Accadeva Oggi

23 Gennaio

        23 GENNAIO                                    GIAMBATTISTA VICO Corsi e ricorsi storici. Nel senso? Nel senso che la storia si ripete secondo un ciclo eterno ed immutabile. In altre parole quando la società è giunta ad uno stadio di perfezione, ripiomba nella preistoria da cui risale ad una nuova civiltà attraverso un nuovo medioevo barbarico. Bene, se guardiamo all'Italia, si può stare pur tranquilli che la teoria di Giambattista Vico non è applicabile dato che è ormai da tempo che ci troviamo in una sorta di preistoria sia politico-economica che culturale. Ad ogni modo il Vico la pensava così.
Una bella mente questo napoletano, non c'è che dire! Era nato a Napoli nel 1668 e sempre a Napoli era morto il 23 gennaio 1744. Prima di dipartire - come si suol dire - da questa terra, aveva fatto in tempo a ritoccare per la terza volta la sua Scienza Nuova. Ve la raccomandiamo la sera se soffrite di insonnia. E' il miglior rimedio soporifero. Ce ne ricordiamo bene, specie quando - sul Vico - teneva le lezioni il nostro professore di filosofia. "Allora - diceva appena entrava in classe - oggi parliamo di...." e giù a dissertare ora su La discoverta del vero Omero secondo la quale le opere di Omero non sarebbero opera di un unico individuo ma sarebbero state elaborate nel corso dei secoli; ora sui leggendari re di Roma che - sempre secondo il Vico - non sarebbero personaggi storici ma sarebbero "caratteri universali", cioè simboli, allegorie delle antiche istituzioni politiche di Roma; ora su....
Lasciamo perdere.
Vico - a parte la nostra benevola avversione di ex studenti - fu certamente una mente eccelsa che, non solo anticipò i temi fondamentali della cultura dell'800 e del 900, ma - come annota lo studioso Vittorio Hosle - può considerarsi "un predecessore della teoria dello sviluppo parallelo di ontogenesi e filogenesi" onde in questo quadro "sono da interpretare sia la tesi dello sviluppo parallelo del bambino verso l'età adulta e delle culture arcaiche verso le culture moderne, sia la teoria della cultura come prodotto dalla repressione alla sessualità, sia ancora la teoria del mito come struttura nella quale è contenuta la sapienza originaria, non frutto di riflessione ma immaginativa e fantastica...".Dite la verità. Non ci avete capito niente. Beh! nemmeno noi, lo confessiamo.
Per tornare al Vico, l'originalità del suo pensiero fu rivalutata nel XX secolo da Benedetto Croce. Entrambi due grandissimi storici, anche se va aggiunto che il secondo fu forse di gran lunga più pragmatico avendo del mondo una visuale moderna che il primo non poteva avere dati i tempi in cui viveva. Ciò nondimeno non si può neppure negare che il Vico sia stato più acuto di Croce là dove, ancora una volta, anticipava temi attuali quale ad esempio la cosiddetta "teoria dei sistemi sociali". Analizzando questi ultimi come strutture che contengono sottosistemi in lotta contro altri sistemi, il filosofo napoletano già visualizzava la teoria marxista della lotta di classe. Scusate se è poco! (Veronica Incagliati)