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20 gennaio

    20 GENNAIO


LA PRIMA COSTITUZIONE
    20 gennaio. Per la Turchia una data da ricordare, legata alla proclamazione della Repubblica avvenuta qualche mese prima. A volere la Costituzione, sul modello europeo, era stato Mustafa Kemal Ataturk. Il "Padre della patria" nel giro di due anni - dal 1921 al 1923 - era riuscito infatti a trasformare "il malato d'Europa" in una nazione nuova che in un sussulto di orgoglio aveva ricacciato gli stranieri dal proprio territorio. Strada facendo, al testo iniziale della Charta, furono aggiunte comunque molte leggi, altre furono modificate come quella che sanzionò (1928) la separazione tra potere politico e potere religioso, abrogando quell'articolo che dichiarava l'Islam religione di Stato. D'altra parte Ataturk - che oltre ad essere un riformatore era prima di tutto un fine statista - aveva capito in quel 1924 che per mettere mano a forti trasformazioni nel Paese bisognava muoversi un po' alla volta; altrimenti si correva il rischio di cozzare con il retaggio nostalgico del Califfato (vedi Sultano ed Imam) che ancora faceva presa tra larghi strati della popolazione. L'importante - ragionò Mustafa Kemal - era gettare le basi. Solo in seguito sarebbe stata abolita la poligamia (1925), sarebbe stato proibito il fez per gli uomini ed il velo per le donne entrambi simboli dell'arretratezza ottomana, sarebbero stati emanati nuovi codici di leggi ispirati ai codici dei Paesi ottomani (1926), sarebbe stato introdotto il matrimonio civile, sarebbe stato introdotto l'alfabeto latino al posto di quello arabo. Infine nel 1930 Costantinopoli si sarebbe ribattezzata ufficialmente Istanbul (Angora in Ankara, Smirne in Izmir e Adrianopoli in Edirne) mentre nel 1934 sarebbe stato esteso il voto alle donne.
La Costituzione di Ataturk ebbe un suo emendamento nel 1982. In parole povere fu riscritta ed approvata dai turchi tramite un plebiscito. Il Paese era appena uscito da una gravissima crisi che era stato alimentata dai cosiddetti "opposti estremisti", comunisti e terroristi armeni da una parte, "lupi grigi" e fondamentalisti dall'altra. Alla fine a prendere in mano la situazione erano dovuti intervenire i militari del generale Kenan Evren che, se rimisero le cose a posto, talvolta lo fecero con metodi esageratamente repressivi.
Adesso il Parlamento turco sta per mettere mano per la seconda volta alla Charta. Non è una cosa facile anche perché il partito di maggioranza che sta al Governo (Akp) è intenzionato a cambiamenti che, nella sostanza, lo renderebbero ancora più forte, sia per quanto riguarda la nomina del Capo dello Stato, sia in merito alla nota questione dell'abolizione del divieto del velo islamico che le classi meno abbienti delle donne vedono con molto favore. Ovvio che esercito e gruppi laici la vedano diversamente. Altro scoglio da superare è poi  quello relativo dell'art. 301 (identità nazionale) sulla cui cancellazione sta insistendo da tempo l'Unione Europea. Anche su questo punto i contrasti sono notevoli. Ma vedremo come andrà a finire.
La Costituzione n. 3 sarà pronta entro l'anno, qualcuno dice entro l'estate. La speranza è di non vedere traditi i dettami di Ataturk. (Veronica Incagliati)