Accadeva Oggi

10 febbraio

    10 FEBBRAIO     UN MAESTRO DEL "GIALLO"   Tutti avranno visto almeno una volta, in una delle sue tante trasposizioni cinematografiche, il film "King Kong", storia di un feroce gorillone strappato alla sua isola che viene abbattuto su un grattacielo di New York non prima di avere messo in salvo una bionda fanciulla di cui si era innamorato. Pochissimi però sanno che autore del soggetto e sceneggiatore era stato Edgar Wallace, considerato uno dei massimi autori della letteratura "gialla", prolifico al punto che poteva scrivere un romanzo nel giro di appena un week-end. Qualcuno lo ha definito impropriamente un Maestro, paragonabile ad Agatha Christie. Niente di tutto questo. Volendo dare a Cesare solo quello che è di Cesare, si può affermare comunque che Wallace - morto improvvisamente ad Hollywood il 10 febbrario 1932 a 57 anni - è stato l'antesignano dei racconti sul crimine, una sorta di macchina umana che sapeva sfornare un libro dietro l'altro senza peraltro mai cedere alla stanchezza e, soprattutto, senza mai dire "no" alle richieste dei suoi editori. Non dotato di eccessiva cultura ma ricco di una impareggiabile fantasia, Wallace ha allietato con le sue trame piene di suspense intere generazioni di giallofili incantati da questo fenomeno della letteratura popolare.
Giornalista per lunghi anni, corrispondente durante la guerra anglo-boera e buon conoscitore del mondo sud-africano, Wallace ebbe l'intuito di trasferire le sue esperienze - prima come soldato e poi come cronista - nei suoi scritti. Un mix di fantasia e realtà, di avventura ed intrigo, che hanno fatto dei suoi romanzi qualcosa di eccitante, di nuovo per quanti non sapevano neppure dove fosse il Transvaal o cosa fossero operazioni finanziarie basate sulle miniere di oro.
Era nato a Londra da una attricetta che lavorava per una compagnia di guitti e che, quando il figlio aveva nove anni, pensò bene di affidarlo a terzi. Una biografia ricca, la sua, che lo vide strillone di giornali, garzone, fattorino, lattaio, commesso, mozzo a bordo di una nave, capomastro e tante altre cose ancora. Da giornalista si distinse in più di una occasione dando - come si suol dire nel gergo - buca a colleghi molto più autorevoli di lui. Era veramente bravo ed, in particolare, lo aiutavano l'intuito, il fiuto per il colpo, e naturalmente la costanza nel perseguire un obiettivo. Grazie proprio a queste doti riuscì ad anticipare la fine del conflitto in  una epoca in cui non esisteva Internet ed i telefoni erano quelli che erano. Per raggiungere il suo scopo, Wallace era ricorso ad uno stratagemma. Ce lo spiega Luigi Motta: "Ad un fido commilitone, che faceva la sentinella nel campo in cui si discuteva il trattato di pace, aveva fornito tre fazzoletti: uno rosso, uno bianco e uno turchino. Il rosso significava niente di fatto, il turchino c'è qualche progresso, il bianco il trattato sta per essere definitivamente firmato. Ogni giorno Edgar con la pipa in bocca, leggendo innocentemente un giornale, faceva il viaggio da Pretoria a Waal River e la sentinella passeggiando lungo la siepe di filo spinato si soffiava il naso con un fazzoletto colorato. Per questo, alla fine della conferenza, era stato possibile al giornale di Wallace (<Dail Mayl>, oggi <Daily Mail>, ndr) pubblicare la notizia della pace ventiquattro ore prima della comunicazione ufficiale. Il suo giornale, che era stato violentemente attaccato con l'accusa di corruzione, pubblicò qualche giorno dopo tutta la storia e Wallace divenne in un sol colpo un eroe per gli uni e un traditore per gli altri".
Come accennato, Wallace fu uno scrittore prolifico. Nel corso della sua esistenza, non lunga, sfornò tanti di quei libri e soggetti che non basterebbero cinque cartelle per registrarli tutti. Gran fumatore di sigarette (almeno tre pacchetti al giorno) e bevitore di caffè ( si parla di quaranta tazzine), Wallace soffriva di fortissime emicranie. Una di queste, la sera di quel 10 febbraio lo portò alla tomba anche se la causa principale pare fosse stata una brutta polmonite presa da freddo mentre aspettava un'amica che tardava. Le sue spoglie riposano in Inghilterra. (Veronica Incagliati)