Accadeva Oggi

12 gennaio

      12 GENNAIO  
  "ALEA IACTA EST"

"Alea iacta est", Il dado è tratto. O meglio Il dado è stato lanciato, se non addirittura Si lanci il dado. La locuzione latina è di Svetonio che la riporta nel suo "De vita Caesarum" per ricordare come nella notte del 12 gennaio del 49 a.C il Divus Iulius, ovvero Cesare, dopo avere pronunciato questa frase attraversò il fiume Rubicone puntando verso Roma. Lo storico non spiega se il passaggio delle legioni fosse avvenuto dalla parte di Savignano o da quella di Sogliano anche perché il rivoletto - lungo appena 29 chilometri e diventato famoso proprio per la decisione presa - cambia sovente il suo corso a causa degli straripamenti. Di sicuro a quell'epoca non era stato ancora creato il formaggio di Fossa - le cui origini peraltro sono di Sogliano - altrimenti c'è da credere che anche Cesare sarebbe stato "stordito" dai sapori di quel cacio, magari rinviando a chissà quando l'attraversamento del Rubicone. E la storia avrebbe preso un altro corso. Quella notte invece il condottiero era deciso più che mai a farla finita con il Senato romano e con quanti lo ostacolavano. Dalla sua aveva i soldati, che gli erano fedeli e che lo avevano seguito in mille battaglie: in Gallia, in Germania, contro Pompeo. E dalla sua aveva poi  i "populares" (il popolo) ai quali aveva concesso non solo la distribuzione gratuita di grano (360 mila coloro che usufruivano di queste "frumentationes") ma la concessione di terre con l'introduzione per legge della riforma agraria che prevedeva anche l'esproprio forzato agli oligarchi che si ribellavano. Quanto bastava per marciare diritto verso la caput mundi lungo la via Flaminia che 171 anni prima un altro romano gliela aveva costruita a suo uso e consumo.  
E il Senato? Ma che potevano fare quattro vecchi contro una forza dirompente come quella di Cesare!? Pompeo era fuggiasco, Crasso era
morto, di Lepido neppure a fidarsi. Ma sì, che venga! dissero. Già pensando a come poterlo far fuori in seguito. Cosa che avvenne puntualmente con la congiura delle Idi di marzo, il 44 d. C. 
Di statura alto, magro ma al tempo stesso forte, fronte spaziosa, dotato di eccezionale memoria, amante della poesia e del greco che parlava benissimo, ma soprattutto uno dei più grandi strateghi militari che la storia ricordi, Giulio Cesare deve la sua fama - oltre che per le numerosissime vittorie - anche per essere stato un eccezionale uomo di Stato. A lui si devono infatti alcune iniziative rimaste memorabili. Promosse infatti l'incremento delle nascite con premi alle famiglie numerose; limitò la durata dei governatori a due anni per frenare la cupidigia (legge che dovrebbe insegnarci qualche cosa); fece confiscare i beni a chi attendeva alla sicurezza dello Stato; abolì le associazioni a sfondo politico; varò la riforma del calendario; fece diventare sistematica e non occasionale la coniazione della moneta d'oro; inaugurò un nuovo metodo per scrivere su fogli tutti eguali di papiro (era nato il libro); introdusse due mezzi di informazione ("Atca diurna" e "Acta senatus")  che de facto altro non erano che gli antesignani delle odierne Gazzette Ufficiali. Contenendo tutte le notizie relative a morti, nascite, matrimoni, divorzi etc, gli Acta rappresentavano in certo modo l'origine del giornalismo.
Acta, iacta, giochi di parole. Solo che con l'"alea iacta est", il destino del mondo prendeva un suo diverso corso. Ad approfittarne sarà il Rubicone, detto anche Pisciatelo perché raccoglie lungo il suo percorso gran parte dei rifiuti dei centri abitati. A renderlo famoso giusto una frase pronunciata, come oggi, oltre due millenni fa. (Veronica Incagliati)