Accadeva Oggi

4 gennaio

     

4 GENNAIO
    
PERGOLESI Non sapremo mai perché il cognome di Draghi al padre di Giovanni Battista Pergolesi non piacesse. Se avesse potuto solo lontanamente immaginare che un giorno il Governatore della Banca d'Italia si sarebbe chiamato così, forse se lo sarebbe tenuto. Fatto si è che quando il 4 gennaio 1710 il futuro musicista nacque a Jesi, il cognome era quello che tutti conosciamo: Pergolesi, dalla città di Pergola dove tempo addietro si era trasferito il nonno Francesco.
Il ritratto di Giovanni Battista è quello di un uomo fortunato e sfortunato al
tempo stesso. Fu in fondo fortunato perché di famiglia agiata, per cui non ebbe difficoltà alcuna nell'arrivare al successo e alla fama giovanissimo; ma fu anche sfortunato perché morì a soli 26 anni (1736), probabilmente di tubercolosi nonostante che molti voci avessero accreditato la versione che fosse stato avvelenato da artisti invidiosi del suo talento. Un po' come si disse di Mozart. Ad ogni modo, se la parabola artistica di Pergolesi fu di appena cinque anni, è pur vero che il musicista seppe vivere la sua breve esistenza piuttosto intensamente, sia come produzione sia come amori, appassionati alcuni tragici altri.
A soli diciannove anni Pergolesi era capo paranza del Conservatorio di Napoli, come dire un primo violino. A ventuno componeva "La conversione e morte di San Guglielmo", pur se non era la sua prima opera dato che ne aveva date alle luce altre tre. Ma questa in particolare gli diede una certa fama e lo pose nel novero - come si legge in <Wikipedia> - dei più promettenti giovani compositori.Scrivere la biografia di Pergolesi - di questo talento che se fosse vissuto più a lungo avrebbe potuto non sfigurare di fronte all'altro marchigiano, Giacomo Rossini - non è di questa rubrica in quanto ci dilungheremmo troppo. Ricordiamolo però per quello che è stato: un grande, che seppe anticipare l'opera buffa con "Lo frate 'nnamurato", e che ancor oggi è attuale con la sua musica.
E' sepolto nella fossa comune della Cattedrale di Pozzuoli. (Veronica Incagliati)