Accadeva Oggi

15 gennaio

      15 GENNAIO Anc oggiIL DOPPIO VOLTO DI PADEREWSKI     Ancora oggi le persone molto molto in là con gli anni, se si trovano davanti un bambino che suona bene il pianoforte, lo gratificano con questo elogio: "Abbiamo davanti un nuovo Paderewski". Pochi, pochissimi della generazione attuale sanno però chi sia Ignacy Jan Paderewski, pianista tra i più grandi mai esistiti, compositore, statista di indubbio valore, Primo Ministro. Lo era diventato il 15 gennaio 1919 con delega a ministro degli Esteri polacco. Proprio in questa veste firmò nell'estate di quello stesso anno il Trattato di Versailles che consentiva alla Polonia, con l'annessione di alcuni territori, la creazione per la prima volta di uno Stato.
Paderewski fu indubbiamente un patriota che amava il suo Paese al punto tale che nel 1941 - poco prima di morire a New York - rifiutò di suonare spiegando, a chi lo pregava, che non l'avrebbe mai fatto fino a che il suo Paese non fosse stato liberato. A dividerselo infatti erano stati Hitler da una parte e Stalin dall'altra. Ignacy Jan era nato il 6 novembre 1860 in un villaggio di Podolia, all'epoca sotto l'impero russo. Che fosse portato per la musica, e più in particolare per il pianoforte, lo dimostrò fin dall'infanzia. A 18 anni, con un diploma in tasca, già insegnava al conservatorio di Varsavia. A venti si era sposato con Antonina Korsakowna, a ventuno si trasferiva a Berlino per perfezionarsi con Friedrich Kiel e Heinrich Urban, a ventitrè passava a Vienna per studiare con Teodor Leszetycki, a ventisette otteneva un successo memorabile in un concerto che nella capitale austriaca passerà agli annali della musica. Quella sera, ad applaudirlo, avrebbe desiderato che ci fosse stato anche Franz Liszt ma il compositore ungherese - che aveva conosciuto di sfuggita a Bayreuth - era morto un anno prima.
L'esordio di Vienna fu il trampolino per una carriera che lo avrebbe portato a Parigi, a Londra, negli Stati Uniti, ovunque in giro per il mondo. Risposatosi con la Baronessa de Rosen, durante la 1° Guerra Mondiale diventò il portavoce del Comitato nazionale polacco, fece da mediatore tra le ambizioni territoriali dei suoi compatrioti ed il riconoscimento dei diritti degli ebrei, si buttò a corpo morto (discorso pubblico del 27 dicembre 1918) perché si risolvesse una volta per tutte la questione della Grande Polonia. Nominato premier, diede le dimissioni dall'incarico dopo meno di un anno forse per disaccordi con il presidente della Repubblica, maresciallo Jozef Pilsudsky. Anzi, quando quest'ultimo fece nel 1926 il colpo di Stato, Paderewski non ci pensò due volte a passare all'opposizione. Questo non gli aveva impedito nel frattempo di ritornare alla vita musicale con una serie di concerti, uno dei quali alla Carnegie Hall di Londra fu indimenticabile. Sembra che non ammettesse il benché minimo rumore quando suonava. Come Chopin davanti all'imperatore Nicola I di Russia e Michelangeli davanti ad un nostro eminente statista, Paderewski infastidito da un cicaleggio in sala tolse le mani dalla tastiera per scusarsi subito dopo: "Ho stabilito un certo standard di comportamento, che durante le mie esecuzioni non si debba parlare. Quando qualcuno inizia a parlare, io smetto di suonare. Mi dispiace, probabilmente vi disturbo con la mia musica. Interrompo per un po' per consentirvi di continuare". (Veronica Incagliati)