Accadeva Oggi

8 gennaio

  8 GENNAIO     LA RITIRATA DA GALLIPOLI Eroi che avete sparso il vostro sangue e perso la vita...riposate ora in pace nella terra di un Paese a voi non ostile. Non c'è alcuna differenza per noi tra i Johnny e i Mehmet quando giacciano l'uno accanto all'altro in questa nostra nazione...Voi madri che avete mandato i Vostri figli in una terra tanto lontana, asciugatevi le lacrime; essi riposano ora sul nostro petto e hanno trovato la pace. Dopo aver perso la vita nella nostra terra sono diventati anch'essi figli nostri.
Le parole sono di Mustafa Kemal Ataturk, il padre della patria turco, e furono pronunciate nel 1934 in occasione della inaugurazione del monumento ai caduti della battaglia di Gallipoli che causò la morte di 250 mila soldati tra turchi ed alleati (per lo più australiani). A quella battaglia Ataturk prese parte per tutti i nove mesi e si deve in parte proprio a Kemal se alla fine Winston Churchill - che pure era stato lui in qualità di Primo Lord dell'Ammiragliato inglese ad ideare un assalto navale allo stretto dei Dardanelli per aprirsi la strada verso Costantinopoli - dette l'ordine della ritirata dalla penisola (Gelibou). Era l' 8 gennaio 1916 quando gli ultimi 19 mila soldati alleati, di notte, lasciarono in silenzio le trincee nella Zona di Capo Helles abbandonando definitivamente l'avventura turca. Altrettanto in silenzio le navi mandate per imbarcarli si allontanarono dalla baia di Anzac fino a diventare un puntino nel Mar Egeo. A spingere Churchill in tal senso, che questo cioè era il miglior modo per uscirne fuori senza ulteriori vittime, era stato il generale Charles Monro che aveva sostituito l'inetto Ian Halmiton, uno scozzese di 62 convinto di essere ancora sul fronte boero o addirittura su quello dell'India. Alla fine del 1915 si decise quindi la ritirata, con i primi  contingenti.
Gallipoli - come è stato  sottolineato da più di uno storico  - fu il primo esempio di invasione dal mare dei tempi moderni. Ma diversamente dallo sbarco in Sicilia ed in Normandia nella 2° Guerra Mondiale - si risolse in una inutile carneficina perché - venuta a mancare la sorpresa - aveva dato modo al generale tedesco Otto Liman von Sanders che guidava le forze turco-germaniche, ma soprattutto al 34enne Mustafa Kemal, di respingere gli assalti e  creare così una valida difesa; prima nell'area dell'Ari Burni, poi nel crinale Sari Bair, a Capo Helles, a Krithia, a Sulva. Memorabile l'ordine impartito da Ataturk ai suoi soldati del 57° reggimento di fanteria: "Non vi ordino solo di attaccare, ma anche di morire, Nel tempo che impiegheremo a morire altri soldati ed altri comandanti arriveranno a prendere il nostro posto". Il 57° fu annientato ma tenne la posizione e inflisse al nemico altrettante perdite. (Veronica Incagliati)