Accadeva Oggi

15 febbraio

    15 FEBBRAIO IL GRANDE TOTO'   Caro, impareggiabile Totò. Nascesti come oggi, il 15 febbraio 1898, quasi a fin de secle. Oggi avresti centodieci anni. Per quello che ci hai dato, per l'allegria che ci infondi ogniqualvolta la televisione trasmette uno dei film con te protagonista, sei sempre nei nostri cuori. Quante generazioni hai fatto ridere e quante ne farai ridere ancora. Si può anche non ricordare un attore del passato, mai il grande Totò al quale si deve uno spaccato della nostra storia: quella delle marionette, dell'avanspettacolo, del cinema di periferia, delle borgate, delle case chiuse, quella in sostanza della vecchia Napoli e della vecchia Roma. Ora che la critica ti ha rivalutato, riconoscendoti quei meriti che in vita ti aveva negato, vale però la pena riportare ciò che tu steso sottolineasti in una lontanissima intervista: "Sono ormai in una età in cui si tirano le somme, e io non ho fatto ancora nulla, sarei potuto diventare un grande attore, ed invece su 100 e più film che ho girato, ne sono degni non più di cinque, ma anche se fossi diventato un grande attore cosa sarebbe cambiato? Noi attori siamo solo venditori di chiacchiere, un falegname vale certo più di noi, almeno il tavolino che fabbrica, resta nel tempo, dopo di lui, noi attori, anche se abbiamo successo, duriamo al massimo una generazione".
Caro Totò, la modestia è sempre stata una delle tue virtù. Noi ti vogliamo bene proprio per questo, tu che sei stato - come disse Manfredi - l'ultima maschera della commedia dell'arte. Non vorremmo aggiungere altro, anche perché su ti te sono stati scritti centinaia e centinaia tra articoli e libri, perché la tua biografia è così ricca che ci vorrebbe un mese per riportarla tutta, perché tu non hai bisogno di ulteriori elogi. Ti vogliamo però ringraziare ancora, augurandoci tutti quanti che i canali televisivi ripropongano alcuni film dimenticati nelle bobine. Quali? Mah! tanto per citarne alcuni "L'allegro fantasma", "Il ratto delle Sanine", "Yvonne la nuit", "Napoli milionaria", "Figari qua, figaro là" "Le sei mogli di Barbablù", Sette ore di guai", "L'uomo, la bestia e la virtù". In tutti - questi e tanti altri - esercitasti una forza satirica unica, al di là delle memorabili battute, spesso irriverenti nei confronti dei regimi, e delle innumerevoli gag. E sbagliano quelli che ti hanno voluto accostare a Buster Keaton e a Charlie Chaplin. Tu sei stato solo Totò, guitto, macchiettista, comico, attore di teatro prima, di cinema dopo, autore, poeta, interprete soprattutto di te stesso, là dove, senza copione, sapevi improvvisare inventando battute e persino la trama.
Facci ridere ancora, Totò (Veronica Incagliati)