementi per destare l'ilarità. Iroizzava in modo intelligente e raffinato sulla gente, sul mondo e sulla vita, ma prima di tutto su se stesso. Pare che quasi moribondo si sia rivolto all'infermiere dicendole
Mi piacerebbe in questo momento essere in montagna a sciare
Infermiera: Le piace sciare, signor Laurel?
No, lo detesto....ma è meglio che stare qui!
Come accennato, se Stanlio&Ollio in Italia fecero così furore, tanto da offuscare anche il nostro Totò, fu per il doppiaggio delle voci. A prestare la voce a Stan era stato Mauro Zambuto nel 1934. Quella di Harry era di uno studente italo-americano. Il top arrivò con l'Albertone nazionale che però dovette doppiare Ollio. Stan invece avrà sempre la voce di Zambuto. L'effetto fu doppiamente comico perché, storpiando gli accenti delle parole straniere, il risultato fu, ad esmpio, quello di sentire stupìdo invece di stupido. Ora ditemi voi, si poteva non ridere? Ancora oggi non c'è nessuno che pronunci stupìdo come lo diceva Ollio, non c'è nessuno che sappia mettersi le mani nei capelli come Stanlio dopo che ne aveva combinate una delle sue. (Veronica Incagliati)