Accadeva Oggi

5 gennaio

                5 GENNAIO     CATERINA DE' MEDICI  In vita si era trascinata sempre dietro la triste nomea di donna spietata e crudele, non solo incline a ricorrere al veleno per disfarsi di chi avesse potuto solo pensare di ostacolare la sua strada, ma addirittura la "mente" della strage di San Bartolomeo nella quale morirono centinaia di migliaia di Ugonotti. Una "leggenda nera" che perseguitò Caterina de' Medici per tutto il seicento, soprattutto il settecento illuminista ed anche buona parte dell'ottocento tant'è che lo stesso Alessandro Dumas non disdegnò di dar retta ai tanti pregiudizi che circondavano il nome della regina di Francia per indicarla in un suo romanzo come l'artefice dell'assassinio della regina di Navarra, Giovanna d'Albret, e addirittura del suo proprio figlio Carlo IX. Niente di tutto questo. Caterina -  tra le figure più emblematiche della storia europea, figlia di Lorenzo II de' Medici, duca di Urbino, e di Madeleine de la Tour D'Auvergne - fu semmai una grande statista che seppe precorrere i cardinali Richelieu e Mazzarino nella conduzione della politica francese. Anche se la sua figura è legata alle guerre di religione tra cattolici e protestanti, quale sostenitrice della tolleranza civile fece invece il possibile fin sul letto di morte per conciliare le opposte fazioni, a volte con successo, altre no. Il 5 gennaio 1589 cessò di vivere. Aveva giusto settant'anni. Probabilmente, più che per una improvvisa malattia, era stato il forte dispiacere per l'assassinio - nel castello di Blois - del duca Enrico di Guisa circa il quale suo figlio e re di Francia Enrico III l'aveva tenuta all'oscuro. Quel Guisa, irrequieto e ribelle all'ordine costituito, che lei - una reggente - aveva  richiamato all'ordine nel 1585 andandogli addirittura a parlare di persona ma che non si era mai sognata di toglierlo fisicamente di mezzo. Questa era Caterina de' Medici, amata dal popolo, condiscendente anche troppo nei confronti di Diana di Poitier favorita di suo marito Enrico II, amante delle arti e degli artisti italiani, religiosa quanto basta, abilissima negli affari e, perché no, anche nel doppio gioco ora favorevole ai Condè ora ai guisa. Non era facile barcamenarsi a quei tempi, con il rischio di vedere precipitare il regno e la nazione tutta nel caos. Caterina ci riuscì. Ciò che due secoli dopo non riuscì invece a Maria Antonietta pagando con la testa. (Veronica Incagliati)