Accadeva Oggi

14 febbraio

    14 FEBBRAIO   IL BOMBARDAMENTO DI DRESDA "Dopo un massacro tutto dovrebbe tacere, e infatti tutto tace, sempre, tranne gli uccelli. E gli uccelli cosa dicono? Tutto quello che c'è da dire su un massacro, cose come puu-tii-uiit?". E' sufficiente questo brano - tratto al libro "Mattatoio n.5" dello scrittore americano Kurt Vonnegut - per immedesimarsi nella tragedia di Dresda ovvero in quel bombardamento che alcuni definirono terroristico e che costò la vita a ben 135 mila cittadini. Vogliamo ricordare questo terribile avvenimento - più che la ricorrenza della festa di S. Valentino - perché quel che successe 63 anni fa il 14 febbraio non debba più ripetersi. Si dirà che fatti del genere sono la conseguenza delle guerre, ma allora se il metro delle giustificazioni è questo, tutto può essere permesso. Anche perché, nel caso specifico del bombardamento di Dresda - che ancora una volta vide favorevole Winston Churchill come lo era stato nel I° Conflitto mondiale quando volle aprire a tutti i costi un fronte nei Dardanelli conclusosi con una strage di soldati - la Germania era ormai alla resa e quelle poche divisioni che le rimanevano le aveva mandate ad est per difendere il Paese dall'avanzata sovietica. La città poi era stata dichiarata zona demilitarizzata proprio per ospitare rifugiati e civili. Senonché la leadership politico-militare degli angloamericani considerò la faccenda in ben altro modo dando il via all'<Operazione Thunderclap> affidata al comandante in capo dei bombardieri della Raf, Arhur Harris. Dresda era uno degli obiettivi, anche se era stata attaccata dall'alto già per due volte. Ma evidentemente i risultati non erano stati ritenuti sufficienti benché fossero state sganciate 390 tonnellate di bombe, 41 delle quali al fosforo. L'attacco fu deciso per la notte tra il 13 ed il 14 febbraio. Al primo raid (tutto inglese) presero parte 796 Avro Lancaster e 9 De Havilland Mosquito che bombardarono Dresda con 1478 tonnellate di bombe esplosive e 1182 tonnellate di bombe incendiarie. Il giorno dopo arrivarono i b-17 americani che in quattro raid si liberarono a loro volta del loro carico mortale: 3.900 tonnellate di bombe. Quindici kmq della città (praticamente tutto il centro storico, capolavoro del barocco) furono spazzati via nel giro di 14 ore. Un vero e proprio inferno di fuoco dal quale non si salvò niente, con uno spostamento d'aria così forte da spingere le persone dentro le fiamme. A 1500° C  i cittadini - che in massa stavano festeggiando il carnevale - furono praticamente arrostiti tanto che l'odore della carne bruciata arrivò fino ai bombardieri che volavano. Quelle poche che non morirono subito furono finite dalle SS giacché le fiamme non si spegnevano neppure nelle acque dell'Elba.
Il bombardamento di Dresda  è stato oggetto di un lungo dibattito. Proprio perché dichiarata "città aperta" per le sue bellezze artistiche (Elbfrorenz, la Firenze dell'Elba) e perché priva di industrie belliche nonché di obiettivi militari strategici, l'<Operazione Thunderclap> un atto criminale che gli alleati potevano benissimo risparmiarsi. Bene ha fatto la regina Elisabetta II d'Inghilterra  a patrocinate nel 2004 un concerto a Berlino per raccogliere fondi ai fini della completa ricostruzione della città, ma meglio ancora avrebbe fatto a chiedere scusa per le vittime di quel bombardamento che, tanto lo storico e premio Nobel Gunter Grass, quanto l'allora direttore del <The Times> definirono un crimine di guerra. Addirittura il presidente dell'associazione "Genocide Watch", Gregory H. Stanton, ebbe a dire in proposito: "L'olocausto fu tra i più orribili genocidi della storia. Ma il bombardamento incendiario di Dresda da parte degli alleati, come la distruzione di Hiroshima e Nagaraki, furono anch'essi cirimini contro l'umanità e quindi atti di genicidio".
Lasciamo agli storici i giudizi nel merito. A noi sia lecito solo riportare quello che disse Churchill in data 28 marzo in un telegramma inviato al generale Ismay: "Mi sembra giunto il momento di rivedere la questione del bombardamento delle città tedesche al solo scopo di seminare terrore...".
Con il senno del poi. (Veronica Incagliati)