Accadeva Oggi

28 gennaio

     28 GENNAIO   UN CRONISTA DI RAZZA   Giornalisti si nasce o si diventa? Beh, una certa predisposizione occorre averla. Il resto poi viene da se. Per essere però grandi giornalisti occorre essere prima bravi cronisti. Il cronista non solo è il redattore che impara il mestiere sulla strada, a contatto diretto con la vita, con i fatti del giorno, con le sue miserie, le sue sofferenze, le rivoluzioni, le guerre, le vittorie, le gioie; è anche colui che deve saper coinvolgere il lettore con quello che racconta che poi è quello che ha visto di persona e non standosene seduto dietro ad una scrivania in attesa che gli arrivino i flash di agenzia, magari attraverso Internet. Il cronista è quello che scatta dalla sedia appena ha sentore di un fatto importante, che corre sul posto, che si da' da fare, che chiede, che confronta buttando giù il suo pezzo con tutti gli elementi che ha in mano. Con il taglio giusto. Che può essere addirittura di suspance se il fatto è di nera. Grandi cronisti, e quindi grandi giornalisti, sono stati Indro Montanelli, Curzio Malaparte, Paolo Monelli, Orio Vergani, Domenico Bartoli, Ugo Stille, Augusto Guerriero, Luigi Barzini, Leonardo Borgese, tanto per citarne alcuni. E naturalmente Dino Buzzati. Sì, proprio lui, quello de "Il deserto dei Tartari". Parlare di Buzzati è come parlare di un cronista per eccellenza, vissuto dentro un giornale e per il giornale, morto troppo presto a 66 anni (era il 28 gennaio 1972) ancora nel pieno della sua creatività.
Di Buzzati - pittore, musicista, fine conoscitore del mondo classico - sono stati scritti interi libri per cui non è il caso di aggiungere dell'altro che sarebbe solo superfluo e ripetitivo. Memorabili comunque i suoi articoli sul Giro d'Italia, memorabili quelli sulla discesa dell'uomo sulla Luna che gli valsero anche il premio "Mario Massai", memorabili quelli inviati nel 1939 da Addis Abeba come fotoreporter e quelli trasmessi dall'incrociatore "Fiume" sulle battaglie navali di Capo Teulada e Capo Matapan, e memorabili infine quelli sui tanti episodi cronaca nera della sua Milano. Memorabile la prima pagina, la sua prima pagina, del <Corriere della Sera> sul giorno della Liberazione il 25 aprile 1945
Buzzati era nato a Belluno nel 1906 da una famiglia agiata. A 22 anni era già in via Solferino al <Corrierone>, quotidiano che non lascerà mai e che lo vedrà - anno dopo anno - crescere professionalmente e sopratutto come scrittore.
Ai nostri pochi lettori l'invito ad andare a rileggersi alcuni dei suoi romanzi e racconti come "Il libro delle pipe", "La famosa invasione degli orsi in Sicilia", Paura alla Scala", "La boutique del mistero", "Un amore". E' il miglior flash back per assaporare l'Italia di ieri. Per alcuni sarà un ricordo, se l'hanno vissuta di persona, per altri l'occasione buona per rendersi conto che allora - prima e dopo la Guerra - c'erano ancora degli ideali oggi completamente scomparsi. (Veronica Incagliati)