Accadeva Oggi

24 gennaio

  24 GENNAIO       QUANDO CLAUDIO SALI' AL TRONO Mai fidarsi di chi ti offre i funghi, specie se a servirli è tua moglie, ancor più poi che quest'ultima ha qualche interesse per farti fuori e per intascare il tuo patrimonio. Ora quello di Claudio era piuttosto consistente dato che l'eredità era in toto  l'impero romano che comprendeva già allora buona parte dell'Europa, tutta la costa africana fino alla Mauritania, l' Asia Minore e l'Armenia. Ce n'era abbastanza per stuzzicare gli appetiti di Agrippina che da moglie interessata ragionava così: se mi tolgo di mezzo Claudio, posso lasciare tutto a mio figlio Nerone. Detto, fatto.
Ora non è matematicamente sicuro che Agrippina abbia messo il veleno nei funghi che - al detto di alcuni storici - avrebbe propinato per cena al consorte non prima di averlo stuzzicato in camera da letto. Più facile che gli abbia fatto mangiare dell'amanite anche se non sappiamo se virosa, phalloides o verna. Tutte e tre comunque mortali. Claudio divorò i suoi funghi. Questo è accertato. Quindi fu preso dai dolori che in casi del genere sono di regola, rantolò per un po', ed infine spirò. Considerato che il patologo legale a quei tempi non esisteva e neppure a parlare di esami autoptici, Agrippina aveva raggiunto il suo scopo. Era il 54 d. C. Claudio aveva governato Roma per tredici anni essendo subentrato al nipote Caligola il 24 gennaio del 41 d. C.Scrive in proposito Svetonio nelle "Vite dei Cesari": Dopo l'uccisione di Caligola....Claudio suo zio....cinquantenne...divenne imperatore per strano caso. Infatti, trascurato dagli uccisori di Caligola, avendo quelli portato via il numero dei congiunti e dei servi per questo, egli s'era nascosto in una sala di nome Ermeo. Non molto dopo, spaventato dal rumore della porta, proseguì verso il vicino solarium e si nascose dietro alle tende davanti all'ingresso. Qui, essendosi tenuto nascosto ancora, un soldato semplice, visti i piedi lo tirò fuori mentre Claudio si inginocchiava per il terrore, ma riconosciutolo, lo salutò imperatore....".
Imperatore. Di Claudio (il suo vero nome da quel   momento sarebbe stato Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico) in fondo non si può parlare che bene. Terzo figlio di Druso maggiore era entrato a far parte della famiglia Giulia senza trovarvi però molto affetto. Livia, la moglie di Ottaviano, lo disprezzava per la sua balbuzie e lo stesso Augusto non lo teneva in grande considerazione tanto è vero che non lo nominò tra gli eredi. Coltissimo, ebbe quattro moglie. Oltre alla succitata Agrippina aveva sposato Plauzia Urgulanilla, Elia Petina e Valeria Messalina. Da questa - nota in tutta Roma per la sua ninfomania (suo il detto stanca sì, sazia mai) ebbe due figli uno dei quali, Britannico, avrebbe avuto come padre lo stesso Caligola. Come che sia, resosi conto di che pasta era Messalina, un giorno Claudio dette ordine di farla uccidere con l'accusa di aver cospirato alla sua vita.
A parte le beghe familiari, l'imperatore dette inizio ad una serie di riforme, non prima di avere concesso una amnistia generale. Tra le più importanti, sia la centralizzazione dell'amministrazione che affidò a uomini preparati, sia la centralizzazione del potere finanziario. Fece poi monitorare il sistema giudiziario, quello dell'educazione e quello fiscale, ciò al fine di migliorare la loro efficienza ed eliminare le lungaggini burocratiche. Mise poi mano alla ridistribuzione delle province. dette impulso alla costruzione di acquedotti, strade, canali e porti non ultimo quello a nord di Roma, bonificò la piana del Fucino. Fu tollerante con la religione ebraica, un po' meno con quella cristiana. In campo militare aggiunse all'impero sette nuove province e numerosi nuovi nuovi territori. Nel 43 d. C prese parte di persona alla vittoria finale nella battaglia per la conquista della Britannia. Fece questo ed altro. Quando morì aveva 63 anni. Tanti per quell'epoca, sopratutto perché il trapasso non avveniva mai nel proprio letto. Vero è che, se fosse vissuto ancora (la sua salute non era poi tanto male) avrebbe evitato che sul trono, a succedergli, salisse Nerone. Per la caput mundi sarebbero stati dolori. (Veronica Incagliati)