Accadeva Oggi

22 gennaio

    22 GENNAIO   LA GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA   Se si imbocca, venendo dalla basilica di San Pietro, via di Porta Angelica in direzione di piazza Risorgimento, dopo una ventina di metri a sinistra - proprio all'altezza del semaforo - si vedrà un passo carrabile attraverso il quale si entra nel territorio del Vaticano. Naturalmente - salvo che non si voglia visitare la chiesetta di S.Anna che si trova lì a fianco - il varco non va oltrepassato essendo quello della Santa Sede un altro Stato. A fare rispettare questa disposizione del resto sono due guardie svizzere che bloccano chiunque sull'ingresso e che chiedono rispettosamente dove si voglia andare. Semmai alle volte acconsentano a farsi fotografare dai turisti, è tutto uno scatto specie se il gruppo è formato da giapponesi. Le guardie, comunque rigide nella loro uniforme, lasciano fare, consapevoli che quella che indossano è veramente unica al mondo, tanto cha abbiano addosso il cosiddetto abbigliamento da "lavoro"(pantaloni e casacca di colore blu ed un basco di colore nero), quanto l'altro considerato ufficiale dai colori blu, rosso ed arancione e che viene per lo più utilizzato nelle cerimonie.
La prima apparizione degli svizzeri Oltretevere risale al 22 gennaio 1506. E' la data di nascita del corpo. In quel giorno - come ricorda nelle sue cronache il prelato Giovanni Burchard di Strasburgo - un gruppo di 150 mercenari svizzeri al comando del capitano Kaspar von Silenen attraversò Porta del popolo ed entrò per la prima volta in Vaticano dove furono benedetti da Papa Giulio II. I romani, sempre ironici, si chiesero nell'occasione che cosa se ne dovesse fare il Pontefice di quella strana gente vestita in modo strano e che non parlava neppure l'italiano. Se ne sarebbe resa conto ventuno anni dopo, nel 1527, perché fu proprio grazie al sacrificio delle guardie svizzere che Clemente VII ebbe salva la vita davanti alle orde lanzichenecche di Frundsberg. Mentre il Papa ed il suo seguito trovavano infatti la salvezza lungo il "passetto" che collegava il Vaticano con Castel Sant'Angelo, la Guardia si attestava nei pressi del Campo Santo Teutonico resistendo disperatamente davanti agli assalti dei mercenari spagnoli. Dei 189 svizzeri, ne morirono 147 e tra questi anche il loro comandante Kaspar Roist trucidato davanti agli occhi della moglie. Il "Sacco di Roma" annovera non a caso anche questo episodio di eroismo che era alla base di un giuramento. Le guardie lo avevano fatto a Giulio II rispettandolo poi nei secoli: quello cioè di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Sommo Pontefice e legittimi successori, di dedicarsi a loro con tutte le forze, sacrificando ove occorra anche la vita per la loro difesa. Detto giuranento viene ripetuto ogni anno nell'anniversario del Sacco.
Oggi il corpo delle Guardie svizzere è composto da 110 uomini così suddivisi: sei ufficiali (un colonnello, un tenente colonnello, un tenente colonnello, un maggiore e due capitani), 26 sottufficiali (un sergente maggiore, cinque sergenti, dieci caporali e dieci vicecaporali) e la truppa formata da 78 tra alabardieri e guardie. Il loro benessere è nelle mani delle Suore Albertine che provvedono alla cucina, al vettovagliamento in genere e ai conforti in genere. (Veronica Incagliati)