Accadeva Oggi

13 febbraio

    13 FEBBRAIO       EUGENIO ZOLLI Forse qualcuno, nel mondo israelitico, si dispiacerà che in questa rubrica si ricordi -  come oggi 13 febbraio - la conversione ufficiale alla fede cattolica di Eugenio Zolli, nato ebreo in Galizia nel 1881 e morto cristiano a Roma nel 1956. Quella conversione infatti non è stata mai accettata, tanto che Zolli fu addirittura accusato di essere un serpente covato nell'antica comunità discendente da Mosè e dai Profeti.
A noi però dispiacerebbe ancora di più se il ricordo di Zolli  fosse motivo di un revanscistico rancore verso un uomo meraviglioso al quale si deve la salvezza di tantissimi suoi simili durante i rastrellamenti nazisti del 1943. Anche perché l'apostasia dell'ex Gran Rabbino non fu - come si ebbe a dire all'epoca - un segno di riconoscimento nei confronti di Papa Pio XII per l'aiuto concreto che questi aveva dato agli ebrei, bensì la conseguenza di un lungo travaglio che Zolli si trascinava dietro fin da quando era ragazzo con il nome di Israel. Se le cronache non difettano, pare che un giorno avesse visto nella abitazione di un suo compagno un crocefisso appeso alla parete. Chiese chi fosse ma la risposta dell'amichetto non gli bastò perché volle approfondire il significato di quella morte sulla croce prima con i genitori e successivamente andando direttamente ai testi sacri, in particolare al Libro di Isaia. L'inquietudine che lo invase se la portò dietro per tutta la vita fino al battesimo avvenuto nella cappella annessa alla Chiesa di S. Maria degli Angeli nel 1945. Alle forti perplessità della comunità ebraica - che pure tentò in tutti i modi di indurlo a ritornare sulla strada di Jahvé anche offrendogli grosse somme di denaro -  Eugenio Zolli rispose di sentire per Cristo Gesù un amore ardente, fiammeggiante. "E' per lui che ho rinunciato a tutto. Nulla chiesi e nulla ebbi da voi. Vi amo tuttora nel nome del Signore".
E' vero, aveva rinunciato a tutto; a cominciare dalla prestigiosa carica di Gran Rabbino a tante altre cose. E poi tutti gli volevano bene. Non era stato forse lui che aveva cominciato a mettere in guardia i suoi amici di fede di preoccuparsi per quello che poteva accadere dopo l'ingresso dell'Italia in guerra a fianco della Germania di Hitler? Non era stato forse lui a raccogliere i 50 chili d'oro pretesi dal colonnello delle SS Herbert Kappler andando anche in Vaticano per chiedere a Sua Santità di racimolare quei 15 chili necessari per arrivare al peso richiesto? Gli volevano bene, sicuro. Ma il cammino della conversione era ormai giunto al suo termine. Il 15 agosto 1944 si recò da padre Dezza, un gesuita dell'Università Gregoriana, per annunciargli che era pronto per il grande passo. Il tempo per celebrare per l'ultima volta la festa dell'Espiazione nella Sinagoga e per dimettersi dalla carica di Gran Rabbino. Infine il battesimo, assieme alla moglie Emma che prenderà il nome di Maria. Lui da quel momento si chiamerà invece Eugenio Pio. Per entrambi Cresima e Comunione, ma il giorno dopo. In quanto alla figlia Myrian, si dovrà attendere un anno per l'ufficialità della conversione. Docente presso l'Università "La Sapienza" e all'Istituto Biblico, grande studioso delle Sacre Scritture nonché autore di moltissimi libri e testi ("Il Nazareno", "Antisemitismo", "Christus", "Da Eva a Eva", "Prima dell'alba"), Zolli morà a 75 anni. Era solito ripetere questa frase: "Voi che siete nati nella religione cattolica, non vi rendete conto della fortuna che avete avuto di ricevere fin dall'infanzia la fede e la grazia di Cristo; ma chi, come me è arrivato dopo un lungo travaglio di anni, apprezza la grandezza del dono della fede e sente tutta la gioia di essere cristiano". (Veronica Incagliati)