Accadeva Oggi

19 febbraio

    19 FEBBRAIO  L'INDIPENDENZA DI CIPRO Dal punto di vista geografico e tattico, i turchi avevano le più valide ragioni per una rivendicazione su Cipro; da quello della razza e della lingua, i greci; da quello strategico, gli inglesi, finché la loro vita industriale dipendeva dai rifornimenti di petrolio dal Golfi Persico. Non si potevano fare progressi nell'autogoverno finché queste rivendicazioni non venivano conciliate. Bisognava scegliere tra due metodi. I greci e i turchi potevano unirsi agli inglesi nel controllo dell'isola, oppure l'isola poteva essere. Noi proponemmo due volte la prima soluzione....
Sembra ieri, ma quando sir Anthony Eden - già a capo del Foreign Office prima ancora di diventare Primo Ministro inglese - scrisse queste cose era trascorso appena un anno dalla indipendenza all'isola concessa da Londra a seguito del Trattato di Zurigo del 19 febbraio 1959. Sembrava allora che ogni divergenza tra le due comunità fosse rientrata per sempre, maggiormente dopo che nell'agosto del 1960 veniva fondata la Repubblica di Cipro a presidente della quale era eletto l'arcivescovo Makarios III e a suo  vicepresidente il turco Fazil Kuçuk. Qualcuno però si era illuso, e tra questi proprio Eden anche se nel capitolo "Cipro" sottilineava in fondo al testo: Il valore del compromesso dipenderà dallo spirito con il quale sarà applicato...Proprio così. Non è un mistero infatti che, tanto la Chiesa greco-ortodossa cipriota, quanto la popolazione greco-cipriota, fin dal 1931 avessero manifestato la loro intenzione di strappare la terra ai turco-ciprioti, in un primo momento esprimendosi a favore dell'unione ad Atene (Enosis) e successivamente, con il trascorrere degli anni, facendo il possibile per rendersi completamente indipendenti da tutto e da tutti. Scriveva sempre Eden: "Non è stato facile governare Cipro da quando la Gran Bretagna la ebbe in affitto nel 1878. Lo scopo di Disraeli era di stabilirvi una base dalla quale la Gran Bretagna potesse sostenere la Turchia contro un attacco russo. Più di un tentativo venne fatto per creare istituzioni rappresentative da quando l'isola divenne britannica con un decreto del 1914. Tutti questi tentativi sono falliti. I successivi governi greci hanno cercato di sollevare la questione dell'Enosis, cioè della unione di Cipro alla Grecia. Il governo laborista, durante i suoi anni al potere dopo la guerra, tenacemente, rifiutò di discutere il problema. Il successivo governo conservatore mantenne lo stesso atteggiamento...". Annotava ancora sir Anthony nelle sue Memorie: Cipro non è mai appartenuta alla Grecia, sebbene nove secoli fa facesse parte dell'impero bizantino, dal quale fu staccata ad opera di re Riccardo I d'Inghilterra nel dodicesimo secolo....Più chiaro di così lo statista non avrebbe potuto essere ma vallo a dire ai greco-ciprioti!
Oggi Cipro è un'isola spaccata a metà, senza una soluzione che possa piacere a Turchia e a UE. Probabilmente la Gran Bretagna rimpiange di avere adottato la politica dello struzzo allorquando nel 1974 cedette ai desiderata di Washington di "non intervento" e permise altresì che con un colpo di Stato l'Eoka-B deponesse l'arcivescovo sostituendolo con un un presidente fantoccio, nella fattispecie quel Nicos Sampson direttore di un delirante giornale dal titolo <Mahki> (Combattimento) edito da tal Savvas Constantopuls uomo Cia di Atene. La forza di Sampson era quella di avere come protettore il Segretario di Stato Henry Kissinger che per primo ne riconobbe l'autorità accogliendo un suo emissario in qualità di ministro degli Esteri cipriota. Questo, mentre ancora non si sapeva che fine avesse fatto Makarios. Tutti sanno come andarono a finire le cose, con l'intervento di Ankara che il 20 luglio invase la parte nord dell'isola, non solo temendo l'Enosis con la Grecia, ma soprattutto a tutela dei ciprioti di etnia turca vessati, maltrattati e persino uccisi.
Da allora la situazione non è mutata. Si sperava che il referendum del 2004 trovasse favorevoli alla riunificazione entrambe le parti. Senonché la politica di Tassos Papadopoulos influì sulla maggioranza dei "no" tra i greco-ciprioti. E si spera ancora perché Papadopolus, nelle elezioni di domenica scorsa per il rinnovo della carica da presidente, è stato messo fuori corsa. Forse è il momento buono per ricucire l'eterno "strappo" e per dimenticare odii e rancori. (Veronica Incagliati)