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4 Febbraio

    4 FEBBRAIO     LA CONFERENZA DI YALTA   "La sovietizzazione dell'Europa Orientale non era che la conseguenza fatale di quanto era stato convenuto a Yalta". 1958, memorie di Charles de Gaulle. Una sacrosanta verità, il presidente francese non poteva giudicare meglio quell'evento. La conferenza di Yalta - chiamata dei dei tre poliziotti e i cui lavori si erano aperti nella piccola località della Crimea il 4 febbraio 1945 - fu difatti una débacle totale di Franklin Roosevelt e Winston Churchill di fronte alla arroganza e alle minacce di Giuseppe Stalin che quasi certamente doveva aver fatto tesoro della favola di Esopo del leone, dell'asino e della volpe. Le premesse, del resto, si era già viste a Teheran in una precedente conferenza allorché si era capito che gli appetiti di Mosca andavano oltre i dettami di un futuro di pace e che l'Europa orientale stava di fatto cadendo sotto l'influenza sovietica. Se c'erano state delle rimostranze anglo-americane - peraltro molto deboli - il georgiano seppe abilmente confutarle negando che fosse in atto una spartizione del vecchio continente ad usum delphini. In realtà a Yalta si stava dando inizio alla guerra fredda terminata solo quarantasei anni dopo.
Churchill comunque aveva visto giusto nel 1943 (conferenza di Casablanca), convinto che lo sbarco alleato non si sarebbe dovuto fare in Normandia bensì nei Balcani; e questo per impedire che l'Urss avesse buon gioco nel mettere le mani con governi fantoccio su Grecia, Albania, Jugolavia, Bulgaria, Romania Ungheria, Cecoslovacchia, Austria, Germania e Polonia. Se poi in Grecia il piano di Stalin fallì, grazie alle truppe inglesi che corsero in aiuto di Georgius Papandreu ridimensionando quindi i tentativi di un putch da parte delle formazioni partigiane dell'Elas, e se ugualmente falli in Austria per altri motivi, Stalin raggiunse il suo scopo ovunque facendo ricadere nell'orbita sovietica quasi tutti i Paesi europei, compresa mezza Germania, senza contare poi Estonia, Lettonia e Lituania nazioni che aveva già fagocitato. De facto Mosca riuscì a controllare più della metà dell'Europa. Il nuovo assetto uscito da Yalta ebbe profonde ripercussioni sull'assetto mondiale e vani furono i tentativi del premier inglese di indurre il presidente degli Stati Uniti di occupare con gli eserciti Vienna, Berlino e Praga. Quest'ultimo, che pendeva dalle labbra del "Piccolo Padre", non ne volle sapere. Roosevelt morì qualche mese dopo e gli succedette Harry Truman, ma ormai era troppo tardi. Alla stregua del leone di Esopo, l'Urss si stava mangiando tutto. E poi l'America era stanca di guerre.
Ma veniamo nel dettaglio cosa uscì da Yalta, a parte le solite dichiarazioni di Europa libera e democratica, la nascita delle Nazioni Unite ed il diritto dei popoli di scegliersi la forma di Governo sotto il quale vivere.
1) smembramento, disarmo e smilitarizzazione della Germania obbligata a versare come riparazione 22 miliardi di dollari;
2) annessione delle isole Sakhalin e Kurili dopo una dichiarazione di guerra al Giappone;
3) ridimensionamento della Polonia con lo spostamento dei confini a nord-est;
4) revisione del trattato di Montreux sul regime degli Stretti del Mar Nero;
5) restaurazione degli antici privilegi di Mosca sulla Cina;
6) etc, etc.....
Le cose, come accennato, andarono diversamente. L'Urss aveva vinto la 2° Guerra Mondiale due volte: una prima volta con i suoi soldati che seppero resistere a Stalingrado alle armate tedesche e a contrattaccare, la seconda a tavolino. E fu, probabilmente, la vittoria più importante. (Veronica Incagliati)